Benvenuti sul blog del Gruppo Albatros. Oggi abbiamo il piacere di ospitare il Maestro Giovanni Polimeno, autore del libro “Ricordi e Riflessioni. Dopo 50 anni di studio e di pratica dell’Aikido”. In questo affascinante volume, il Maestro Polimeno condivide la sua esperienza di oltre cinquant’anni dedicati all’Aikido, un’arte marziale giapponese che non è solo una disciplina fisica ma anche un profondo percorso spirituale. Con le sue radici nel Budo dei Samurai e ispirata dalla ricerca spirituale di Ōsensei Morihei Ueshiba, l’Aikido si propone di creare armonia e bellezza, guidando i praticanti verso una comprensione profonda delle leggi della Natura e delle dinamiche umane. Attraverso le sue parole e le numerose immagini presenti nel libro, Polimeno ci offre una preziosa testimonianza di come l’impegno personale e la ricerca costante della perfezione possano condurre a risultati straordinari. Iniziamo quindi la nostra intervista con il Maestro Giovanni Polimeno.
Maestro Polimeno, può raccontarci come è iniziato il suo percorso nell’Aikido e cosa l’ha spinta a dedicare oltre cinquant’anni a questa disciplina?
L ’anno 1969, per motivi di studio, mi trasferì dal mio Comune di residenza, Copertino, provincia di Lecce, a Torino. Mi iscrissi al corso di laurea in architettura, Politecnico di Torino. Per poter studiare, senza pesare sull’economia della mia famiglia, trovai lavoro come istitutore presso il centro Don Gnocchi, sempre, a Torino. Durante il mio poco tempo libero conobbi il mio primo M° di AIKIDO, Pino Gramendola M° di AIKIDO presso la palestra DOJUKAI di Torino. Da tale arte fui subito attratto per la sua tecnica spettacolare, efficace e armoniosa, attrazione che mi ha portato alla sua pratica ininterrotta, in continua evoluzione. Il M° PINO GRAMENDOLA ricordava sempre (io condividevo e condivido il suo pensiero), che l’Aikido è Folgorante e si comprende subito se fa per te, l’Aikido non accetta compromessi, chiede molto ma con il tempo ti ripaga completamente, l’aikido in realtà è una continua evoluzione. Nel 1981, ebbi la fortuna, l’onore e il piacere di conoscere il Maestro Hirokazu Kobayashi shihan , nato il 14 febbraio 1929, allievo diretto del Maestro Morihei Ueshiba sino alla sua morte. La sua eccezionale tecnica e il suo carisma hanno fatto sì che in Europa diventasse uno tra i più grandi maestri giapponesi interpreti della eredità morale e tecnica che O Sensei ha lasciato. Inoltre, il suo “stile” inconfondibile ha determinato nei suoi allievi, me compreso, una appartenenza che, nonostante l’Aikido fosse universale e libero, essi si sentirono di definire come l’Aikido Kobayashi. Il 20.11.1982, in onore al “grande maestro”, si fondò l’ U. A. K. Unione Aikido Kobayashi, di cui sono ancora il Presidente, successivamente, il 04.12.1993, si fondò la F. A. I.– FONDAZIONE AIKIDO D’ITALIA. In data 23.02.2000 mi fu recapitata una lettera firmata da Pietro G. D. SURIANO AIKIDO HANSHI in Catania e da Giampiero SAVEGNAGO AIKIDO HANSHI in Cornedo Vicentino, in data 02.03.2000, entrambi 8° Dan, U. A. K. e F. A. E., allievi diretti del M° Hirokazu Kobayashi, con la quale mi ritennero meritevole e degno di essere elevato al massimo grado tecnico e mi affidarono la guida morale e spirituale delle loro scuole e dei loro allievi, su indicazione del M° HIROKAZU KOBAYASHI, fatta in loro presenza. Dopo questa ufficiale investitura, più grande è diventata in me la responsabilità di portare avanti, con più impegno, nel mondo, gli insegnamenti del nostro grande Maestro, previo conferimento dell’8° DAN, sia a Suriano Pietro Giovanni Donato shihan, che, a Giampiero Savegnago shihan, come indiscusso riconoscimento per il loro valore tecnico e morale e per il loro impegno nella diffusione dell’AIKIDO. In data 27 agosto 2004 avvenne la modifica di denominazione da F. A. I. – FONDAZIONE AIKIDO D’ITALIA in F. A. E. – FONDAZIONE AIKIDO D’EUROPA – BUIKUKAI D’EUROPA Insieme al M° Suriano, al M° Savegnago, avemmo l’onore di essere invitati alla cerimonia di commemorazione dei sette anni dalla morte del, anche nostro, grande Maestro H. Kobayashi. Il 10 settembre 2004 fui riconosciuto Capo Scuola della BUIKUKAI d’EUROPA dalla BUI KU KAI OSAKA HOMBU Nelle occasioni in cui sono andato in Giappone, oltre al M° KIMURA, il M° YABUUCHI e tanti altri, ho avuto l’occasione di conoscere anche il M° YASUIKO KUNIMOTO con il quale ho instaurato istantaneamente un rapporto non solo amichevole, ma, addirittura fraterno. Lo studio e la pratica dell’AIKIDO continuano a tutti i livelli nel 2005 ad oggi.
Nel suo libro “Ricordi e Riflessioni”, lei parla della filosofia dell’Aikido. Quali sono i principi fondamentali che un praticante dovrebbe sempre tenere a mente?
L’Aikido non è uno sport, ma un’arte. E come tutte le forme d’arte crea una nuova realtà, bella e armoniosa, volta a guidare il mondo e gli individui verso la soluzione migliore per scoprire e studiare le leggi della Natura che regolano le dinamiche e le relazioni tra gli uomini. L’Aikido trae le sue antiche origini dal Budo giapponese, l’arte marziale dei Samurai, ed è frutto dell’intensa ricerca spirituale di Ōsensei Morihei Ueshiba, il suo fondatore. “Ricordi e Riflessioni” nasce per testimoniare, altresì, quanto l’impegno personale possa condurre a risultati molto apprezzabili, la costante ricerca della perfezione e della comunione con gli elementi naturali è da ritrovare nei gesti rituali dell’Aikido e nell’applicazione costante della sua filosofia.
L’Aikido viene spesso descritto come un’arte che crea armonia. Come si traduce questo concetto nella pratica quotidiana di un aikidoka?
L’Aikido è, fra le arti giapponesi, quella, forse, che meglio esprime il positivo evolversi del pensiero orientale, ed è certamente la massima espressione della filosofia dell’Unione Universale che già distinse le scuole d’arte e pensiero cinesi in Giappone, sin dal periodo Confuciano e Taoista. L’Aikido, tenendo fede alla sua originale terminologia, che vuol essere “unione in assoluto”, va oltre la semplice e apparente speculazione filosofica, dimostrando in maniera esplicita, come la mente possa essere movimento puro, e non solo movimento intellettivo, quindi fisicamente visibile. Insomma, l’Aikido diventa la celebrazione più alta delle enormi possibilità della energia interiore, che ogni individuo ha già insita nella sua natura, in quanto parte, anche se infinitesimale, ma pur sempre parte, dell’Universo.
Nel suo volume, lei ha incluso numerose immagini. Quanto è importante la componente visiva nell’insegnamento e nella pratica dell’Aikido?
La componente visiva è molto importante nell’insegnamento e nella pratica dell’Aikido in particolar modo all’inizio della conoscenza dell’aikido in quanto d a tale arte si viene subito attratti dalla manifestazione tecnica spettacolare, efficace e armoniosa, attrazione che mi ha portato alla sua pratica ininterrotta, in continua evoluzione.
Guardando indietro alla sua lunga carriera, quale ritiene sia stato l’insegnamento più prezioso che ha ricevuto e che desidera trasmettere ai suoi allievi?
Spesse volte rifletto sugli insegnamenti ricevuti dal Maestro/i, sui suoi rimproveri e sui suoi incoraggiamenti, e soprattutto sulla fortuna capitatami di poter essere allievo, anche, di un grande Maestro, poter praticare l’Aikido sotto la sua illuminata guida e sperare così di esprimere un giorno tale arte, nella sua totalità. Ho avuto modo di trattare sui motivi di queste mie riflessioni che dopo più di 50 anni di pratica mi hanno indotto a mettere per iscritto la mia esperienza, nel tentativo di chiarire quelli che a mio avviso rappresentano dei punti culturali difficili da comprendere per una mentalità occidentale. E certamente vera la considerazione per la quale solo l’esperienza maturata direttamente può portare ad una chiara comprensione, ma e altrettanto vero che la nostra cultura, tanto diversa per storia e tradizioni da quella orientale, a volte ci impedisce di vedere più in là di quanto in realtà volessimo. Noi abbiamo bisogno di concettualizzare, di prospettare programmi, prima di intraprendere ogni qual tipo di attività ed una volta intrapresa, continuare a schematizzare e a concettualizzare. Nella cultura orientale, a stento, trovano posto le parole verbali ed i libri rappresentano solo messaggi di magici momenti vissuti dall’autore. Del resto, anche queste mie parole scritte, queste mie riflessioni, vogliono esprimere un momento fantastico della mia vita, una magica esperienza che ha il nome “Aikido”. Hanno valore queste parole se ascoltate con orecchie di chi pratica e vogliono ascoltare; hanno valore questi scritti se letti dagli occhi di chi pratica che vogliono leggere. Per anni ed anni si può studiare e cercare invano di riuscire, poi improvvisamente, in un solo istante di pratica, può essere racchiusa l’essenza di tutta una intera vita e dello stesso Aikido. Il fondatore dell’AIKIDO O SENSEI MORIHEI UESHIBA recita in un suo scritto: “… Sono venuto alle Hawaii per costruire un “ponte d’argento”. Fino ad ora sono rimasto in Giappone, per costruire un “ponte d’oro” per unire il Giappone, ma d’ora in avanti desidero costruire un “ponte” che porti i diversi paesi del mondo ad unirsi attraverso l’armonia e l’amore contenuti nell’Aikido. Penso che l’Aiki, al di fuori delle arti marziali, possa unire i popoli del mondo in armonia, nel vero spirito del “Budo”, avvolgendo il mondo in un immutabile amore …”. Questo è l’insegnamento più prezioso che ha ricevuto e che desidero trasmettere ai miei allievi.
Grazie Maestro Polimeno per aver condiviso con noi la sua straordinaria esperienza e la profonda saggezza accumulata in oltre cinquant’anni di pratica dell’Aikido. Il suo libro “Ricordi e Riflessioni” rappresenta una guida preziosa non solo per chi pratica questa disciplina, ma per tutti coloro che sono alla ricerca di un percorso di crescita personale e spirituale. Invitiamo i nostri lettori a immergersi nelle pagine di questo affascinante volume per scoprire l’armonia e la bellezza che l’Aikido può offrire. Grazie ancora per il suo tempo e per le preziose condivisioni.
