GRUPPO ALBATROS IL FILO PRESENTA: Alla ricerca della Stella Polare verso la pace – Lucia Artizzu

Benvenuti al nostro blog! Oggi abbiamo il piacere di intervistare Lucia Artizzu, che ci parlerà del suo ultimo lavoro “Alla ricerca della Stella Polare verso la pace”. Non vediamo l’ora di ascoltare le sue parole e speriamo che anche voi, cari lettori, possiate trarne ispirazione e curiosità. Senza ulteriori indugi, diamo il benvenuto all’autore dell’intervista di oggi!

Qual è stata l’ispirazione dietro la creazione dellja protagonista e di Pippo, e perché ha scelto di ambientare la storia a Barcellona?

Devo premettere che la Storia non è inventata. È vera come può essere vera la trascrizione in letteratura di una storia vera e dei ricordi di vita. La prima parte è naturalmente un po’ romanzata. La protagonista sono io e Pippo è realmente vissuto. Nel libro si darà conto del suo nome e cognome anagrafico ma per tutti era Pippo. La scelta di ambientare la storia a Barcellona quindi è stata obbligata. Pippo era un amico dei miei genitori con il quale da moltissimo tempo però non avevano più contatti. La coincidenza ha voluto che quando la protagonista, ossia io, mi accingevo a partire per un viaggio a Barcellona i miei genitori si sono ricordati di aver sentito, da qualcuno, tempo addietro, che il loro amico viveva a Barcellona, ma non sapevano niente di più. Mossa dalla curiosità e dall’avventura mi sono data da fare per rintracciare Pippo. Siamo stati tutti e due contenti di incontrarci per la prima volta a Barcellona. Io perché mi ero costruita una sfida da detective e lui perché finalmente aveva un contatto con la sua vita di un tempo passato.

Nel libro, Pippo affida i suoi ricordi più dolorosi alla protagonista riguardanti la campagna in Russia durante la seconda guerra mondiale. Qual è stato il processo di ricerca storica e di documentazione che ha affrontato per rendere autentica questa parte della storia?

Il processo di ricerca storica e di documentazione sul nazismo, stalinismo e fascismo, sulla seconda guerra mondiale e la invasione della Russia da parte delle truppe di Hitler e di Mussolini con la conseguente disastrosa ritirata era da tempo una delle mie ossessioni di lettrice. Da anni prima di scrivere questo libro ero interessata a conoscere quel periodo della storia che a scuola era insegnata, e ho paura che continui ancora oggi ad essere insegnata superficialmente. Queste letture di scrittori russi ucraini tedeschi austriaci italiani …mi sono servite dopo per comprendere meglio la storia dell’esperienza vissuta da Pippo e da lui stesso scritta quindi autentica. Le note e riferimenti bibliografici apposte alla fine del libro sono il risultato di quelle mie letture e delle corrispondenze che ho trovato con il racconto di Pippo. Dopo tantissimi anni mi sono decisa a rileggere con attenzione e a trascrivere correggendo e sintetizzando un po’ quelle pagine dattiloscritte che mi erano state date da Pippo anni dopo quel nostro primo incontro a Barcellona. La storia di Pippo mi si è rivelata interessante e originale, mi ha suscitato curiosità e passione per approfondire ancora più la conoscenza di quel periodo di storia. A parte commuovermi fino alle lacrime. Pippo per il suo compito di assicurare le trasmissioni radio telegrafiche alle truppe nei vari fronti di guerra si è dovuto spostare in diversi luoghi e interagire con i civili russi soprattutto donne e bambini e ha ascoltato le comunicazioni telefoniche tra i capi dell’esercito. La sua storia è la prova dell’evoluzione del pensiero e della visione del mondo di un uomo costretto a contribuire all’annientamento di vite umane.

Le memorie di Pippo rivelano sofferenza, coraggio, speranza, solidarietà e amicizia durante un periodo devastante della storia. Qual è il messaggio che spera di comunicare ai lettori attraverso queste esperienze di guerra?

In una guerra e soprattutto in una guerra mondiale è l’umanità che è perdente, sempre, e alla fine di essa non c’è giustizia né per i vinti né per i vincitori come dice Pippo. Gli strascichi del disastro e delle tragedie umane perdurano nel tempo. Dalla storia di Pippo la riflessione che ne ho tratto è che la capacità umana di trascendere le difficoltà è enorme quando si cerca in sé stessi quei valori profondi del valore e della dignità dell’esistenza. Pippo ha assunto la responsabilità del suo comportamento di fronte alla sua vita e a quella degli altri da persona buona con il rispetto e la solidarietà anche verso quelle persone che erano chiamate nemiche. In guerra le persone che credono nella bontà continuano ad essere buone e soffrono nel dover ammazzare, quelle con caratteristiche di ambizione di potere e violente esercitano la violenza anche senza motivazione alcuna. Mi piace citare la frase di un personaggio Ikonnikov del libro “Vita e Destino di Vassilij Grossman”. <Non ci credo, io, nel bene. Io credo nella bontà>. Pippo ha trovato il senso della sua vita: resistere e vivere per riunirsi con la sua famiglia e ritrovare la sua serenità. Però Pippo ha avuto anche molta fortuna e lo sa, tantissimi altri con gli stessi valori hanno avuto un destino ben più crudele del suo. Come lui ha scritto: < la guerra vuole i suoi morti per non restituire più neanche i corpi>.

Come la protagonista reagisce alle rivelazioni di Pippo e in che modo questa esperienza influisce sul suo rapporto con la sua famiglia e le sue radici?

In tutto il tempo in cui Pippo ed io ci siamo incontrati e tenuti in contatto epistolare e telefonico non abbiamo parlato della sua esperienza ma del presente. Io ho vissuto fuori dalla mia terra quindi lontano dalla mia famiglia. Malgrado il mio interesse e curiosità per il passato di Pippo e dei miei ho appreso meno di quanto speravo. La cosa certa è che oltre all’amore della mia famiglia ho avuto per tanti anni quello di Pippo fino alla sua morte quasi come un secondo padre speciale.

Il titolo del libro, “Alla ricerca della Stella Polare verso la pace”, sembra evocare un significato simbolico. Qual è la motivazione di questa scelta e la sua l’importanza all’interno della trama del libro?

Rispondo con frasi estrapolate del libro stesso. Pagina 12. Scrive Pippo. Volgemmo lo sguardo al cielo in cerca della Stella Polare, l’Orsa Maggiore si stagliava nel cielo cupo, in compagnia dell’Orsa Minore che custodiva la nostra Stella Polare, dovevamo essere sicuri che questa si trovasse sempre alla nostra destra. Ancora quella notte fummo tutti amanti della Stella Polare. Pagina 153: Ancora oggi, dopo tanti anni, in qualche notte serena e limpida cerco in cielo la Stella Polare ed in un baleno rivedo, nella mia mente, quelle sterminate distese di neve e tutti i morti abbandonati in quel mare di gelo…

Ringraziamo Lucia Artizzu per averci concesso questa intervista. Speriamo che i nostri lettori possano trarre ispirazione dalle sue parole e che il suo libro “Alla ricerca della Stella Polare verso la pace” possa raggiungere un ampio pubblico. Buona lettura!

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