La fata madrina. Il nastro perduto – Gio Navarra

Sarah è una giovane fata che vive nel fantastico mondo del Regno di Smeraldo. È bella, tenace e di grande talento tanto da essere stata prescelta per succedere alla potente imperatrice Orion. Ma prima Sarah deve affrontare la prova che la consacrerà definitivamente come fata madrina, affinché un giorno possa proteggere gli umani a lei affidati e che la invochino in aiuto. Così viene inviata sulla Terra con un compito: recuperare un oggetto fatato dimenticato molto tempo prima sulla Terra da un’altra fata, Beatrice, le cui tracce sono state misteriosamente perdute. Sarah riuscirà a portare a termine la sua missione, ma dovrà fare i conti con qualcosa di più imprevedibile e travolgente di qualunque magia: l’amore.

Gio Navarra è una scrittrice italiana di origini venete. L’amore per la letteratura la accompagna fin dall’adolescenza, assieme a una propensione per tutto ciò che è fantasioso e romantico. Da sempre appassionata di scrittura, ha completato, nel corso del 2019 e del 2020, tre episodi con la forma del romanzo breve del suo primo ciclo di genere fantastico La fata Madrina.
“Ho trovato me stessa nelle parole dei grandi autori più che chiedendomi chi sono e, ogni volta che leggo un nuovo libro, scopro un pezzo della mia anima”.

Oggi parliamo de La fata madrina. Il nastro perduto, un libro di Gio Navarra pubblicato con la nostra casa editrice gruppo Albatros Il Filo.

Noi del gruppo Albatros il Filo eterni curiosi abbiamo avuto il piacere di intervistare Gio Navarra per scoprire qualcosa in più sulla sua passione per la scrittura e sul suo libro La fata madrina. Il nastro perduto.

Riportiamo di seguito l’intervista. Buona lettura!

  • Perché ha cominciato a scrivere? C’è un’immagine nella sua memoria che ricollega al momento in cui ha deciso di voler diventare scrittrice?

Sono appassionata di scrittura dai tempi della scuola media, ma fino a tre anni fa non avrei mai pensato di scrivere un libro. Il desiderio è nato a seguito di una operazione che non mi ha permesso di camminare per un certo periodo; in quel frangente ho pensato “che bello sarebbe avere qui vicino a me una creatura magica che mi tenesse compagnia e mi aiutasse nella quotidianità” (anche se, devo ammettere, non mi mancava niente grazie alle cure che mio marito ed i miei cari mi dedicavano affettuosamente). Nella mia immaginazione si è fatto strada il personaggio di Sarah, la fata madrina protagonista del libro; ricordo il momento in cui ne parlai con mio marito, gli dissi che mi sarebbe piaciuto scrivere una storia che avesse come personaggio principale una fata madrina, ma che non avrei voluto presentarla unicamente come una creatura eterea dotata di poteri magici: volevo che la mia fata fosse la protagonista di una intensa storia d’amore e fosse l’esempio del coraggio che spesso è necessario per seguire il proprio cuore.

  • Qual è il suo pubblico ideale? A chi pensa quando scrive?

La fata madrina-il nastro perduto è una storia di fantasia che spero possa incontrare il gusto di svariati tipi di lettori, finora è stato così e devo dire che mi fa molto piacere che possa essere apprezzato anche da chi legge altri generi letterari oltre al fantasy. C’è però qualcosa che accomuna i lettori con cui fino ad ora ho avuto il piacere di parlare, il fatto cioè che oltre alla fantasia abbiano apprezzato la storia d’amore contenuta nel libro, ed è proprio ciò che desideravo fin da quando ho deciso di scrivere questa storia: volevo far sognare i miei lettori raccontando la passione tra Sarah, la fata madrina, e l’uomo che le cambia completamente l’esistenza. Tutto ciò mi porta a supporre che il mio pubblico ideale sia un pubblico di sognatori dallo spirito romantico, che credano nell’amore in tutte le sue forme e sappiano commuoversi ai sospiri degli innamorati.  

  • Come trova l’ispirazione adatta per scrivere?

Devo confessare che la mia prima fonte di ispirazione per il personaggio di Sarah è stata cinematografica, infatti non ho potuto fare a meno di ripensare alla fata madrina di Cenerentola, che io ho molto amato da bambina. Anche per la creazione del Regno di Smeraldo, dimora delle fate, la fonte di ispirazione principale sono stati i paesaggi lussureggianti tipici di noti film fantasy. Quando però ho deciso di conferire alla fata una condizione più umana, rendendola protagonista di una appassionata storia d’amore sulla Terra, la fonte di ispirazione è divenuta la vita stessa e spesso esperienze vissute da me personalmente: persone che ho conosciuto e che ho trasfigurato nei personaggi della storia, luoghi che ho avuto la fortuna di visitare (come la Provenza), le città italiane che più amo … poi ci sono i sentimenti, come l’amore e l’amicizia, che una volta compresi ed interiorizzati possono trovare luogo nelle pagine di un libro.

  • Com’è cambiata la sua vita scrivendo?

Questo libro mi ha permesso innanzitutto di rivelare una parte di me che molte persone della mia cerchia non conoscevano e a cui forse neanche io avevo mai dato più di tanta importanza, cioè la fantasia. Mi ha addirittura dato l’opportunità di ritrovare persone che avevo perduto negli anni e l’occasione di conoscerne ogni giorno di nuove; c’è poi l’aspetto della promozione del libro, che va costantemente alimentata e che rende la mia vita più movimentata, sia nello spazio fisico che online. Il fantasy inoltre non è solo un genere letterario, è un mondo estremamente ricco e particolare che spesso regala occasioni di creatività ed intrattenimento che vanno al di là della letteratura. Ho notato inoltre che le persone intorno a me, dopo aver letto il libro, sono più portate a confidarmi il loro lato creativo, che può spaziare dalla musica al teatro fino alla scrittura stessa, di cui magari non mi avrebbero parlato prima: questa cosa mi fa davvero piacere, è come se io avessi consegnato la mia anima a loro e loro facessero altrettanto.  

  • Che sensazione si prova dopo aver scritto un libro?

Scrivere un libro non è solo raccontare un mondo ma è anche aprire il proprio cuore ai lettori, cosa che sicuramente rende vulnerabili. Si è soggetti al giudizio altrui, a differenza di quando si scrive qualcosa per sé stessi dove gli unici giudici siamo noi, quindi un po’ di timore c’è. Quando però i lettori mi dicono che questo libro li ha trasportati in un mondo diverso dalla loro routine quotidiana e li ha fatti sognare, alleggerendo i loro pensieri, allora penso tra me e me “ecco, Gio Navarra ha raggiunto l’obiettivo: è riuscita a far sognare qualcuno”. La fata madrina -il nastro perduto è per me un luogo in cui ho riposto la mia fantasia, uno spazio che sarà sempre lì pronto ad accogliermi quando ne avrò bisogno e così mi auguro sia per i miei lettori. È una storia, inoltre, da cui si può trarre un insegnamento importante, che può sempre tornare utile a chiunque: l’amore vero vale la pena d’essere vissuto, al di là delle avversità che incontra. Essere riuscita ad esprimere questo è ciò che mi dà maggiormente soddisfazione.

La fata madrina. Il nastro perduto. Una storia d’amore in un mondo fantastico, e non potevamo desiderare di meglio per sognare e tornare forse un po’ bambini, lasciandoci incantare dalla storia di Sarah.

Noi del Gruppo Albatros Il Filo non possiamo fare altro che ringraziare ancora una volta l’autrice Gio Navarra per averci dedicato del tempo e aver risposto alle nostre domande. A lei va un grandissimo in bocca al lupo per La fata madrina. Il nastro perduto e per il futuro.

A te lettore ti auguro un buona lettura, ma soprattutto ti auguro di sognare insieme a Sarah in questo mondo incantato.

Buona lettura, ci sentiamo presto.

La vostra redattrice.

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