A tanti che non sono del mestiere, il mondo della finanza può apparire come una selva fitta e intricata, un territorio in cui addentrarsi con cautela o, talvolta, non addentrarsi affatto. Difficile districarsi tra azioni, obbligazioni, polizze, ETF, fondi d’investimento, asset allocation… e un insieme di principi, regole e comportamenti del mercato che, chi ha poca confidenza con l’argomento, il più delle volte ignora, con la conseguenza di gettarsi in investimenti poco diversificati e di bruciare i risparmi di una vita, o viceversa di non investire affatto, lasciando i soldi sul conto a essere consumati giorno dopo giorno dall’inflazione. “Pane e Investimenti” nasce proprio con l’obiettivo di fornire le chiavi per entrare in questo mondo, tanto complesso quanto affascinante, con la consapevolezza di ciò che si vuole e si può ottenere con i mezzi a disposizione. Qualora il lettore si affidasse a un consulente finanziario, avrebbe nel cassetto gli strumenti e le nozioni necessarie per dialogare con lui a testa alta e capire se quel che propone è in linea con gli obiettivi che vuole raggiungere e se è offerto al giusto costo. Un saggio che ha il pregio di esporre concetti e strategie complesse usando un linguaggio semplice, alla portata di tutti. Avvalendosi di uno stile ironico e leggero, regala una lettura utile e piacevole allo stesso tempo. Oggi abbiamo l’onore di intervistare l’autore, Filippo Bergami, per approfondire il suo libro e il suo approccio al mondo degli investimenti.
Cosa l’ha ispirata a scrivere “Pane e Investimenti” e qual è il messaggio principale che vuole trasmettere ai suoi lettori?
Era molto tempo che pensavo ad un modo per rispondere alla domanda che mia figlia mi ha rivolto, come del resto fanno tutti i figli ai loro padri: “Babbo, tu che lavoro fai?”. Facile rispondere faccio il dottore, il veterinario, il muratore, il pilota o il cuoco, il falegname o l’artista. Io le rispondevo che aiutavo le persone ad investire, ma non capiva il concetto di investimento. Ho deciso di scrivere un libro in cui racchiudere tutte le risposte alle domande che le persone possono fare sugli investimenti ed il messaggio principale che i lettori vorrei che apprendessero è di avere fiducia nei mercati finanziari, nella loro capacità di fornire l’unica arma in grado di combattere l’inflazione e l’impoverimento del potere d’acquisto dei risparmi: il rendimento. Ciò che bisogna fare è massimizzare la probabilità di ottenere un rendimento dall’investimento secondo la propria propensione al rischio e che possa coprire non solo l’inflazione, ma anche i costi, le tasse e che lasci lo spazio per incrementare il potere di acquisto nel tempo.
Il mondo della finanza può sembrare intimidatorio per molti. Quali sono, secondo lei, le principali barriere che impediscono alle persone di avvicinarsi agli investimenti e come il suo libro aiuta a superarle?
Troppe volte gli scandali e una pessima gestione delle finanze pubbliche e private hanno minato la fiducia nei mercati finanziari e negli operatori che vi lavorano e allontanato molti investitori dai mercati costringendoli a detenere enormi masse di liquidità infruttifera nei conti correnti facile preda dell’inflazione. Poche mele marce non devono impedire alle persone di mangiare la frutta, poche persone non corrette non devono impedire agli investitori di servirsi dei professionisti del settore. La principale barriera da abbattere è la mancanza di fiducia, negli affari conta solo quella. Quando gli investitori lasciano in massa i loro soldi sul conto corrente perché hanno paura di perderli o di essere spennati, o peggio si lanciano in filiale a ritirarli, allora abbiamo fallito tutti. La fiducia si ricostruisce solo con l’educazione finanziaria spiegando chiaramente come funzionano i mercati e i prodotti finanziari, quali sono le regole poste a tutela del risparmiatore e piena trasparenza su come lavorano i consulenti e come sono pagati. Attraverso la fiducia viene ripristinato quel circolo virtuoso che permette all’investitore di guadagnare il giusto per i rischi che si assume e agli Stati e alle imprese di ottenere i finanziamenti necessari per fare investimenti, sviluppare l’economia reale, favorire l’occupazione e la crescita economica.
Nel libro, lei parla dell’importanza della diversificazione degli investimenti. Può spiegare in termini semplici cosa significa e perché è così fondamentale?
La diversificazione è il mantra di ogni buon consulente, é la stella polare che deve guidare ogni investimento. Esistono tre concetti di diversificazione. Il primo è la diversificazione per emittente ossia mai mettere tutte le uova in un solo cestino, se cadi rompi tutte le uova e rimani senza cena. Significa che dobbiamo investire su centinaia di emittenti diversi in modo che il fallimento di uno non provochi che una minima perdita facilmente recuperabile in pochissimo tempo. E’ la diversificazione che non ci deve permettere di investire, ad esempio, tutta la liquidazione su un’ obbligazione di un solo emittente perché se questo fallisce perdiamo tutto il capitale con la conseguenza di mettere a rischio il futuro della famiglia. La seconda tipologia di diversificazione è quella finanziaria ossia massimizzare il rendimento ottenibile dall’investimento abbassando il più possibile il rischio del portafoglio. Ciò si ottiene investendo in più mercati, sia azionari che obbligazionari o monetari. Diversificare l’azionario per settori e aree geografiche e l’obbligazionario per tipo emittente, scadenze, merito di credito e tipologie di tasso, con i giusti pesi, permette di aumentare l’efficienza del portafoglio e massimizzare le probabilità di ottenere un rendimento coerente con i rischi assunti. E’ solo nel breve termine che un portafoglio diversificato può subire delle perdite, ma nel lungo termine, fino ad oggi, ha sempre prodotto risultati consistenti. Nel caso investissimo ora e subissimo delle perdite allora viene in aiuto la diversificazione temporale che consiste nella possibilità di spalmare gli investimenti nel tempo per ridurre le perdite del portafoglio e ottenere rendimenti più alti investendo anche nei momenti più difficili dei mercati dove la paura spesso ti blocca e impedisce di prendere decisioni razionali. Un portafoglio ben diversificato che rispetti il profilo di rischio e l’orizzonte temporale dell’investitore non teme i mercati e nemmeno noi dovremmo temerli.
Lei utilizza uno stile ironico e leggero per spiegare concetti complessi. Quanto è importante, secondo lei, rendere accessibili questi argomenti e come ha sviluppato questo approccio narrativo?
La finanza è noiosa, è piena di tecnicismi e termini inglesi poco comprensibili al grande pubblico. Forse è per questo che ci son più film sui dottori o i polizieschi che non sulla finanza. Ho cercato di rendere semplici dei concetti complessi utilizzando esempi pratici spiegati con metafore culinarie, mediche, calcistiche o agricole in modo che il lettore possa capire il concetto finanziario per associazione ad un tema più familiare. Il condimento con battute e aneddoti permette di staccare la mente, dare il tempo allo stomaco di digerire le nozioni e rendere piacevole la lettura. L’approccio narrativo ironico è stata una conseguenza naturale, quando spieghi il mondo degli investimenti alla zia e allo zio, o ad Armandino, i personaggi principali del libro, non puoi evitare ad un certo punto di buttarla in una simpatica caciara. L’attenzione sulle questioni serie è poca e va sfruttata al massimo, poi bisogna staccare, mangiare una fettina di salame, un pezzo di formaggio, due battute e poi si riprende il discorso. Ho preso due chili in quella poltrona di velluto rosso.
Quali sono i consigli pratici che darebbe a qualcuno che sta appena iniziando a esplorare il mondo degli investimenti e vuole farlo in modo consapevole e sicuro?
I consigli che darei a chi si avvicina per la prima volta agli investimenti o a chi desidera avere maggiore consapevolezza di come sono investiti i suoi soldi sono riassunti nell’ultimo capitolo del libro, sono i principi dell’investimento che dovrebbero guidare sia l’investitore che il consulente al fine di ottenere il rendimento più alto possibile dai mercati ed evitare gli errori più comuni dettati dalla paura o dalla troppa euforia. In sintesi è fondamentale acquisire le nozioni di base sul funzionamento degli strumenti finanziari e sulla gestione degli investimenti. Non si investe se non si conosce cosa si sta comprando, non solo in termini di rendimento atteso, ma soprattutto in termini dei rischi a cui l’investitore si espone e dei costi. Occorre definire bene cosa vogliamo dagli investimenti, le risorse da destinare ad ogni obiettivo ed il tempo che possiamo lasciare i soldi investiti. Il perseguimento di una elevata diversificazione assicura l’efficienza del portafoglio e la minimizzazione delle perdite; mentre il costante monitoraggio del portafoglio ha lo scopo di valutare se il portafoglio sta andando nella giusta direzione e rispetta tutte le esigenze e le aspettative dell’investitore in termini di rendimento, rischio, flussi cedolari periodici ed altri obiettivi importanti per l’investitore. Ribilanciare il portafoglio quando si discosta dai parametri di monitoraggio o per sfruttare delle opportunità che si sono aperte nel mercato. L’ultimo consiglio che vorrei dare è forse il più importante: non dovete aver paura dei mercati o dei consulenti, nel libro troverete tutte le armi per controllare il loro operato ed analisi di lungo periodo, non fate venire meno la vostra fiducia a priori, il portafoglio vi ringrazierà. Come recita un vecchio proverbio: investitore ben informato, investitore mezzo salvato.
Ringraziamo Filippo Bergami per il tempo dedicato a questa intervista e per aver condiviso con noi le sue preziose intuizioni. “Pane e Investimenti” è una lettura che consigliamo vivamente a chiunque voglia comprendere meglio il mondo della finanza e fare scelte informate per il proprio futuro finanziario. Con uno stile chiaro e coinvolgente, Filippo Bergami riesce a rendere accessibili concetti complessi, trasformando la finanza in un campo meno ostile e più alla portata di tutti. Non perdete l’occasione di leggere questo saggio illuminante e di migliorare la vostra conoscenza finanziaria.
