Il labirinto – Enzo Pesciarelli

Nell’imponente edificio abbaziale, costruito su una leggera altura, circondato da mura, ricco di boschi e allietato dallo scorrere allegro di un torrentello, trentuno monaci cistercensi conducono una vita tranquilla fatta di lavoro, preghiera, povertà ed assistenza. Ma i monaci non sanno che la serenità che fino a quel momento aveva regnato incontrastata nella comunità, verrà ben presto stravolta da eventi straordinari: incorniciata nel Medioevo, dove le donne, dotate di bellezza e di una certa abilità, sono spesso accusate di essere streghe e dove la vita monastica gode di prestigio e di una certa solidità, la storia ci svela, piano piano, un mistero, che sembrerebbe aleggiare sull’Abbazia e sulla serena vita dei monaci. Un complotto contro l’Abate per il controllo dell’Abbazia è in atto e i monaci devono agire in fretta e soprattutto in gran segreto: sull’Abbazia e su tutta l’area sotto la giurisdizione del vescovado di Andras, incombe un pericolo mortale. Cavalieri, elfi, Templari, monaci e semplici contadini affollano le pagine e ci catapultano in un tempo lontano così realisticamente descritto, che le loro gesta eroiche diventano le nostre e ci ritroviamo impegnati a difendere il Bene a scapito del Male.

Enzo Pesciarelli è nato a Fabriano il 21 aprile 1948. Laureato in Giurisprudenza, dopo una lunga carriera accademica è attualmente professore ordinario fuori ruolo. Per i nostri tipi ha recentemente pubblicato un noir dal titolo “Il labirinto”.

Noi del Gruppo Albatros il Filo abbiamo avuto il piacere di intervistare Enzo Pesciarelli, con la nostra casa editrice ha già pubblicato, in precedenza, Il Labirinto per questo motivo ha deciso di rispondere alle nostre domande tenendo in considerazione anche la sua precedente pubblicazione in particolar modo per motivi di ordine cronologico.

Riportiamo di seguito l’intervista completa all’autore.

  • Dove ha trovato l’idea per questo libro e cosa le ha insegnato?

Devo premettere che i due filoni di opere che hanno sempre attirato la mia attenzione sono i romanzi polizieschi e quelli storici. ‘Il labirinto’ si inserisce in quella prepotente rinascita del genere noir che, a partire dall’opera di Camilleri, ha invaso le nostre librerie. L’elemento che ha attirato la mia attenzione è stata la presenza in molte cittadine e paesi delle Marche di una serie di grotte e cunicoli sotterranei il cui scopo – almeno così si presume – era quello di salvaguardare la popolazione dai frequenti sbarchi dei pirati saraceni. Nel racconto ho voluto inserire – come personaggio principale – quello di una tenente dei carabinieri (l’unica che si esprime in prima persona) dimostrando che le cosiddette questioni di genere devono essere concepite come un malefico residuo del passato. Non c’è un insegnamento da trarre se non questo.

  • Com’ è stata la sua esperienza editoriale?

Devo dire che dopo un iniziale rapporto positivo con la casa editrice Gruppo Albatros Il Filo, almeno fintanto che procedeva la stesura del volume, mi sono sentito abbandonato, in particolare sotto il profilo della promozione. Probabilmente il Covid non ha aiutato, ma le altre case editrici hanno continuato a lavorare promuovendo nei più diversi canali le loro opere.

  • Quando nacque la sua passione per la scrittura?

In quanto professore di storia del pensiero economico la scrittura è stata sempre pane per i miei denti, quantomeno nella mia specifica attività scientifica. Solo successivamente, quando sono stato messo a riposo, mi sono liberato dai vincoli che la mia professione esigeva e mi sono dedicato ad una scrittura che lasciasse libero sfogo alla fantasia.

  • Cosa si aspetta dall’incontro con il lettore?

Che quantomeno abbia letto il libro e se così non sarà, avrò cura di invogliarlo a farlo.

  • Sta già lavorando ad opere future?

Sì.  Ad un sequel de ‘Il labirinto’ con gli stessi personaggi.

Quanto a ‘Morias’ l’unica domanda a cui devo rispondere è la prima domanda, quella riguardante l’ispirazione, in quanto alle altre ho già risposto.

Come ho già scritto sopra ho avuto sempre una passione per i romanzi storici, specialmente quelli in cui il contesto storico viene rielaborato con forti dosi di fantasia. Sotto questo profilo, fra gli altri, faccio riferimento alle opere di Umberto Eco, Ildefonso Falcones, Ken Follet, J.R.R. Tolkien, per dirne solo alcuni. Morias si inserisce, si parva licet, in questo contesto, caratterizzato dalla lotta fra il bene e il male, con l’immancabile vittoria del primo anche quando la storia sembrava prendere tutt’altra direzione. Per lungo tempo ho pensato di stravolgere, con Morias, questa ineluttabile conclusione, ma era come se il testo, a mano a mano che procedevo nella stesura, volesse impormi la sua volontà di percorrere la solita strada. Ho imparato, così, quanto sia difficile per uno scrittore evitare di accondiscendere alle speranze dei lettori che si aspettano un lieto fine, anche quando il mondo reale va in altra direzione o forse proprio per questo.

Avendo il nostro autore chiamato in causa anche la sua precedente pubblicazione vi lasciamo di seguito la trama de “Il labirinto”

Il 13 giugno, a Montepecora, un paesino sulle rive del Pollione, un cadavere viene ritrovato vicino al fiume.
Mentre i carabinieri brancolano nel buio, Artemio Tramestia, ex maresciallo ormai in pensione, si propone di aiutarli: ha più esperienza sul campo ed essendo originario del posto è più facile che i reticenti abitanti di Montepecora parlino con lui.
Quando nella cittadina arriva Patrizia Berti – nuovo comandante della Tenenza –, Artemio riesce a convincerla a fidarsi di lui e del suo intuito e, insieme, iniziano la ricerca di un assassino e un movente: scopriranno che non c’è solo un assassino, non c’è solo un movente e non c’è solo una storia. Nell’indagine, passato e presente si mescolano, si fondono, s’incastrano e si riflettono nel labirinto di cunicoli che si snoda nel sottosuolo del paese e che nasconde un segreto anche peggiore della morte stessa.

A noi del Gruppo Albatros il Filo non resta altro che ringraziare ancora una volta Enzo Pesciarelli per aver risposto alle nostre domande.

A te, caro lettore, questa volta l’augurio di una buona lettura è doppio, ti consiglio di leggere entrambe le opere “Il Labirinto” e “Morias”, quindi ancora buona lettura e ci sentiamo presto.

La vostra redattrice

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