L’uomo dai capelli rossi – Lilia Amadio

Quando accetta di ristrutturare il Roggio, un’antica costruzione settecentesca sulla quale avrebbe dovuto innestare elementi squisitamente moderni, Mina ancora non sa che la donna che l’ha contattata assieme al marito è Rosalba Coppola, giovane e talentuosa fotografa nonché figlia di Tano Coppola, imprenditore calabrese noto per i suoi forti legami con la ′ndrangheta. I pochi mesi necessari per portare a termine il lavoro le sono sufficienti per conoscere meglio la coppia e per intuire che il rapporto che lega Rosalba a suo marito Stefano, sposato da poco e da cui aspetta già una bambina, non è dei più idilliaci. L’incredibile scena che le si presenta davanti in occasione di una sua visita al Roggio le dà conferma di questa sensazione e le suggerisce anche che le mura di quella residenza celino un mistero ancor più grande… Giallo avvincente e ricco di colpi di scena, L’uomo dai capelli rossi racconta un’altra indagine del Commissario Francesco Costa, stavolta guidato dalla moglie verso la brillante soluzione del caso.

Oggi parliamo di L’uomo dai capelli rossi un libro di Lilia Amadio pubblicato con la nostra casa editrice Gruppo Albatros Il Filo.

Per noi del Gruppo Albatros il Filo è sempre un piacere poter intervistare i nostri autori, abbiamo quindi scambiato quattro chiacchiere con Lilia Amadio per parlare del suo libro L’uomo dai capelli rossi e della sua passione per la scrittura.

  • Perché ha cominciato a scrivere? C’è un’immagine nella sua memoria che ricollega al momento in cui ha deciso di voler iniziare a scrivere?

Scrivere mi è sempre piaciuto e non finirò mai di ringraziare la mia professoressa delle scuole medie che ci costringeva a scrivere quasi ogni giorno una “cronaca” sul nostro pomeriggio, riservando al lunedì la lettura in classe della cronaca “principale”. Nel mio percorso scolastico i miei temi sono stati sempre apprezzati e ricordo con piacere il 9+ ottenuto dal mio tema storico nell’esame di Italiano della licenza liceale di ben 16 pagine. Volevo studiare giurisprudenza fin dall’adolescenza e quello ho fatto, utilizzando poi la mia professionalità per il lavoro. Quando ho lasciato quel lavoro mi sono trovata improvvisamente disorientata senza contatti esterni e comunicazione ai quali ero abituata. La cosa che penso mi abbia spinto a scrivere è stata la frase di una psicoterapeuta, alla quale mi ero rivolta per adattare il mio comportamento a quello di una persona a me molto cara, che mi ha detto: “lei ha dimenticato sé stessa da trenta anni!”. Il giorno dopo ho cominciato a scrivere un romanzo, comunicato quasi venti anni dopo.

  • Com’è cambiato il suo rapporto con la scrittura nel tempo?

Il mio rapporto con la scrittura è da ora cambiato perché ormai, da molti anni, scrivere è diventato il mio impegno principale. Prima era ogni tanto, per una lettera ad una persona amica, per un augurio, per un gravissimo lutto, poi scrivere è diventato una necessità continua di inventare storie, in relazione spesso alla mia reazione di fronte ad eventi o semplicemente a sollecitazioni che mi giungono dal mondo esterno. Per la necessità di scrivere mi sono trovata a dover approfondire la mia preparazione culturale in materie ed argomenti talvolta poco conosciuti, se non sconosciuti, utilizzando con l’evolversi dei tempi, strumenti di conoscenza che sono oggi a portata di tutti.

  • Dove trova l’ispirazione per i suoi libri?

L’ispirazione per i miei libri è certamente varia. Essendo amante della storia, alcuni miei romanzi nascono da situazioni e sentimenti che hanno colpito la mia fantasia e che vanno dal risorgimento alla Prima guerra mondiale fino alla Seconda guerra mondiale. Questo per quanto riguarda i miei sette libri con ambientazione storica. Stimoli a scrivere possono nascere anche da eventi e situazioni che emergono dalla società attuale come l’omosessualità, la violenza sulle donne, lo stalking, ed il volontariato. In qualche caso lo stimolo può venire anche dalla frase di una poesia, da una canzone, da un quadro o da un bel paesaggio.

  • Ci racconti l’emozione del suo primo libro pubblicato.

Quando è stato pubblicato dalla casa editrice “Il Filo” il mio primo romanzo “Vite Parallele” confesso di essere stata molto felice. L’avevo scritto da alcuni anni senza avere il coraggio di inviarlo ad un concorso letterario per inediti. Non avendo avuto alcun riscontro, telefonai alla segreteria del concorso per avere notizie e parlai, per puro caso, con la presidente Della Commissione la quale, appena seppe il mio nome, mi comunicò che da 7/800 scritti, ne erano stati estratti nove o dieci, tra i quali fu scelto l’unico vincitore. La Presidente mi disse che il mio romanzo, compreso tra quelli selezionati, era stato ritenuto bello e mi incoraggiò a cercare il modo di pubblicarlo. Così presi coraggio e lo inviai, per una eventuale pubblicazione, a “Il Filo”. La gioia è stata grandissima perché, per chi comincia a scrivere, vedere il proprio libro pubblicato può sembrare quasi un miracolo. Ancora adesso, dopo la pubblicazione di diciotto libri, l’emozione della pubblicazione di un nuovo libro è ancora fortissima.

  • Il romanzo/racconto che ha scritto al quale è più affezionata?

Il libro che mi ha dato la maggiore soddisfazione è “Guerra! Guerra!”. È una storia d’amore nata durante la Prima guerra mondiale. Su quella guerra avevo letto molti libri e articoli, anche di vecchi giornali, ed avevo ascoltato tante informazioni da persone che, giovanissime, avevano partecipato a quella guerra e trasmesso le loro esperienze ed i loro ricordi. Scriverlo mi è costato molta fatica, impiegandoci circa tre anni per conoscere esattamente tutti i particolari dei fronti del Trentino e del Carso, e di tutti i piani di battaglia del generale Cadorna. L’avevo inviato per caso, da inedito, al Premio Letterario Elsa Morante, dove è stato compreso fra i quattro libri selezionati fra centinaia di testi. L’ho pubblicato più tardi, sicura di non fare brutta figura, e lo ritengo un buon libro. Qualche anno fa, ho ricevuto una telefonata da una (credo) neo-scrittrice che mi ha chiesto molti particolari su un caporal maggiore morto in una trincea di mia invenzione nel quale aveva riconosciuto suo nonno.

Noi del Gruppo Albatros Il Filo non possiamo fare altro che ringraziare l’autrice Lilia Amadio per aver risposto alle nostre domande a lei va un grandissimo in bocca al lupo per il suo libro L’uomo dai capelli rossi e per il futuro.

A te lettore ti auguro una buona lettura e ci sentiamo presto!

La vostra redattrice.

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