Cercando Trump – Roberto Toninello

Cinque amici bolognesi, attempati ma arzilli, decidono di intraprendere un viaggio di un mese in America alla ricerca del motivo per cui gli americani hanno votato Trump. Avventure divertenti ed esilaranti vedranno i cinque amici alle prese con la guida per le strade di NY, a dover convertire le miglia in chilometri, i dollari in euro e soprattutto scoprire cosa sia mai lo “zip code” richiesto alla pompa per fare benzina…I nostri “quattro amici al bar” riusciranno nel loro intento di comprendere il voto a Trump? E come mai questi innocui vecchietti saranno poi spiati dalla CIA?

Roberto Toninello è nato nel ‘49, ha studiato ingegneria elettronica ma non si è mai laureato. Si è sposato due volte, ha cambiato casa sei volte e per sette volte ha cambiato tipo di lavoro. Oggi è un pensionato che insieme a sua moglie riesce a non annoiarsi mai neppure quando non fa assolutamente nulla.

Oggi parliamo di Cercando Trump, un libro di Roberto Toninello pubblicato con la nostra casa editrice Gruppo Albatros Il Filo.

Noi del Gruppo Albatros il Filo abbiamo avuto il piacere di intervistare l’autore, Roberto Toninello, per conoscerlo meglio e scoprire qualcosa in più sulla sua passione per la scrittura.

Riportiamo di seguito l’intervista all’autore. Buona lettura!

  • Si è ispirato a qualche autore o libro in particolare per scrivere il suo racconto cercando Trump?

Direi di no, non mi sono ispirato a nessun altro autore. Però Emilio Salgari raccontò dei pirati della Malesia senza esserci mai stato e anch’io ho raccontato dell’America senza esserci mai stato. Ho sfruttato le tecnologie di Google Maps e le informazioni trovate su internet per descrivere l’America dei nostri giorni. Diversi lettori, che in America ci sono stati, mi hanno confermato che il risultato finale è realistico. Lo stile della scrittura invece è figlio dei volantini sindacali che scrivevo da giovane. Sintetici e centrati sul messaggio che volevi trasmettere. Così sin dalla prima pagina il libro dimostra il suo carattere, un racconto leggero, divertente, che cerca di affrontare argomenti molto seri ma diluiti nella narrazione di un viaggio in America di cinque amici ex militanti della sinistra extraparlamentare degli anni Settanta di cui uno di loro è diventato un sostenitore delle idee di Trump. È proprio nei battibecchi tra di loro che si sviluppa l’intera storia e questo è evidente sin dalle prime pagine.

  • In che momento e come ha avuto l’idea di scrivere questa storia?

Il libro è nato per caso. Nella primavera del 2020 eravamo tutti in lockdown e un’amica era stata contagiata dal Covid con leggeri sintomi e confinata in quarantena. Normalmente scrivo ad una mia mail list dei commenti sull’attualità politica e sociale. L’Amica in quarantena era molto annoiata. Stare chiusi in casa può essere insopportabile (riflessione da riprendere quando parleremo della detenzione domiciliare). Così ho pensato di scrivere delle brevi storie divertenti per farle compagnia. Quando ho iniziato a scrivere non avevo idea che sarebbe nato un libro. Ogni giorno scrivevo un nuovo capitolo che doveva contenere qualcosa di politico, qualcosa sulla caratterizzazione dei protagonisti e qualcosa che generava una piccola suspense per creare il clima di attesa del capitolo che avrei scritto il giorno successivo. Poi al quindicesimo capitolo la mia amica è guarita e il racconto doveva finire lì, ma gli amici, di cui facevo la caricatura, hanno protestato. Se leggete il capito 15 capirete il perché. Così ho scritto altri 11 capitoli che, non dovendo più  tener compagnia all’amica malata, sono un cambio di passo della storia che diventa meno leggera e più riflessiva sull’attualità e sulla storia degli ultimi cinquant’anni.

  • Ha già avuto modo di presentare il suo libro?

No. Ma ho in programma di farlo. Mi domando cosa dire.

Tutti i lettori con cui ho parlato mi hanno detto che si sono divertiti. E questo era lo scopo del racconto. Qualcuno ha notato il cambio di passo tra i primi quindici capitoli e la parte conclusiva del libro. Qualcuno ha sottolineato la parte del libro che racconta la storia della musica del 900 quando i protagonisti del libro visitano Memphis o New Orleans. Il libro potrebbe avere una sua colonna sonora a partire da “On the road again”. Qualcuno, da sinistra, mi ha criticato sulle ragioni del voto a Trump che a loro avviso non sono convincenti.Direi che questa è la migliore critica che mi sarei aspettato. Nonostante il titolo, il libro non vuole essere uno strumento di propaganda del messaggio politico di Trump ma un invito ad ascoltare le ragioni degli altri, di quelli che non la pensano come noi. Ecco, quando parlerò del libro sono indeciso su quale argomento mettere l’accento. Sulla parte buffa, divertente oppure sul messaggio implicito del racconto? Probabilmente deciderò di volta in volta a seconda del tempo a disposizione e del tipo di pubblico che avrò di fronte.

  • Com’è stata la sua esperienza editoriale?

Non mi aspettavo che il libro venisse considerato degno della stampa. In parte perché è un libro nato per caso, in parte perché non mi ritengo uno scrittore. A scuola in italiano andavo male, non mi sarei mai aspettato di vedere il mio nome stampato sulla copertina di un libro. Entrare in contatto con il mondo editoriale ha richiesto un adattamento psicologico, ho dovuto capire il punto di vista dell’editore. Per esempio, nel libro c’è un’accusa verso l’utilizzo delle tecnologie dell’intelligenza artificiale e di come queste possano condizionare le nostre vite. Mi sono domandato se questa parte del racconto poteva essere sufficientemente veritiera per mostrare il pericolo della violazione della nostra privacy. Mi sono risposto che sì, la storia stava in piedi e poteva essere pubblicata. Poi il libro è stato scritto nella primavera del 20, quando Trump era dato vincente alle elezioni di autunno. Invece ha perso e ha fatto un disastro con l’assalto a Capitol Hill. Ho dovuto apportare delle piccole correzioni per adattarlo alla nuova realtà. Ecco, l’esperienza editoriale mi ha indotto a rileggere il libro con altri occhi. È stata una nuova esperienza. Positiva esperienza.

  • Pensa di scrivere qualche altra opera in futuro?

Bella domanda. Perché si scrive? Per sé stessi?  Perché si ha qualcosa da dire? Nella mia vita ho scritto volantini sindacali, articoli per un giornale. Poi sono stato Dirigente di aziende e ho scritto relazioni, rapporti, progetti. Da pensionato scrivo mail ad un centinaio di conoscenti per confrontarci su temi di attualità di politica economica e sociale. Partecipo ad un blog che tratta di economia finanziaria. Scrivere un altro libro? Ci avevo pensato prima di partorire Cercando Trump. Ai contatti della mia mail list ho scritto una serie di brevissimi racconti dal titolo “Piccole storie sotto l’ombrellone”. Diverse storie sono delle tragedie prese dalla vita reale. La guerra in Bosnia, vite di tossicodipendenti, suicidi di persone assolutamente normali. Altre storie sono buffe e divertenti e le ho scritte con il segreto intento di dimostrare a me stesso che ero in grado di divertire scrivendo. In fondo il libro Cercando Trump è figlio di questo lato della mia personalità. Qualche lettore mi ha chiesto se Cercando Trump avrà un seguito. Infatti, ci sono tutti gli ingredienti per farne una serie. Però se scriverò ancora un libro mi piacerebbe di più parlare d’altro e le “Piccole storie sotto l’ombrellone” mi convincono di più di un Cercando Trump secondo atto. Però nella mia vita ho fatto sette mestieri diversi e sono tutti arrivati per caso, quindi se scriverò ancora sarà probabilmente “per caso” e non per un disegno premeditato. In fondo questa è stata la mia vita e ne sono contento.

A noi del Gruppo Albatros il Filo non resta che ringraziare ancora una volta Roberto Toninello per averci dedicato il suo tempo e aver risposto alle nostre domande, a lui va un grandissimo in bocca al lupo per il suo libro Cercando Trump e per il futuro.

A te caro lettore, buon viaggio in America, ma soprattutto buona lettura…Trump ti aspetta (tra le pagine del libro però!)

Ci sentiamo presto.

La vostra redattrice.

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