gruppo albatros il filo presenta: Storielle vere di una lunga vita – Alfredo J. Uccelli

Oggi parliamo del libro Storielle vere di una lunga vita di Alfredo J. Uccelli pubblicato con la nostra casa editrice Gruppo Albatros il Filo.

Noi del gruppo Albatros il filo abbiamo avuto il piacere di poter intervistare Alfredo J. Uccelli per conoscerlo meglio e scoprire qualcosa in più sul suo libro Storielle vere di una lunga vita.

Riportiamo di seguito l’intervista all’autore, buona lettura!

  • QUANDO NACQUE LA SUA PASSIONE PER LA SCRITTURA?

La mia passione per la scrittura nacque al tempo della Seconda guerra mondiale, quando mi trovavo nel deserto Libico a fare il servizio militare come volontario nell’esercito italiano. Per impiegare il poco tempo libero a disposizione scrivevo racconti, commedie e qualche poesia. Per fare qualcosa di divertente con i militari del mio reparto, ho poi pensato di mettere in scena alcune di queste commedie con il supporto di alcuni di loro. I ruoli di attori o, addirittura, di attrici sono stati ricoperti dai miei stessi commilitoni che hanno procurato agli spettatori, ma anche a sé stessi, grande divertimento e leggerezza. È stato però molti anni dopo la guerra, e solamente alla fine della mia carriera professionale da civile, che ho cominciato a dedicarmi alla scrittura di libri, attingendo proprio agli sconfinati ricordi degli anni della mia gioventù e alle incredibili avventure vissute durante la guerra e la prigionia in Egitto. Successivamente ho invece attinto a ricordi relativi a esperienze più recenti, legate alle diverse fasi della mia vita dopo la guerra, che hanno visto il mio percorso e coinvolgimento professionale, l’amore e la costruzione di una casa e di una mia famiglia.

  • IN CHE MOMENTO E COME HA AVUTO L’IDEA DI SCIVERE QUESTA STORIA?

Dopo aver scritto due libri sui racconti di guerra e prigionia ho pensato che, durante la mia lunga vita, avevo accumulato tanti altri ricordi ed esperienze di cui volevo lasciare traccia. Da qui è nato “Storielle vere di una lunga vita”. Questo libro attinge infatti agli eventi che partono dal mio ritorno in Italia dopo i lunghi anni di prigionia in Egitto sotto gli inglesi, e rivivono l’abbraccio con mia madre, mio fratello e mia sorella che non vedevo da ormai tanti anni, la ricerca del primo lavoro e il susseguirsi delle occupazioni successive, l’incontro con mia moglie e, passando attraverso i numerosi eventi della nostra bella e lunga vita insieme, alla nascita di nostra figlia. Sono descritti ambienti e situazioni relativi a quegli anni, che ormai si collocano nel secolo scorso, e ho cercato di far riemergere molti personaggi che costituivano parte integrante della mia vita: parenti, amici, conoscenti e colleghi di lavoro.

  • HA ABITUDINI PARTICOLARI DURANTE LA SCRITTURA?

Tutto sommato direi di no. Continuo a condurre la mia vita abituale, senza particolari rinunce o costrizioni. Poi, quando ho tempo e voglia, mi siedo davanti al computer e si parte per rivivere eventi del passato. Generalmente, prima di accingermi a scrivere un nuovo lavoro, comincio a pensarci su per vario tempo, cercando di richiamare alla memoria i vari eventi e organizzandoli nella giusta sequenza temporale. Poi una volta iniziata la stesura, come avviene spesso a molti scrittori, il racconto prende la mano e si inizia a scrivere presi dal flusso dei propri ricordi e delle emozioni come se una forza o una voce esterna ci conducesse per mano. Il racconto, in qualche modo, si scrive da sé.

  • COSA SI ASPETTA DALL’INCONTRO CON IL LETTORE?

Mi aspetto che molti di loro possano attingere ai miei ricordi per ampliare le proprie conoscenze su eventi del passato che fanno parte della nostra storia, che possano farsi condurre, attraverso la mia narrazione, a esplorare ambienti e vivere situazioni che facevano parte della loro giovinezza o di quella dei loro genitori o addirittura dei loro nonni, che possano sintonizzarsi con il ritmo del mio vissuto e con le emozioni ad esso associate. Vorrei anche comunicargli come, anche da eventi tragici, si possa sempre imparare e trarre il lato positivo e vitale, come sia importante la condivisione e lo scambio con gli altri nelle diverse esperienze della vita e come ogni evento diventi per sempre parte di noi e come, proprio per questo, vada vissuto appieno senza risparmiarsi mai e non perdendo mai il senso dell’umorismo.

  • COM’E’ STATA LA SUA ESPERIENZA EDITORIALE?

Avevo già pubblicato con Albatros il mio precedente libro “Ridi che ti passa… Storielle vere del tempo di guerra”.  Pertanto, è stato piuttosto naturale pensare nuovamente a questa casa editrice per il presente libro. L’esperienza editoriale è stata positiva. Infatti, dopo l’invio del manoscritto, il comitato editoriale ha risposto celermente in senso affermativo, accettando di pubblicare il nuovo racconto. Sono stati solleciti anche nelle successive fasi di elaborazione del testo e delle copertine, mi hanno supportato e consigliato su aspetti editoriali e di forma. Poi purtroppo, una volta arrivati alla pubblicazione, a causa della pandemia da Covid-19, non ho potuto, come nel caso del mio precedente lavoro, farmi carico di un evento pubblico presso una libreria per la sua promozione. Infatti, la “libreria Testaccio” di Roma, cui faccio riferimento, non poteva accogliere al suo interno spettatori per la presentazione di libri e non gli è stato concesso di promuovere tali eventi nella piazza alberata antistante l’esercizio stesso. Sono quindi in attesa di tempi migliori per poter organizzare una presentazione e raccogliere i miei amici lettori e brindare con loro al mio nuovo lavoro con un buon bicchiere di vino….!

A noi del gruppo Albatros il Filo non resta che ringraziare ancora una volta Alfredo J. Uccelli per averci dedicato del tempo e aver risposto alle nostre domande. A lui va un grandissimo in bocca al lupo per il suo libro Storielle vere di una lunga vita e per il futuro.

A te caro lettore auguro un buon viaggio tra le pagine di questo racconto, buona lettura!

Se ti va lascia un commento, facci sapere cosa ne pensi, a noi fa veramente molto piacere ricevere un vostro feedback, solo così riusciamo a crescere e a migliorarci. Ci sentiamo presto.

La vostra redattrice

Un commento

  1. Claudia Dalmastri

    Trarre il lato positivo anche da eventi tragici, grande insegnamento di vita. E detto da chi perfino in guerra sapeva cogliere scintille di spensieratezza e ironia da mantenere nella sua memoria (e che ci ha regalato nei suoi libri precedenti) diventa una massima da tenere sempre a mente e che dà un senso anche ai momenti peggiori e rende vitale la quotidianità solo apparentemente banale. Grazie Alfredo, e complimenti per l’intervista.
    Claudia Dalmastri

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