Benvenuti sul blog del Gruppo Albatros! Oggi abbiamo il piacere di ospitare Giovanni Rossi, autore del romanzo “Il Tesoro del Frate”. Questo libro, il primo romanzo di Giovanni Rossi, è un’opera unica che trae ispirazione da eventi realmente accaduti e personaggi esistiti nella sua famiglia, arricchiti da invenzioni letterarie e uno stile coinvolgente. Episodi del passato remoto e recente si intrecciano con le fantasie dell’autore, creando una lettura piacevole che cattura l’attenzione del lettore, offrendogli momenti di scoperta narrativa e profonde riflessioni umane e mistiche di sorprendente attualità. Grazie per essere con noi oggi, Giovanni.
Il Tesoro del Frate è un romanzo che mescola fatti storici e invenzioni letterarie. Cosa l’ha ispirata a scrivere questa storia e a utilizzare la sua famiglia come punto di partenza?
La storia raccontata nel libro è principalmente quella del mio prozio Padre Sigismondo Damiani. Fatti e ricordi che appartengono alla mia famiglia e che fin da piccolo ho sentito narrare da mia nonna e da altri parenti hanno ispirato l’opera. Con la morte di mia madre mi sono tornati in mente tanti ricordi che mi hanno spinto prima a documentarmi più approfonditamente su questi avvenimenti storici avvenuti durante la Seconda guerra mondiale e poi a rielaborare i ricordi fondendoli con mie fantasie letterarie che hanno portato alla stesura dell’opera. Presente e passato, realtà e fantasia, si intrecciano nella ricerca di un “Tesoro” attraverso indizi sparsi nel tempo che rendono affascinante il racconto.
Nel suo libro, i temi della scoperta e della riflessione umana e mistica sono molto presenti. Quali messaggi spera che i lettori colgano da queste tematiche?
Spero che i lettori traggano esempio da Padre Sigismondo e dal suo spirito cristiano dell’aiuto e della solidarietà verso il prossimo. Imperativo sostenere tutti, senza lasciare indietro nessuno anche in momenti di crisi e di guerra. Tendere la mano al bisognoso che ha necessità di essere aiutato. Da ragazzino, da una parte ero affascinato da questo mio prozio per il suo spirito cristiano dell’accoglienza, dall’altra non riuscivo a comprendere come un frate potesse essere ucciso forse proprio per aver teso la mano a qualche bisognoso “di troppo”. Ma anche questa è una riflessione che lascio al lettore.
Il suo stile di scrittura è stato definito appassionante e coinvolgente. Può raccontarci come ha sviluppato questo stile e quali sono state le sue principali influenze letterarie?
Non credo ci siano state particolari influenze letterarie che hanno condizionato il mio stile e la stesura dell’opera. Mi capita di leggere un po’ di tutto prediligendo i saggi ai romanzi. Forse proprio per questo motivo è uscito fuori un romanzo storico. Questo connubio ha creato un racconto appassionante e coinvolgente. La forza dei fatti accaduti e dei personaggi realmente esistiti insieme alle mie fantasie letterarie, concentrati in poco meno di cento pagine, creano una combinazione vincente. Credo sia questo il motivo per cui il lettore resta incollato agli sviluppi della storia dalla prima all’ultima pagina, nella ricerca di questo “Tesoro” e attraverso degli indizi lasciati nel tempo che legano passato e presente.
Il libro è ambientato in vari periodi storici. Come ha svolto la ricerca storica necessaria per rendere autentici questi episodi e quali sono state le principali sfide incontrate durante questo processo?
Oltre alle fonti orali, i racconti di mia nonna ascoltati da ragazzino, ci sono scritti legati all’Eremo di San Liberato ed articoli che parlano dei fatti accaduti in quell’epoca ed in quei luoghi che supportano e danno credibilità a tutta la mia opera. La sfida principale è quella di portare a conoscenza di molti una storia che merita essere divulgata, sia per la rilevanza storica, sia per la morale che porta con sé insieme alla sua sconvolgente attualità.
Essendo “Il Tesoro del Frate” il suo primo romanzo, quali sono i suoi progetti futuri come scrittore? Possiamo aspettarci altre opere che seguano una linea simile o esplorerà nuovi generi e tematiche?
Posso dire che ho in mente un’altra storia da raccontare. Per ora ho buttato giù soltanto degli appunti. Spero di trasformarli in un nuovo romanzo da dare alle stampe.
Giovanni, è stato un piacere parlare con lei del suo libro “Il Tesoro del Frate”. La ringraziamo per aver condiviso con noi le sue esperienze e i suoi pensieri. Siamo sicuri che i nostri lettori saranno affascinati dal suo romanzo tanto quanto lo siamo stati noi. Non vediamo l’ora di leggere le sue future opere e le auguriamo il meglio per la sua carriera di scrittore. Grazie ancora per essere stato con noi oggi.
