GRUPPO ALBATROS IL FILO PRESENTA: Storie della Quarta Era – Piero Domenico Bloise

Benvenuti sul blog del Gruppo Albatros! Oggi abbiamo il piacere di intervistare Piero Domenico Bloise, autore della saga fantasy che ha conquistato il cuore di tanti lettori. Con “Storie della Quarta Era,” Bloise torna con un nuovo capitolo ricco di emozioni e colpi di scena. Dopo anni di pace seguiti alla grande vittoria, una nuova minaccia emerge con il risveglio del temibile negromante Lodegro. La trama si infittisce quando i Tre Grandi – i Signori Oden, Zirka ed Elot – richiamano gli Eroi della Terza Era per una missione di vitale importanza. Con un mondo in bilico e l’ombra dell’Anti Sfera Oscura che incombe, il destino dell’umanità è nelle mani di Meda, Ela, Zirka, Haidon, Urol e della misteriosa fanciulla Vera. Saranno in grado di sconfiggere Lodegro e riportare la pace? Siamo entusiasti di approfondire con l’autore gli aspetti più affascinanti di questo nuovo volume e di scoprire cosa lo ha ispirato nella creazione di questo universo fantastico.

Piero, quali sono state le tue principali fonti di ispirazione per la creazione del mondo di “Storie della Quarta Era”?

I miei libri sono frutto dell’ispirazione datami dai racconti mitologici, sia greci che nordici. Sono appassionato da sempre di fumettistica e sono cresciuto ispirandomi alle avventure di “Conan il Barbaro” e ai personaggi della Marvel che ho collezionato nel tempo. Le letture di quei fumetti in bianco e nero o gli ideali degli eroi della Marvel sono stati per me, una fonte inesauribile di creatività e di conoscenza. Tramite essi ho avuto modo di ammirare le diverse personalità e le dinamiche che si muovevano nelle storie narrate, che hanno dato poi vita ai miei personaggi unici con i loro pregi e difetti.

Puoi raccontarci qualcosa di più sui personaggi principali e su come sono evoluti rispetto ai capitoli precedenti?

I personaggi principali “Della seconda Era”, Zirka, Oden, Elot, hanno compiuto il loro “viaggio dell’Eroe”, e sono stati in grado di fondare  e guidare la loro stirpe e dall’alto delle competenze acquisite, sia esperienziali che spirituali, hanno permesso ai nuovi EROI di attingere a quelle conoscenze comuni che sono state oggetto del romanzo successivo. L’intreccio tra i personaggi per me è stato fondamentale, perché ha segnato inesorabilmente il legame che unisce le generazioni e ha messo in luce la volontà dell’umanità di costruire qualcosa per il futuro, per tutti quelli che vengono dopo. Per costruire un futuro migliore c’è bisogno di ricordare il passato ed agire nel presente. Questo è quello che i miei personaggi fanno, lavorando per uno scopo comune. La necessità di essere di aiuto, di ispirazione e di protezione agli altri ha fatto sì che i nuovi personaggi, Meda, Haidon, Avina, Urol, Ela evolvessero mentalmente e spiritualmente.

Lodegro, il negromante, è un personaggio molto complesso. Come hai sviluppato la sua figura e il suo ruolo nella trama?

Lodegro il negromante è un essere intelligente e capace. Anche se votato al male, riesce con le sue capacità ad elevarsi sul piano astrale e mettere in crisi gli stessi esseri che non solo dominavano la Volta Celeste, ma anche le profondità e tutti gli esseri viventi. È un personaggio profondo e anche se sembra spinto soltanto dalla vendetta per la morte della sua gente e del padre, non si lascia sopraffare dalla rabbia cieca e irragionevole, bensì attua strategie sottili ed ispirate, che enfatizzano questa sua intelligenza. L’odio che sembra motivarlo è soltanto il motore per mettere in atto la sua energia e senza il lato oscuro del Male il Bene non avrebbe modo di esistere. La sua figura, quindi, risalta l’Ombra dei nostri Eroi che proiettando in Lodegro il nemico, li spinge a muoversi e ad agire nel nome della Luce.

La fusione degli Eroi con creature mitologiche è un concetto affascinante. Cosa ti ha spinto a introdurre questo elemento nella storia?

L’assimilazione delle creature antiche è un espediente che ho utilizzato per sottolineare la Trasformazione dei personaggi. L’unica possibilità per un mortale di elevarsi al piano astrale. Non si può abbattere un semidio se non si è un semidio. Se c’è troppa differenza di potere non c’è battaglia che tenga. Il potere scaturito dalla fusione con le forze arcaiche è quello che rappresenta la giusta evoluzione e il fine a cui ogni Eroe dovrebbe aspirare. Anche nella Mitologia spesso le divinità arcaiche erano tenute in grande considerazione e ritenute per questo invincibili. Gli dèi stessi ne avevano paura e questo perché il loro potere era rude, vincolato alla forza degli elementi e perciò indistruttibili e legati alla natura più profonda del cosmo.

Senza fare troppi spoiler, cosa possono aspettarsi i lettori dai prossimi sviluppi della saga?

Nelle mie intenzioni il capitolo successivo alle “Storie della Quarta Era” dovrebbe chiudere il cerchio della narrazione. Penso ad alcuni colpi di scena, che potrebbero non piacere al lettore, ma non auspico ad un finale “da favola”. Il ciclo dei miei romanzi parla molto più in profondità e non c’è spazio per banalità a lieto fine. La vita stessa è un’avventura e la lotta tra il Bene e il Male è insita nell’Uomo come nell’intero Universo. La differenza tra una e l’altra sta nella nostra scelta e nella responsabilità che ci assumiamo.  Lascerò al lettore la decisione di scegliere da che parte stare.

Grazie mille, Piero, per aver condiviso con noi i tuoi pensieri e i retroscena del tuo ultimo libro. Siamo certi che “Storie della Quarta Era” continuerà a incantare i lettori con la sua trama avvincente e i suoi personaggi indimenticabili. Invitiamo tutti i nostri lettori a immergersi in questa nuova avventura e a scoprire le sorprese che il mondo di Piero Domenico Bloise ha in serbo. Alla prossima intervista e buona lettura a tutti!

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