Oggi abbiamo il piacere di intervistare Chiara Palumbo, autrice del libro “Fantasie di fine autunno”, un racconto breve capace di trasportare il lettore in un universo interiore fatto di emozioni represse e di incontri inattesi. Protagonista di questa narrazione è X, un uomo che vive una vita solitaria, finché una misteriosa donna non sconvolge le sue certezze e lo costringe a confrontarsi con i suoi sentimenti più nascosti. Chiara Palumbo, attraverso la sua scrittura, esplora il conflitto tra l’abitudine e la voglia di cambiamento, invitando i lettori a riflettere sul coraggio di lasciarsi andare alle nuove possibilità. Scopriamo insieme qualcosa di più su questo affascinante racconto e sulla sua autrice.
Chiara, cosa ti ha ispirato a scrivere “Fantasie di fine autunno” e cosa rappresenta per te il personaggio di X?
Fantasie di fine autunno è un racconto introspettivo. È iniziato tutto in una uggiosa mattinata di autunno: mi sono ritrovata a fantasticare guardando la pioggia cadere fuori dalla finestra di casa mia, mentre facevo una pausa dalla correzione delle bozze di un volume di atti di un convegno internazionale di Letteratura Anglo-Americana. Lo stato d’animo che ho provato in quel momento ha scatenato in me una serie di sensazioni che si sono subito tradotte in immagini e mi hanno portato quasi per gioco ad abbozzare la storia di un correttore di bozze di nome X. A questo primo impulso creativo è seguito un lungo periodo di stasi e dopo anni ho ripreso in mano questa storia in un momento di difficoltà emotiva che sono riuscita a superare attraverso la stesura di questo racconto. Quindi X, in fondo, rappresenta la mia interiorità, i miei alti e bassi, i miei sogni e i miei rimpianti, le emozioni che spesso provo nell’affrontare le situazioni che la vita mi presenta, le mie fantasie.
Il tema dell’incontro improvviso e dell’impatto che può avere sulla vita di una persona è centrale nel tuo racconto. È qualcosa che senti vicino alla tua esperienza personale?
Direi di si. Forse perché ho spesso incontrato persone nella mia vita, in momenti e modi diversi, che hanno lasciato un segno. Le porto con me, e di alcune, a volte, si ripresentano insistenti i ricordi, le parole, gli odori. In qualche modo, mi hanno cambiata, arricchita, nel bene e nel male, e mi hanno portato ad essere chi sono ora.
La figura femminile in “Fantasie di fine autunno” è enigmatica e complessa. Puoi parlarci di come hai costruito questo personaggio e del suo ruolo nella vita di X?
E se vi dicessi che X e Frances, la protagonista femminile, sono due lati della stessa medaglia? Rappresentano in qualche modo due facce di me stessa: quella che si mostra e quella che resta nascosta. Frances prende voce da un’ansia interiore, da uno stimolo che a volte si fa prepotente dentro di me e desidera cambiare, vuole novità, ma al contempo non ha il coraggio di intraprendere il cambiamento perché fondamentalmente è un’insicura che alla fine preferisce non rischiare. Frances è spontanea e istintiva, ma non riesce a lasciarsi andare completamente e a soccombere alla passione per paura di soffrire. Frances rappresenta una sorta di miccia che innesca X (fino a quel momento protagonista di una vita piuttosto monotona e solitaria): lo accende, lo risveglia da un certo torpore che lo aveva avvolto per lungo tempo e lo porta a mettere in discussione quelle poche certezze su cui la sua vita si era basata fino a quel momento.
Nel titolo hai scelto di inserire la parola “fantasie”. In che modo queste fantasie influenzano la vita interiore di X e l’evoluzione della storia?
Fondamentalmente X è un insoddisfatto, un uomo che non si sente adeguato, e per questo vive attraverso le parole e le storie degli scrittori di cui lui corregge le bozze. Non si sente alla loro altezza, ma al tempo stesso si rende conto di essere abile nel rendere perfetta dal punto di vista formale quella scrittura. Si nasconde dietro e dentro alle storie altrui attraverso il suo lavoro e questo, in un certo senso, lo rende vivo. E quando finalmente sembra possa iniziare a scrivere il libro della sua vita, dopo l’incontro con Frances (che lo ha molto turbato perché in lei ha trovato una personalità affine anche se diversa e ha risvegliato in lui emozioni da tempo silenti), basta poco, un cambiamento di atteggiamento di lei nei confronti di lui, a bloccarlo per sempre. La mente, che aveva velocemente iniziato a fantasticare sulla ragazza dagli occhi verde bosco arrivando a pensare a un futuro insieme, si ferma all’improvviso e fa ripiombare X in quel suo mondo “anestetizzato” da cui non riesce ad uscire. C’è comunque una nota positiva alla fine del racconto: questo incontro ha permesso a X di acquisire una consapevolezza inaspettata sul suo modo di essere, che non aveva mai pienamente capito e accettato.
Hai già in mente altri progetti letterari per il tuo futuro?
Questo è il mio primo racconto breve. A dire il vero, ne sto scrivendo un altro sul tema della perdita, e poi vorrei poter pubblicare anche un paio di testi teatrali che ho scritto in questi ultimi due anni. Mi piacerebbe poterli mettere in scena, dato che il teatro è una mia grande passione. Chissà cosa ci riserverà il futuro! Per ora, posso solo dire che continuerò a mettere per iscritto ciò che questo mio spirito irrequieto mi fa provare, attraverso racconti, poesie, copioni, e canzoni!
Grazie, Chiara, per aver condiviso con noi il tuo percorso di scrittura e l’essenza di “Fantasie di fine autunno”. Il tuo racconto è un viaggio intimo e profondo, che lascia il lettore con domande importanti sul cambiamento e sulla scoperta di sé. Siamo sicuri che questa tua opera saprà toccare il cuore di molti e non vediamo l’ora di leggere le tue prossime creazioni!
