Oggi abbiamo il piacere di parlare con Elena Simonetti, l’autrice di “La luce di Helena”, un libro che ha suscitato molta attenzione e curiosità. Siamo ansiosi di conoscere di più su questa talentuosa scrittrice e sul suo lavoro.
Nel tuo libro “La luce di Helena”, Helena è un personaggio complesso che si spaccia per un ragazzino per essere accettata. Quali temi hai voluto affrontare attraverso il suo percorso di scoperta e crescita?
Helena ha capito già, a 12 anni, che per avere più libertà deve fingersi un maschietto, la sua voglia di avventura può essere saziata solo sotto mentite spoglie poiché gli amici del fratello non avrebbero mai accettato una ragazzina nel loro gruppo, incarnando l’atteggiamento socio culturale dell’idea di una supremazia maschile sulle donne. Sarebbe stata penalizzata comunque nella sostanza, quindi questo suo “mentire” a fin di bene la porta a vivere esperienze straordinarie.
Helena nasconde un animo dolce e sensibile dietro il suo atteggiamento da maschiaccio. Come hai cercato di rappresentare questa dualità nel personaggio e quali messaggi hai voluto trasmettere riguardo all’accettazione di sé stessi?
Helena è molto matura per la sua età, fa trasparire le sue inclinazioni naturali quando è se stessa ma anche quando si finge un “maschiaccio”. Il suo senso di identità è forte, ha già capito quale sarà il suo posto nel mondo ma per migliorare le proprie convinzioni personali ha bisogno di “provare” a mettersi nei panni dell’altro sesso, cercando magari di migliorare il rispetto e l’accettazione per quello che è ancora considerato il sesso “debole”.
Nel libro, parli di un’esperienza unica e straordinaria che porta a una profonda amicizia che supera il tempo e lo spazio. Senza svelare troppo, puoi dirci qualcosa in più su questa esperienza e quale messaggio d’amore vuoi trasmettere ai lettori?
Nel libro ci sono due storie: una la storia interna fatta di parole, fatte di amicizia, giochi, amore e l’altra, la storia “intorno” fatta di parole non dette… non scritte palesemente ma da cogliere tra le righe… Infatti è palese nella storia interna che il filo rosso è la magia dell’amore vero, la storia d’amore, l’innamoramento… l’amore che è il virus più potente che esista al mondo Questo filo conduttore dell’Amore, viene traghettato nella storia intorno, perché l’amore attraverso una sorta di imprinting, viene stampato nell’anima (che secondo me è eterna) e resta lì fino alla fine dell’esistenza, per poi essere portato al di là di essa.
Come autrice, quale è stata la sfida più grande nell’esorcizzare l’ansia e la paura dell’ignoto mentre scrivevi la storia di Helena? Come hai bilanciato l’aspetto emozionante e divertente della narrazione con il desiderio di trasmettere un messaggio significativo?
La Luce di Helena porta i lettori ad interrogarsi sul mistero dell’esistenza e della morte. Avvicinare i ragazzi alla lettura, ad incuriosirli, ad affascinarli, ad interrogarsi sul grande mistero che si cela oltre le porte dell’esistenza. Ricordarsi della morte ci ridimensiona, ci insegna più umiltà, ci spinge a scendere dai nostri piedistalli e ci disarma da tutti quegli aspetti che ci fanno sentire i padroni della vita, il tutto condito con un pizzico di ilarità e tanta semplicità.
Il libro è indirizzato sia ai ragazzi che agli adulti. Quali elementi hai incluso nella tua narrazione per far sì che il libro possa essere apprezzato da entrambe le fasce d’età? E cosa ti auguri che i lettori possano trarre dalla lettura di “La luce di Helena”?
L’ho scritto per i ragazzi, ma indirizzato anche a quegli adulti che dentro di loro sono sempre restati degli adolescenti: a tutti loro mi sento di dire che è proprio nelle grandi emozioni, negli sconvolgimenti della vita, che non bisogna aver paura delle proprie fragilità, perché le emozioni negative ci proteggono e ci fanno vedere qualcosa che avevamo dentro e che portiamo alla superfice. A volte le ferite e quindi le cicatrici, diventano finestre verso l’esterno, quindi verso gli altri. Un’apertura mentale verso il nostro prossimo.
Ringraziamo Elena Simonetti per averci dedicato il suo tempo e per averci fornito interessanti spunti di riflessione sulla sua opera “La luce di Helena”. Speriamo che il suo libro possa riscuotere il successo che merita!

