GRUPPO ALBATROS IL FILO PRESENTA: Noo Giulia!!! L’amore non basta – Gabriella Marchese

Benvenuti sul blog del Gruppo Albatros! Oggi abbiamo il piacere di ospitare Gabriella Marchese, autrice di “Noo Giulia!!! L’amore non basta”, un libro che ci tocca nel profondo, esplorando il delicato tema della violenza domestica e dell’autostima. In un periodo storico come quello che stiamo vivendo, segnato dalla crescente preoccupazione per i femminicidi e le violenze sulle donne, il racconto di Giulia, una giovane donna che lotta per liberarsi da una relazione distruttiva, diventa ancora più significativo. Gabriella ci guida in un viaggio emotivo che non solo racconta una storia di sofferenza, ma ci invita a riflettere su come l’amore, quando non è rispettoso e sano, può trasformarsi in una trappola mortale. È un’opera che sfida le nostre convinzioni, portandoci a chiederci fino a che punto siamo disposti a sacrificare noi stessi per mantenere intatti i legami affettivi.

Gabriella, cosa ti ha spinto a scrivere “Noo Giulia!!! L’amore non basta” e come ti sei avvicinata a un tema così doloroso e attuale, come la violenza domestica, che purtroppo è sempre più presente nelle cronache italiane?

Il tema della violenza mi è sempre stato a cuore, come penso a tantissime altre persone. L’incontro con Giulia e la sua storia, mi ha sensibilizzata ancora di più, tanto da fare nascere in me la voglia di realizzare quello che è sempre stato il suo desiderio più grande: aiutare altre persone attraverso la sua storia per riconoscere fin dall’ inizio i segnali d’ allarme di un amore malato, possessivo e morboso, così da poter non cadere nella sua rete.

Il personaggio di Giulia attraversa un percorso di risveglio doloroso e liberatorio. In che modo hai cercato di rendere la sua evoluzione emotiva il più realistica possibile, considerando anche la violenza psicologica e fisica che subisce?

Non è stato facile capire come una donna, che è sempre stata forte e dinamica, possa lentamente farsi distruggere mentalmente da un uomo, tanto da arrivare a subire violenza fisica, e, nonostante ciò, rimanere lì con lui. Dal di fuori la cosa sembra semplice: ti picchia, allora lascialo. Questo è il pensiero che ho sempre avuto anche io. Mentre scrivevo il libro e mi immedesimavo sempre più in Giulia, il mio pensiero però cambiava di giorno in giorno fino ad arrivare a capire. Giulia non era più una ragazza grintosa, tutti gli insulti verbali e le violenze fisiche che subiva quasi ogni giorno l’avevano annullata, era terrorizzata, ecco perché restava lì, la paura, la vergogna, bloccavano ogni tuo movimento.

Nel libro, l’amore viene messo in discussione come soluzione a tutti i problemi. In che modo questa riflessione si collega alle tante storie di donne che, purtroppo, sono intrappolate in relazioni violente?

Parto dal presupposto che a non bastare non è l’amore, ma ciò che chiamiamo amore e non lo è. Noi a volte scambiamo per amore quelle attenzioni di gelosia quasi morbosa (oh Dio, è così geloso perché è pazzo di me), oppure frasi tipo “sei solo mia”, cose che all’inizio di una storia ti fanno sentire le farfalle nello stomaco. Non è che “sei mia” non si possa dire, è una frase anche carina detta in un momento romantico, e il pensare che sia vero che tu possa possedere quella persona che è malato, noi siamo esseri liberi e non apparteniamo a nessuno se non a noi stessi. L’amore è libertà, rispetto, gioia, non ti rinchiude in una campana per paura che qualcuno ti porti via, perché una persona che ti ama vuole vederti felice e per esserlo ognuno di noi deve poter essere se stesso. L’ amore non annulla chi sei, anzi, arricchisce,

In un’Italia in cui i femminicidi e la violenza sulle donne sono diventati tragedie quotidiane, quale speranza può offrire il tuo libro a chi si trova in una situazione simile a quella di Giulia?

La storia di Giulia può far riflettere molto sull’importanza di ascoltare la nostra vocina interiore, che si attiva immediatamente quando sente che stiamo per fare qualcosa che non va bene; il più delle volte noi non l’ascoltiamo, ma quella voce non sbaglia mai, perché è quella parte di te che vuole essere felice. Inoltre, nel libro parlo molto dell’autostima: l’ amore più grande devi essere tu, se ti ami non fai del male perché avresti delle conseguenze che rovinerebbero per sempre la tua vita, se ti ami non permetti a nessuno di farti del male  fin da subito.

Scrivere di violenza e sofferenza può essere estremamente emotivo. Ci sono stati momenti in cui hai sentito il peso della realtà che stavi narrando e come hai affrontato questi momenti?

Immedesimarmi in Giulia mi ha fatto stare male più di una volta, perché sentivo addosso la sua paura e quel non sentirsi niente in balia di un’altra persona; sentivo quasi che mi mancava il terreno sotto i piedi. Inoltre, visto il periodo brutto che stiamo vivendo dove ogni giorno c’ è una storia di violenza finita nel peggiore dei modi, continuo a pensare a quante donne e uomini che vivono ogni giorno tutto questo, provando tanta tristezza. Ho superato questi momenti di tristezza, scrivendo questo libro con tutto il mio cuore, sperando di poter donare ad ognuna di queste persone un po’ di coraggio e di speranza e di ricordare ad ognuno di noi quanto valiamo. Siamo tutti pezzi unici.

Gabriella, ti ringraziamo di cuore per aver condiviso con noi il tuo percorso e per aver scritto una storia che parla di coraggio, resilienza e della forza di riscoprire se stessi. Noo Giulia!!! L’amore non basta è un libro che non lascia indifferenti e che offre uno spunto di riflessione su quanto sia fondamentale, oggi più che mai, riconoscere l’importanza di relazioni sane e basate sul rispetto. Speriamo che questo libro possa sensibilizzare i lettori e le lettrici a non rimanere mai in silenzio di fronte alla violenza. Ti auguriamo un grande successo e ci auguriamo che le tue parole possano aiutare chi ne ha bisogno, portando speranza a chi si trova a combattere le stesse battaglie di Giulia.

2 commenti

  1. Giovanna

    Ho comprato questa mattina il libro e l’ho letto tutto d’un fiato. Il racconto rapisce, ma non è “un romanzo tra i romanzi”: la lettura è volta alla speranza di un lieto fine.

    Se qualcosa ci fosse, probabilmente, di romanzato non è il dolore, i drammi e la disperazione di ogni vittima di violenza.

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    1. Gabriella Marchese

      grazie Giovanna per la tua recensione…..questo libro io l’ ho scritto col cuore ,perché è un regalo a Giulia e a tutte le Giulia del mondo

      spero che davvero possa aiutare altre persone ❤️

      Gabriella Marchese

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