GRUPPO ALBATROS IL FILO PRESENTA: Sorpresa. Ciò che non sembra possibile, a volte… lo è! – Angela Calì

Angela Calì ci accompagna in un viaggio intenso e profondamente attuale con il suo libro Sorpresa. Ciò che non sembra possibile, a volte… lo è! Incentrato sulla responsabilità civile e sull’impegno sociale, il romanzo affronta un tema cruciale: l’importanza della partecipazione attiva nella tutela dell’ambiente e della salute pubblica. Attraverso la storia di Lucia e del gruppo di mamme di Palmarina, il lettore viene immerso in una lotta collettiva contro l’installazione di un termovalorizzatore, riscoprendo il valore della comunità e della determinazione. Oggi abbiamo il piacere di approfondire con l’autrice il messaggio e le motivazioni che l’hanno portata a scrivere questo libro.

Il tema dell’impegno sociale è centrale nel tuo libro. Cosa ti ha spinto a raccontare questa storia e a porre l’accento sulla partecipazione civile?

Il mio Libro racconta di storie realmente accadute che hanno visto la ferma volontà di un gruppo di donne di dire la loro circa dei disservizi o il proposito degli enti pubblici di realizzare degli impianti molto pericolosi per la salute. Ho sentito forte il desiderio di raccontare tutto ciò che ne è scaturito perché sento spesso la gente lamentarsi per le tante cose che non vanno ma non agire e attivarsi per dare il loro contributo. Ho pensato che di fronte a tanto scoraggiamento, sfiducia e vittimismo poteva essere utile riportare l’esempio di queste donne. Parlare di esempi positivi può dare testimonianza che tutto può accadere se lo si vuole, che l’esito finale è nelle nostre mani. Porre l’accento sulla partecipazione civile è per me cruciale perché dagli esempi riportati ne scaturisce l’immensa potenzialità che l’essere Cittadini consapevoli dei propri Doveri e Diritti, del vivere in una Repubblica Democratica, dà. Vorrei tanto trasmettere un messaggio di speranza e di fiducia in noi stessi: essere uniti, sia da semplici Cittadini, sia alle varie associazioni cittadine, dialogare, istruirsi a vicenda, non giudicarsi o dividersi ma aiutarsi l’un l’altro a comprendere, valutare scelte industriali, sociali può vederci soddisfatti del nostro impegno. Possiamo dare esempio di vita ai nostri figli. Abbandonare il sentirsi vittime impotenti ma ritrovare il senso del nostro agire sociale senza più deleghe in bianco a chi ci amministra.

Lucia e le altre mamme di Palmarina affrontano una sfida che sembra impossibile da vincere. Quanto è importante, secondo te, il ruolo delle donne nell’attivismo e nella difesa dell’ambiente?

Ho visto concretamente la diversità di comportamenti tra uomini e donne. Spesso i primi tendono a creare occasioni di scontro e litigio. Ad esempio, avvenne che con un gruppetto di donne ci ritrovammo in un incontro organizzato da una associazione di persone esperte e competenti sul tema delle nuove installazioni industriali previsti in città. Ebbene loro erano fortemente arrabbiati nei confronti dell’amministratore capo che a loro dire aveva già firmato ed autorizzato il tutto. Le donne invece non si diedero per vinte, scesero per strada: nelle scuole, tra i mercati, telefonarono, ecc. e raccontarono ai loro amici e concittadini quanto avevano appreso. Con documenti e lettere aperte. Ebbene ne scaturì un dialogo, un confronto e una maggiore conoscenza e partecipazione da parte di tanti. I giorni a venire chiesero un incontro con l’amministratore capo e convinsero i rappresentanti dell’associazione a partecipare. Ne scaturì un cambiamento di posizione degli enti amministratori. Ecco il loro ruolo fu fondamentale: anziché fomentare litigi e separazioni, portarono i vari attori della questione a una maggiore conoscenza della volontà cittadina e ad un sereno dialogo e confronto. Io credo che l’impegno e la presenza delle donne crei un attivismo più sereno e motivato all’ottenimento del risultato. La partecipazione attiva e sensibile delle donne, il loro individuare i veri problemi, la difesa della vita e della salute io credo sia molto importante e determinante. La difesa dell’ambiente, ad esempio, è cruciale per tutti e le donne possono dare un taglio di maggiore sensibilità e ricerca del dialogo perché danno la vita e sanno bene quanto essa valga.

Nel romanzo emerge una forte riflessione sul rapporto tra politica, industria e salute pubblica. Come pensi che la letteratura possa contribuire a sensibilizzare su queste tematiche?

Credo che la letteratura abbia un ruolo molto determinante in questo rapporto tra i diversi attori della vita sociale ed economica. Pubblicizzare più spesso l’acquisto di libri, spiegandone l’importanza e il valore aggiunto che dà alla crescita culturale di un popolo.  Le case editrici, gli scrittori, dovrebbero avere più spazio nei mass media. Aumentare il numero di trasmissioni e format culturali in cui si parla di tutto il bello che c’è intorno a noi, delle tante iniziative che i giovani e non realizzano nel nostro Paese e nel mondo. Invitare le persone a leggere, a comprenderne il risvolto positivo, a incentivare l’acquisto di libri: “accendi un libro, spegni la TV”. Oppure lo scambio: ad esempio in diversi punti strategici installare delle postazioni in cui lasciare un libro e prenderne un altro. I locali pubblici in cui mensilmente ritrovarsi per commentare dei libri letti e consigliarli agli altri. O nelle librerie. La scuola può invitare i giovani alla lettura di testi e documenti che spiegano il perché di certe posizioni politiche. Lo studio della nostra Costituzione, l’educazione civica. Conoscere le varie tipologie di impianti, trattamenti industriali, loro conseguenze sul territorio, esperienze di altri, normative, ecc… Invitarli, quale compito curriculare, alla lettura di testi impegnati in questi settori, al dialogo in famiglia, al confronto, creerebbe dei cittadini, anche se ancora giovani, maggiormente consapevoli e informati.

Il titolo del libro suggerisce che ciò che appare impossibile a volte può realizzarsi. C’è un episodio particolare della storia che incarna al meglio questo concetto?

Tutto il libro racconta di situazioni che per molti erano disperate, non c’era nulla da fare. Il fatalismo e lo scoraggiamento la facevano da padroni. Era ormai assodato che andasse in un certo modo, che si fosse impotenti e vittime.  Una ennesima sconfitta per la popolazione. Racconto, ad esempio, di incontri con personalità influenti quali politici, industriali, medici con i quali pareva impossibile interagire ed esprimere il nostro parere. Tanti episodi in cui la determinazione di queste donne e mamme, la consapevolezza del loro valore di cittadine fece volgere i fatti in maniera diversa. Anche l’iniziale passione con la quale alcune affrontarono la questione ambientale, industriale il loro numero spaurito sembrava determinare una perdita, un fallimento. Cosa che invece non avvenne e che anzi tanti e soprattutto tante, si unirono a loro, si indottrinarono basando le loro istanze e contrarietà su fatti concreti, tangibili e scientificamente provati. Tra tutti mi viene da raccontare la questione legata al guasto di un ecografo nello studio medico del consultorio familiare.  Come è facile immaginare tantissime donne ne usufruivano gratuitamente. Lucia venne a conoscenza di questa situazione e dello sconforto che attanagliava i medici impossibilitati a prestare il loro prezioso servizio. Era forte il pensiero che sarebbero passati mesi prima della riparazione o sostituzione. È così che andavano in genere le cose riguardanti la sanità pubblica. Tante donne erano anch’esse scoraggiate e già preoccupate di doversi rivolgere agli studi privati. Non tutte potevano infatti economicamente sostenere certe spese. Ebbene, Lucia non si perse minimamente d’animo. Prese tutti i riferimenti, scrisse una bellissima lettera per denunciare quanto stava accadendo, cominciò a raccogliere le firme tra le tante amiche e conoscenti pazienti dello studio medico, e così, grazie anche al passaparola, ai fogli distribuiti tra le amiche, in pochi giorni si raccolsero centinaia di firme e anche qualche moneta per le spese postali da sostenere. Lucia inoltrò tutto con raccomandata, con avviso di ritorno, ai vari indirizzi competenti … aspettò un po’ e fece qualche telefonata agli uffici responsabili e … magia, magia … nel giro di quindici giorni giunse un nuovo modernissimo ecografo. Con grande meraviglia degli addetti al consultorio… che “sorpresa”, com’era accaduto?

Qual è il messaggio che vuoi lasciare ai lettori che si avvicinano al tuo libro e, magari, si trovano a dover affrontare battaglie simili nella loro realtà?

Cari lettori ed essenzialmente cittadini di questa nostra bellissima Italia, ricordate di vivere in una Repubblica Democratica. Siamo invidiati da tanti popoli in cui non c’è libertà, non vi sono le innumerevoli bellezze architettoniche, ambientali, paesaggistiche, culinarie, ecc. ecc.  Noi siamo un popolo ricco, culturalmente e storicamente. Dobbiamo avere sempre più consapevolezza di quelli che sono i nostri Diritti e Doveri e di essere tutti dei “RE”.  Dobbiamo approcciarci al vivere comune con più senso di responsabilità di ciò che compete a ognuno di noi. Quando ci scontriamo con disservizi, carenze della macchina pubblica, dobbiamo far sentire la nostra voce, il nostro dissenso e malcontento. Uniamoci con rispetto reciproco e delle cose comuni. Dialoghiamo, istruiamoci l’un l’altro. Avviciniamoci con fiducia a chi si attiva e sosteniamolo, accompagniamolo, facciamolo sentire supportato e sostenuto. I moderni strumenti tecnologici, i social, internet, se ben usati sono strumenti potentissimi nel veicolare idee, soluzioni, attività. Educhiamo anche i nostri figli a sentirsi i “datori di lavoro” degli amministratori comunali, statali. Niente deleghe in bianco ma controllo, vigilanza e PARTECIPAZIONE. Tutto ciò che è fuori casa ci appartiene. Lucia sapeva benissimo che siamo noi, ognuno di noi, i responsabili delle “magie” o “miracoli” che possono accadere. È tutto nelle nostre mani… se ci uniamo soprattutto e abbiamo solo interessi di amore e bene comune.

Con Sorpresa. Ciò che non sembra possibile, a volte… lo è!, Angela Calì ci offre un racconto che non è solo finzione, ma una testimonianza dell’importanza della consapevolezza e dell’azione collettiva. La sua storia ci ricorda che ogni piccolo gesto può innescare grandi cambiamenti e che la voce dei cittadini, quando unita, ha la forza di riscrivere il futuro. Ringraziamo l’autrice per questa riflessione preziosa e per aver condiviso con noi il suo percorso di scrittura e ispirazione.

13 commenti

  1. Paolo

    Sono d’accordo con il pensiero di Angela, dobbiamo coinvolgere i nostri figli alla lettura, cosicché ci possa portare ad espandere le nostre conoscenze e a porsi soprattutto delle domande. Troppi sono i ragazzi che passano il loro tempo a guardare video sui cellulari e ragazzi che fanno video demenziali senza senso senza creatività. Ma soprattutto essere uniti, ad aiutarsi a vicenda e a concretizzare piuttosto che rinunciare e lamentarsi . Mia cara Angela ti conosco e sei una brava persona, mi ha incuriosito il tuo discorso nell’intervista sicuramente comprerò il tuo libro. Un abbraccio a presto .

    Paolo.

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  2. Alessandra

    Consiglio il libro a tutti, è una lettura appassionante che scorre veloce. E’ la testimonianza che le donne possiedono una forza instancabile, hanno uno sguardo rivolto al futuro e lottano per lasciare un mondo migliore ai loro figli.

    Questa storia ci fa fare i conti con la nostra pigrizia, il nostro voltare la testa dall’altra parte, come se la nostra vita non ci riguardasse. La società invece, siamo proprio noi, singoli individui che insieme possono cambiare le cose. Tante piccole gocce che insieme formano un’onda.

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  3. kate

    E’ stata un inaspettata sorpresa per me, sapere che Angela aveva scritto e pubblicato un libro. Chi scrive un libro consegna se stesso agli altri. Ed in questo caso ancor di più visto che Angela si mette in gioco nel suo essere in prima fila per cercare di coinvolgere gli altri nella lotta per i nostri diritti e il nostro futuro

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  4. Valeria

    Libro molto riflessivo, che ci aiuta a capire come l’essere attivi e propositivi possa fare la differenza, come la comunicazione sia fondamentale.Lamentarsi, voltare pagina, chinare la testa, essere egoisti non porta a nulla. L’amore verso i figli, verso la comunità, l’altruismo, la civiltà,la responsabilità, il buon senso, ti aiutano e ci aiutano ad essere persone migliori.

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  5. arbiterdelicate05a2061e7c

    Un libro veramente interessante che ci dovrebbe far riflettere. Gli argomenti sono vere esperienze di vita vissuta quindi testimonianza di quanto accade e ci circonda, senza accorgerci di quello che viviamo presi dalla vita frenetica di tutti i giorni. Consiglio vivamente la lettura di questo libro perché ritengo che vi sorprenderà come ha sorpreso me.

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  6. Floranna Battista

    Un libro che mi sento di consigliare a tutti, perché tutti dovremmo conoscere e fare nostro il messaggio che trasmette, l’unione fa la forza ed oggi più che mai, è un viaggio dove si manifestano diversi sentimenti la forza, l’unione, l’amore, la passione la consapevolezza, la lotta. È un libro che si legge in maniera scorrevole, insomma compratelo e basta 😊❤️❤️❤️.

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