GRUPPO ALBATROS IL FILO PRESENTA: MA È SEMPRE DOMANI. RACCONTI BREVI PER I GIORNI DISPARI – Lucrezia Zito

Ci sono libri che non chiedono di essere letti tutti d’un fiato, ma di essere abitati un racconto alla volta, come piccoli approdi emotivi in cui riconoscersi. Ma è sempre domani. Racconti brevi per i giorni dispari di Lucrezia Zito è una di queste opere: una costellazione di storie che parlano di incontri e distanze, di amori che si trasformano, di città osservate dai finestrini e di mari capaci di calmare o smuovere l’anima. In queste pagine, l’autrice scandaglia la quotidianità con uno sguardo attento ai sentimenti e agli stati d’animo, restituendoci un universo umano fatto di fragilità, attese e possibilità. Abbiamo incontrato Lucrezia Zito per farci raccontare il suo percorso, la genesi di questa raccolta e il suo modo di osservare il mondo attraverso la scrittura.

Ma è sempre domani è una raccolta di racconti brevi: cosa rappresenta per lei questa forma narrativa e perché ha scelto proprio la brevità per raccontare i sentimenti?

La forma breve per me non è una riduzione, ma una concentrazione. Il racconto permette di avvicinarsi ai sentimenti senza sovrastrutture, di coglierli nel momento esatto in cui affiorano o si incrinano. La brevità impone un ascolto più attento, quasi una sospensione: ciò che non viene detto resta a vibrare tra le righe, e spesso è proprio lì che si annida l’emozione più autentica. “Ma è sempre domani” nasce da questa esigenza di restituire frammenti di vita, istanti che non chiedono spiegazioni ma presenza.

Nei suoi racconti tornano spesso il tema dell’incontro e dell’allontanamento: quanto questi movimenti riflettono l’esperienza reale delle relazioni umane di oggi?

Il tema dell’incontro e dell’allontanamento riflette profondamente l’esperienza delle relazioni contemporanee. Viviamo in un tempo in cui è facile avvicinarsi e altrettanto facile sparire, in cui le connessioni sono rapide ma spesso fragili. Nei miei racconti questi movimenti non sono mai solo fisici: sono emotivi, interiori, a volte silenziosi. Credo che oggi le relazioni siano fatte soprattutto di soglie — di ciò che sfioriamo senza attraversare del tutto.

Il mare e la città sono presenze ricorrenti, quasi simboliche: che ruolo hanno questi luoghi nel suo immaginario e nel costruire l’atmosfera delle storie?

Il mare e la città sono luoghi reali ma anche interiori. Il mare rappresenta ciò che eccede, che non si può contenere: il desiderio, la nostalgia, l’attesa. La città, invece, è lo spazio delle traiettorie che si incrociano senza toccarsi davvero, della solitudine condivisa. Insieme costruiscono un’atmosfera di tensione continua tra apertura e chiusura, libertà e distanza.

Lei osserva con attenzione i comportamenti nascosti nella quotidianità: come nasce uno dei suoi racconti, da un dettaglio, da un ricordo o da un’emozione improvvisa?

I miei racconti nascono quasi sempre da un dettaglio: un gesto minimo, una frase ascoltata per caso, uno sguardo trattenuto. A volte è un ricordo che riaffiora, altre volte un’emozione improvvisa che chiede di essere fermata sulla pagina prima che svanisca. Scrivere è un modo per rallentare, per osservare ciò che nella quotidianità tendiamo a ignorare.

Dopo un percorso ricco di esperienze, dall’insegnamento ai riconoscimenti letterari, cosa sente di voler esplorare ancora attraverso la scrittura?

Dopo un percorso fatto di insegnamento, incontri e riconoscimenti, sento di voler esplorare ancora le zone d’ombra: ciò che non sappiamo dire, le scelte mancate, i silenzi che modellano le nostre vite quanto le parole. La scrittura resta per me uno spazio di ricerca, non di risposta — un luogo in cui continuare a farmi domande, con la stessa curiosità e fragilità di sempre.

Ringraziamo Lucrezia Zito per aver condiviso con noi il suo sguardo sensibile e profondo sulla vita di tutti i giorni. Ma è sempre domani. Racconti brevi per i giorni dispari è un libro che invita a fermarsi, ad ascoltare le emozioni e a riconoscersi nelle storie degli altri, perché, in fondo, parlano anche di noi. Ai lettori del blog del Gruppo Albatros auguriamo una buona lettura, fatta di racconti da aprire nei momenti giusti, magari proprio in quei giorni “dispari” in cui abbiamo più bisogno di ritrovarci.

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