GRUPPO ALBATROS IL FILO PRESENTA: Mai avrei immaginato… – Wanda Danzi Bellocchio

Benvenuti nel blog del Gruppo Albatros! Oggi abbiamo il piacere di ospitare Wanda Danzi Bellocchio, autrice di Mai avrei immaginato…, un’opera che racconta con straordinaria delicatezza e profondità il viaggio della sua vita. Attraverso un intreccio di ricordi, riflessioni intime e testi poetici, Wanda ci conduce nella Napoli della sua infanzia, nelle sfide della sua giovinezza e nell’immenso amore che ha segnato la sua esistenza. Con una resilienza straordinaria, l’autrice trasforma il dolore in forza, offrendo al lettore una testimonianza di vita intensa e commovente. Scopriamo insieme di più su questa opera e sulla donna straordinaria che l’ha scritta.

Il suo libro, Mai avrei immaginato…, è un viaggio attraverso le esperienze della sua vita. Cosa l’ha spinta a raccontare questa storia?

Ho sempre amato scrivere. Ho vissuto una vita talmente piena di ricordi e amore che ho pensato di poter condividere con altri il mio stato d’animo. Ho sempre cercato di mettere su carta i miei pensieri e sensazioni, fin da ragazza. Durante il periodo del Covid scrivere mi ha aiutata ad andare avanti. La solitudine dei giorni mi ha fatto scrivere dei piccoli ricordi sul mio profilo. È iniziato così quasi per scherzo. Mio marito, Giovanni, mi incitava a continuare. Lui mi ha sempre spronata a fare tutto ciò che era nelle mie possibilità. Credeva molto in me. Poi sono stata spinta, da chi mi leggeva, a continuare. Purtroppo, all’inizio del 2021 persi Giovanni e, ritrovarmi sola fu uno choc. Iniziai a scrivere per ricordare i giorni vissuti insieme. Il computer divenne il mio compagno di giorni solitari e vuoti. Man mano che andavo avanti il libro prendeva forma, e mi convinsi, che avrei potuto raccontare a tanti la mia esperienza di vita.

La Napoli della sua infanzia occupa un posto speciale nelle sue memorie. Quali immagini, suoni o emozioni ha cercato di trasmettere al lettore attraverso le sue descrizioni?

Essere nata a Napoli mi ha reso la persona che sono. A Napoli si vive una realtà diversa. Una città piena di colore, suoni, vicinanza, solidarietà. Sembrano parole fuori dal tempo ma per chi ha vissuto, e vive, questa realtà lo può capire. Quello che descrivo nel libro del periodo della mia infanzia e adolescenza è nella mia mente come un ricordo di oggi. Rivivo quei momenti, quelle sensazioni e veramente sento quegli odori e suoni che fanno parte di un tempo ormai lontano. Mi sono rimasti dentro come una seconda pelle. Ho cercato di trasmettere il mio vissuto, un vissuto molto diverso dai giorni nostri. A volte ci penso e mi dico: noi avevamo poco e niente eppure eravamo felici. Ci accontentavamo di ciò che c’era e non si desiderava altro. Oggi c’è tanto ma sembra come se mancasse sempre qualcosa per essere felici, realizzati.

Il tema dell’amore e del lutto attraversa tutta la sua narrazione. Come è riuscita a trovare la forza per affrontare queste perdite e trasformarle in un messaggio di speranza?

È vero. L’amore e il lutto attraversano tutto il libro. Ma ciò che evince è proprio l’amore. La forza è proprio in questo: l’amore che ha riempito i nostri giorni. L’ho anche scritto: “L’amore cos’è l’amore, non si può spiegare… È qualcosa che nasce e cresce con te. Non bisogna farsi sopraffare da sentimenti “cattivi” specialmente quando la vita è veramente “cattiva” con te. Il mio modo di amare ha fatto sì che i miei figli vivessero sereni la loro malattia. L’amore, che ha unito noi due Giovanni e io, senza avere rancore e rabbia per una unione che ha portato molta sofferenza. Ci siamo uniti sempre di più ogni volta che c’era un lutto e, principalmente, non ci siamo mai accusati e colpevolizzati per ciò che stavamo vivendo. Quando un medico ci disse, che avremmo potuto sapere attraverso un esame particolare chi avesse trasmesso il gene malato ai bambini, noi ci rifiutammo. A noi non importava chi potesse essere stato. I figli nascono da due persone, si crescono in due e si amano in due.

Nel suo libro si parla anche del suo impegno sociale. Quali valori e obiettivi hanno guidato il suo percorso in questa direzione?

Mi accostai all’impegno sociale grazie a mio figlio Fabrizio. Lui era volontario in Amref nell’ufficio stampa. Aveva bisogno del mio aiuto per tutto e, mi sono ritrovata a collaborare con loro. Quando Fabrizio morì mi chiesero di restare. Quella proposta mi aiutò molto. Mi occupavo degli spazi pubblicitari, di contattare aziende per le donazioni. Sono stata in Kenya dove ho conosciuto i responsabili dei progetti; ho visitato i centri dove il mio lavoro aveva portato dei benefici. Poi un caro amico di mio figlio mi chiese se potessi occuparmi di una associazione legata ad una malattia rara. Portai all’interno di questa organizzazione di volontariato la mia esperienza lavorativa e, a poco a poco, incominciai a vedere il frutto di tanto lavoro. Oggi sono ventidue anni che me ne occupo e posso dire che è diventata la mia seconda famiglia. L’affetto che hanno verso di me è palpabile. Non potrei fare a meno di loro.

Che messaggio vorrebbe lasciare ai lettori che si immergono nella lettura del suo libro?

Spero vivamente che il mio libro possa servire a tante persone. È un libro che parla con il cuore. Parla di sogni, di aspettative, di amore e tanto dolore. Un dolore vissuto con accettazione e forza. Una forza che non ci ha fatto abbattere per i nostri figli. Ed è questo che vorrei trasmettere a tanti. Cercare di vedere sempre il bene in tutto ciò che accade. Avere sempre un sorriso per chi è accanto. Rivedere la propria vita positivamente, e viverla ogni giorno, perché la vita va vissuta come si presenta. L’ho scritto nella parte finale del libro: nonostante tutto posso dire di essere stata felice…

Grazie, Wanda, per aver condiviso con noi la sua storia e il suo straordinario viaggio personale. Mai avrei immaginato… non è solo un libro, ma una testimonianza di vita, un inno all’amore, alla resilienza e alla speranza. Invitiamo tutti i nostri lettori a scoprire questa opera che tocca le corde più profonde dell’anima. Wanda, le auguriamo un futuro ricco di nuove storie e soddisfazioni.

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