Benvenuti a questa nuova intervista per il nostro blog. Oggi abbiamo il piacere di fare una chiacchierata con Alessandro Manganozzi. Siamo certi che questa intervista vi aiuterà a conoscere meglio questo talentuoso scrittore e a capire cosa c’è dietro alla sua ultima opera “Ritratto di uomo”. Benvenuti, dunque, a questa nuova avventura letteraria!
Qual è stato il punto di partenza per la creazione di Gigio, il protagonista amante del bello e dell’arte? Chi o cosa l’ha ispirata?
Il punto di partenza è il mondo dei cinquantenni, così intenti a rifarsi una verginità magari con una donna più giovane. Viene il momento in cui si cerca una “narrazione” sentimentale e ci si attiva di conseguenza.
La storia parallela di Gigio e Silvia crea una “fiction nella fiction”. Come ha bilanciato queste due trame narrative all’interno del libro? Qual è il rapporto tra la storia principale e quella creata da Gigio?
La fiction nella fiction non è un’invenzione di Gigio. Chiunque al suo posto avrebbe innestato una storia parallela a lieto fine nel piattume del quotidiano. Questo per la voglia di feuilleton, di favola con una trama avvincente.
L’arte e l’amore sono temi centrali nel libro. Come ha affrontato queste tematiche e quali messaggi o riflessioni hai sperato di trasmettere ai lettori attraverso la storia di Gigio e Silvia?
L’arte, nel mio romanzo, ha una chiara funzione catartica. Gigio si ritrae più giovane di vent’anni sperando di recuperare lo spirito del passato. Sospendendo l’incredulità.
Il protagonista fa riferimento a un omicida redento dall’amore che si definisce artista. Qual è il significato di questo personaggio e come si intreccia con la trama principale?
L’amore confina con l’arte. E viceversa. Secondo il protagonista per amare bisogna armarsi della stessa immaginazione di un pittore o scrittore. E tutto questo contrasta con la morte per via della sua spinta vitalizzante.
L’incomunicabilità e l’uso della ragione sono altri temi chiave del libro. Come ha affrontato queste sfide nella narrazione e qual è il ruolo che svolgono nella vita di Gigio e nelle sue relazioni?
Noi siamo monadi. Mettiamo in comune solamente cliché e parti del nostro corpo. L’unica strada percorribile resta il feuilleton dove gli attori sembrano comunicare e fondersi, peccato soltanto nella finzione letteraria.
Ringraziamo Alessandro Manganozzi per averci concesso questa intervista. Speriamo che il suo libro “Ritratto di uomo” possa raggiungere un ampio pubblico e che possa ispirare e coinvolgere i lettori. Buona lettura e a presto con la prossima intervista!
