GRUPPO ALBATROS IL FILO PRESENTA: Non tanto tempo fa – Dante Pedroni

Benvenuti al nostro blog! Oggi abbiamo il piacere di intervistare Dante Pedroni, che ci parlerà del suo ultimo lavoro “Non tanto tempo fa”. Non vediamo l’ora di ascoltare le sue parole e speriamo che anche voi, cari lettori, possiate trarne ispirazione e curiosità. Senza ulteriori indugi, diamo il benvenuto all’autore dell’intervista di oggi!

Come ha scelto il titolo “Non tanto tempo fa” per il libro? C’è un significato particolare dietro questa scelta?

Poco tempo fa indica un tempo passato ma non trascorso, una situazione che non è più, ma che vive, sopravvive in molti. Questa è la condizione della professione medica che ha sperimentato il Dott. Francesconi, assieme ai suoi coetanei: colleghi e pazienti. Una professione la cui caratteristica fondamentale, attesa, praticata, talora rimpianta era la vicinanza, la condivisione, l’empatia mai disgiunte dal rispetto reciproco. Anche nel tempo della tecnologia più spinta, del rapporto umano spesso soppiantato dal dato, dall’esame, dalla macchina, tutti, anche i più giovani, sono consapevolmente o inconsapevolmente alla ricerca di quel “tocco medico”. Quando non lo trovano più nella “medicina ufficiale” lo ricercano con inquietudine in sciamani, pranoterapeuti, naturopati, omeopati, maghi. Poco tempo fa tutto ciò era quasi sempre vissuto nello studio del “mio Dottore”

Qual è stata la fonte di ispirazione per creare il personaggio del dottor Francesconi e la sua evoluzione lungo il romanzo?

Il Dottor Andrea Francesconi è il dottor Dante Pedroni in carne ed ossa. Si tratta di una narrazione sempre e fedelmente autobiografica in cui nulla è finzione o lasciato al caso: la vita vera di un Medico Condotto, poi Medico di Famiglia, in un paese non lontano dal Po. Le esperienze e gli accadimenti dei racconti non hanno necessitato di enfatizzazioni: questa terra, quella di cui narrò Guarreschi, è di per sé ricca di umanità, ironia e paradosso. Il giovane Dottore, pur già incuriosito dalla varietà delle sue esperienze, è più impegnato nello scoprire quotidianamente le preoccupazioni della sua professione; da adulto sempre meno di lasciarsi coinvolgere dalle vicende umane di quella che è diventata man mano la sua Gente.

Come ha affrontato la sfida di rappresentare le emozioni e le esperienze del dottor Francesconi nel suo percorso professionale e personale?

I vissuti e le emozioni provate da un Medico finiscono per costituire un tutt’uno con la sua esperienza professionale e di vita: vivono in lui consapevolmente, ma anche soprattutto inconsapevolmente. Sono la fonte a cui attingere in ogni situazione; assieme allo studio ed alla ricerca scientifica, si arricchiscono ogni giorno e si accumulano. Il periodo del Covid è stato un’ottima occasione per ricordare, riflettere e sorridere del proprio passato.

Qual è stato l’aspetto più interessante o sorprendente della ricerca sulla storia e i costumi del tempo che ha dovuto condurre per scrivere il libro?

La fatica quotidiana, talora la fatica di vivere, annebbiano spesso con il loro incalzare la freschezza e la leggerezza di tanti episodi comici, tragici, tragicomici che riemergono nella loro piena evidenza solo nella rievocazione e nella puntualizzazione del racconto. Anche gli aspetti dei costumi che mutano, delle attività che scompaiono, delle abitudini che si perdono pian piano e cadono gradualmente ed inavvertitamente nell’oblio possono riemergere nella narrazione. Con nostalgia o più semplicemente nel sorriso del ricordo. Anche un breve soffermarsi socchiude spesso questa naturale rivisitazione

Come ha voluto affrontare le riflessioni attuali legate alla medicina nel contesto della storia del dottor Francesconi? C’è un messaggio che ha cercato di comunicare?

Il dottor Francesconi ha vissuto a suo tempo una grande rivoluzione sanitaria: l’avvento del Sistema Sanitario Nazionale con la scomparsa delle vecchie Casse Mutua Assistenziali e la eliminazione della Condotta Medica. In quel periodo, a parte qualche spunto ideologico, nessuno sapeva come sarebbe stata in seguito la assistenza sanitaria. Si sapeva ciò che si lasciava, con pregi e difetti, funzionalità e disfunzioni e non si sapeva cosa effettivamente ci aspettasse. Fu una difficile esperienza di crescita che durò, fra molte difficoltà rilevanti, una decina di anni; poi con costi talora non indifferenti per Pazienti ed Operatori si arrivò ad un buon risultato: il sistema sanitario che ci ha accompagnato sino a prima del Covid. Ora siamo entrati in una nuova rivoluzione sanitaria, che ci porterà sicuramente ad una buona versione di assistenza. Oggi come allora non abbiamo più il vecchio e non abbiamo ancora il nuovo: viviamo un nuovo periodo di transizione ricco di speranze, costi ed inconvenienti. Questo libro è dedicato ad “Un Giovane Medico” perché descrivendogli un mondo così lontano dalla sua realtà professionale attuale, possa ugualmente accogliere amorevolmente i suoi Pazienti che in quel mondo hanno sempre vissuto.

Ringraziamo Dante Pedroni per averci concesso questa intervista e averci parlato del suo nuovo libro “Non tanto tempo fa”. Siamo rimasti molto colpiti dalle sue parole e siamo sicuri che questo libro sarà un successo. Buona lettura!

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