Ti racconto di… – Liliana Bortolin

Due racconti di grande sensibilità e amore per l’ambiente e il Creato che ci circonda, per la Vita in senso assoluto e i nostri più cari affetti.
Le avventure di Vento e Blu, goccia d’acqua dell’oceano Atlantico che ha deciso di evaporare e così viaggiare per conoscere nuovi posti e vederli dall’alto, ci insegnano il rispetto e la salvaguardia del nostro pianeta: un inno all’Infanzia, a Dio e al Suo Creato!
Tella è una bambina vivace e allegra ma come tutti i suoi compagni vive gli anni difficili della seconda guerra mondiale. Un racconto emozionante, narrato attraverso gli occhi innocenti dei bambini che riescono ad intravedere luce e gioia anche là dove regna il buio assoluto che solo una guerra può portare.

Liliana Bortolin nasce a Palermo nel 1973, intraprende gli studi nella Facoltà di Lettere e Filosofia di Palermo e li prosegue nell’Università del Galles. Esordisce nelle vesti di pubblicista scrivendo per un giornale cristiano L’ultima pioggia tra gli anni 1993/2000. Innamorata dell’infanzia e della letteratura che la riguarda, nel 2002 pubblica il suo primo libro di stampo autobiografico dal titolo Storia di una vita il cui protagonista è un bambino, piccolo baronetto spodestato del suo titolo e delle sue proprietà, nonché padre dell’autrice. Il suo sogno più grande è scrivere per bambini e ragazzi permettendo loro di sognare, identificandosi con i personaggi protagonisti dei suoi racconti, preparandoli alla vita e alle mille avventure che essa presenta.

Oggi parliamo di Ti racconto di… un libro di Liliana Bortolin pubblicato con la nostra casa editrice Gruppo Albatros Il Filo.

Lo sapete no?! Siamo molto curiosi e per questo abbiamo avuto il piacere di intervistare Liliana Bortolin per conoscerla meglio e conoscere qualcosa in più sul suo libro Ti racconto di…

Riportiamo di seguito l’intervista.

  • Quando nacque la sua passione per la scrittura?

La passione per la scrittura è nata con me non ricordo infatti, istante della vita in cui non abbia scritto un pensiero, una poesia, una riflessione … La scrittura è pane di vita, un dono divino, un suggerimento interiore continuo, un impulso irrefrenabile, una continua e indicibile discussione con il mio io interiore. A volte mi sveglio nel sonno e scrivo per non dimenticare un episodio che avrei potuto scrivere! Scrivere è vita e la vita è lo scrivere, sotto l’impulso della scrittura sarei capace di fermare tutto il tempo a disposizione, di dire al mio vicino: “aspetta non avere fretta devo prendere appunti, devo ricordare, non posso dimenticare‘’. Quando il fiume è in piena ci sono due cose che puoi fare prenderne consapevolezza e lasciarti trasportare nell’attimo del tempo in cui vedrai fluire le immagini, le parole che vorresti dire, che vorresti aver detto ma che potresti non avere tempo per farlo! Ecco la ‘premura’ di scrivere è un’urgenza, una emergenza, un malato da soccorrere, una vita da salvare. Un personaggio resta tale nello scritto ma prende vita con il tuo amore per la scrittura che, come un pennello audace, riesce a dipingergli addosso tutto ciò che esso sente e vorrebbe che tu dicessi al posto suo… Tutto accade in un attimo tremante e sfuggente… Proprio come la vita vera in cui il tempo è un dittatore generoso se ne approfitti te ne concederà dell’altro se viceversa lo perdi avrai perso tutto! 

  • C’è un momento in particolare che l’ha portata alla stesura del suo libro?

Si, dopo aver visitato la Basilicata, dopo aver sentito il racconto delle nonnine che avevano vissuto il secondo conflitto mondiale, e raccontarmi davanti ad una porta di casa la loro semplice storia di vita, dopo aver visto le lacrime scendere nei loro visi corrugati dal tempo e inoculati nel tunnel della storia, ho sentito l‘urgenza di raccontare. Di raccontare per non dimenticare, per non essere dimenticate nel baratro profondo ed incessante della vita che trascorrendo e passando in maniera distratta se ne potrebbe fare beffe, si beffe della loro infanzia non vissuta, beffe delle loro piccole relazioni fallite, beffe delle loro paure dei bombardamenti che hanno per sempre segnato con profondi solchi le loro caduche vite. Mentre racconto di una di loro sento le loro ferite, i loro drammi, i loro conflitti e sento le loro paure…Subitamente provo gioia di aver detto e visto e raccontato per loro, le loro lacrime raccolte dalla terra non sono rimaste lì, sono state raccolte dall’ispirazione divina che non ha dimenticato, non ha fatto finta di non vedere, che non ha voltato lo sguardo altrove! Ha raccolto lacrime e sofferenze per dire: “sono con te, ero con te e sarò con te!” Tutte le volte che qualcuno leggerà di loro saprà e capirà la loro sofferenza umana dettata dall‘egoismo e dall‘egotismo di alcuni uomini! Gli uomini e i loro “affari” hanno sconvolto e sconvolgono l’ambiente, la vita naturale e l’ordine naturale delle cose. La natura chiede aiuto e si ribella … Gli uomini continuano a non ascoltarla sono sicura che qualcuno sentirà l’eco del suo grido, il tumulto delle sue paure, l’irruenza dei suoi uragani che muovendosi sbraitano all’uomo bussando alla sua porta di casa e consegnando una busta che dispiegata gli dice: “non sei il padrone della Terra, smettila!”  

  • Cosa le ha insegnato questo libro?

Questo libro mi ha insegnato ad ascoltare gli altri, il mio prossimo, la vita, l’ambiente, la natura, la fanciullezza! Mi ha insegnato a fare un passo indietro se questo serve a fare del bene, un po’ meno di me e più per gli altri. Mi ha insegnato altresì a vedere nel tempo un amico, ad avere pazienza, ad aspettare la quiete dopo la tempesta, ad avere fiducia nelle generazioni future che sapranno meglio agire di come fino ad ora noi adulti abbiamo fatto! 

  • Cosa le piacerebbe dire ai lettori?

Mi piacerebbe dire ai lettori una semplice frase: <<Leggi con gli occhi del cuore, perché l’anima intravede ed intuisce spazi eterni che il tempo soltanto regala >>

  • Ha abitudini particolari durante la scrittura?

Durante la scrittura dico sempre alla mia famiglia: “disturbatemi solo all‘intervallo, per ora sono in scena con i miei personaggi abbiatene rispetto!”. Poi inforco i miei occhiali e inizio…

Noi del Gruppo Albatros Il Filo non possiamo fare altro che ringraziare ancora una volta Liliana Bortolin, a lei va un grandissimo in bocca al lupo per il suo libro Ti racconto di… e per il futuro.

A te caro lettore ti auguro una buona lettura e ti auguro di leggere sempre con gli occhi e con il cuore perché il cuore arriva oltre, vede ciò che gli occhi spesso non riescono a vedere.

Ci sentiamo presto!

La vostra redattrice.

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