GRUPPO ALBATROS IL FILO PRESENTA: Colpo su colpo – Alessandra Greco

Leggere “Colpo su colpo” di Alessandra Greco significa immergersi in un’esperienza sensoriale forte, intensa e potente, nella quale le emozioni si percepiscono, oltreché cognitivamente, quasi fisicamente. Le poesie contenute in questa raccolta e le piccole prose che le intervallano sono contraddistinte da tinte cupe, si potrebbe dire noir, nelle quali emerge un mescolarsi di sofferenza, rabbia, dolore ma anche una volontà di reazione, quasi una sete di vendetta. Oggi abbiamo il piacere di intervistare Alessandra Greco per comprendere meglio le sfumature di questa sua opera così profonda e toccante.

Qual è stata l’ispirazione principale che ha dato vita alla raccolta “Colpo su colpo”?

L’ispirazione si trova nell’ossessione: ogni volta che scrivo, lo faccio per la necessità impellente di mettere nero su bianco (e preferibilmente in versi) una suggestione visiva o un insieme di parole che continuano a rimbombarmi in testa. Il seme di questa ossessione si trova negli incontri e negli inciampi della vita che normalmente conduco.

Nel suo libro, i temi della sofferenza e della rabbia sono molto presenti. Come ha canalizzato queste emozioni nella sua scrittura?

Si tratta di un processo molto naturale, quasi fisiologico, oserei dire. La sofferenza e la rabbia sono nella mia testa e nel mio corpo e l’ossessione di cui parlavo prima diventa lo strumento perfetto per narrare stralci di vita; per quanto riguarda lo stile, cerco di essere il più spontaneo possibile, il più aderente alla mia natura di essere umano.

Le piccole prose che intervallano le poesie aggiungono una dimensione ulteriore alla raccolta. Qual è il loro ruolo nel contesto del libro?

Le prose presenti in “Colpo su colpo” hanno il ruolo di dare un’ulteriore prospettiva al libro: non solo poesie autoriferite, quindi, ma anche ‘quadri’ che si ritagliano il proprio spazio vitale e cercano di dare pari dignità al proprio modo di esprimersi allo stesso livello dei versi.

Le tinte cupe e il tono noir della sua opera sono molto evidenti. Come definirebbe il rapporto tra luce e ombra nella sua poesia?

Senza luce, non sarebbe possibile l’ombra. Ho cercato di dare al dolore la stessa dignità che merita la gioia; per il resto, tutto è venuto da sé: si possono muovere critiche di ogni sorta alle mie poesie tranne che di essere artificiose: se una mia poesia è ‘triste’ è proprio perché in quel momento mi sono sentita triste.

C’è un messaggio particolare che spera i lettori portino con sé dopo aver letto “Colpo su colpo”?

No, non c’è; mi piacerebbe solo che ogni lettore trovi dentro i miei scritti qualcosa di affine a sé che lo faccia affezionare ad una determinata poesia: alla fine l’arte è più di chi ne fruisce che di chi la crea.

Ringraziamo Alessandra Greco per aver condiviso con noi il suo mondo poetico e le emozioni profonde che animano “Colpo su colpo”. Questa raccolta è un viaggio nell’animo umano, un’esplorazione delle sue parti più oscure ma anche un invito alla resilienza e alla reazione. Invitiamo tutti i nostri lettori a scoprire questa opera straordinaria, lasciandosi trasportare dalle parole e dalle sensazioni che ogni poesia riesce a evocare.

Lascia un commento