Benvenuti al blog del Gruppo Albatros! Oggi siamo lieti di presentarvi un’intervista con l’autrice del libro “Emma”, Miriam Vecchi. Nel suo romanzo, Miriam ci conduce attraverso le avventure di Emma, una giovane medico chirurgo che decide di intraprendere un viaggio verso Ginevra per dare una svolta alla propria vita professionale. Immergendosi nel mondo di Emma, scopriamo le sfide e le riflessioni che accompagnano questa decisione coraggiosa e necessaria. Con il treno che sfreccia attraverso paesaggi in continua evoluzione, Emma si trova di fronte a una serie di domande cruciali riguardanti il suo futuro e il suo senso di realizzazione personale. È un viaggio interiore che affrontiamo insieme a lei, attraverso le finestre di un Intercity che connette passato e presente, speranze e paure.
Cosa l’ha ispirata a creare il personaggio di Emma e a raccontare la sua storia di ricerca personale e professionale?
Lei mi chiede cosa mi ha ispirata, le rispondo: la solitudine mi ha ispirata. Se anche soltanto un lettore partecipa alle riflessioni della protagonista, lei non è più sola. Il coraggio del proprio pensiero, anche quando non è ribadito dalla scienza medica, dal sentire religioso, dalla morale comune, se condiviso da un altro pensiero diventa forte e tu non sei più sola. Il testo è breve e deve invogliare la persona con poco tempo disponibile a dedicare qualche ora alla lettura, a non avere paura delle proprie riflessioni perché puoi sempre trovare qualcuno che la pensa come te.
Quali sono stati i principali ostacoli che Emma ha dovuto affrontare nel suo percorso verso l’autorealizzazione e l’indipendenza professionale?
La protagonista ha un bagaglio di studi e conosce la lingua; quindi, il principale ostacolo per lei è dimostrare a se stessa che non è una nullità, ma ha la forza e le capacità per affrontare il lavoro, anche se donna.
Come ha utilizzato il contesto del viaggio in treno per rappresentare il viaggio interiore di Emma e le sue riflessioni sul proprio futuro?
Il viaggio è un simbolo di una rottura fra un prima e un dopo, fra la vita precedente e quella futura che tuttavia è incognita e genera turbamento. L’incertezza costringe al ripensamento, ma la certezza nelle proprie capacità e conoscenze spinge la protagonista a superare il limite, ad andare oltre e intraprendere nuove strade. La copertina del libro illustra questo passaggio, presenta il muro dei riformatori di Ginevra (Calvino, Farel che ha tradotto la Bibbia in francese…) e indica persone che con coraggio hanno intrapreso nuove vie. Davanti a quel muro la protagonista si sente rasserenata. Lei non è sola, altri hanno scelto percorsi non noti.
In che modo la decisione di Emma di lasciare il suo lavoro in Italia per intraprendere una nuova carriera all’estero rispecchia le sfide e le opportunità che molti giovani professionisti affrontano oggi?
La decisione di intraprendere la via dell’emigrazione per la protagonista non è stata semplice, ma forse non lo è mai. Lei ha un bagaglio di conoscenze e queste le permettono di cogliere l’opportunità che si presenta; quindi, bisogna avere ben presente i propri punti di forza per dimostrare di valere, soprattutto lei ha la motivazione per rompere con il passato e cercare un’altra possibilità. La motivazione l’aiuta a superare i punti di debolezza come la lontananza dagli affetti e da tutto quel mondo delle abitudini quotidiane in cui si trovava prima. Infinite sono le sfide che un giovane deve affrontare se decide di intraprendere un lavoro all’estero: la lingua, l’organizzazione del lavoro, le leggi, l’isolamento, il cibo … ma se provi piacere e soddisfazione in quello che fai ti si apre un mondo.
Quali messaggi o temi spera che i lettori traggano dalla storia di Emma e dal suo viaggio di auto-scoperta?
Il messaggio è soprattutto rivolto alla donna perché lei abbia ben presente che cosa vuole diventare e rifiuti il ruolo che altri ritagliano per lei. Essere consapevoli del proprio valore dà alla donna la forza per affrontare qualsiasi ostacolo. Lei ha un potere immenso che a nessun altro essere è dato, lei genera.
Concludiamo questa affascinante intervista ringraziando Miriam Vecchi per aver condiviso con noi le sue profonde riflessioni sul personaggio di Emma e sulle tematiche affrontate nel suo romanzo. “Emma” ci offre uno sguardo intimo sulle sfide e le speranze di coloro che cercano il proprio posto nel mondo, invitandoci a riflettere sulle nostre stesse aspirazioni e sulla ricerca del senso di realizzazione personale. Grazie ancora a Miriam per il suo tempo e la sua ispirazione. Non vediamo l’ora di leggere i prossimi lavori che ci regalerà.
