GRUPPO ALBATROS IL FILO PRESENTA: Il cielo di sopra – Elisa Furian Donati

Benvenuta Elisa Furian Donati, e grazie per aver accettato di rispondere alle nostre domande. Il suo romanzo Il cielo di sopra è un’opera che affascina e invita alla riflessione, portando i lettori a confrontarsi con temi universali come l’identità, il destino e l’amore. La storia di Stella ed Elias si dipana tra paesaggi incantati e un’intensa ricerca interiore, intrecciando sogno e realtà. Oggi approfondiremo insieme a lei i segreti e le ispirazioni dietro questa emozionante avventura narrativa.

Qual è stata l’ispirazione principale che l’ha portata a scrivere Il cielo di sopra?

Mi sono sempre divertita a creare storie, che fossero racconti o pièces teatrali casalinghe, ma sebbene tante volte avessi avuto un’intuizione, un’idea per scrivere una storia più lunga ed articolata, non avevo mai veramente iniziato. Un giorno ricordo molto bene di aver formulato questo pensiero “Come sarebbe se non provassi niente? Emozioni, piacere, sapori? Se fossi esistenza e non essenza? Cosa penserei? Come vivrei?”. La mia casa d’adolescente e poi di giovane donna ha ospitato, per splendidi dieci anni, un uomo effimero ma ancora molto presente nelle strutture dei miei pensieri, e questi tipi di domande erano e sono ancora qualcosa di quotidiano per me. Quindi a quella domanda ho risposto con le prime righe del prologo de “Il cielo di sopra” e poi con le successive quasi 400 pagine. Ma quelle prime righe me le ricordo bene perché lì sono passata dall’ideale al concreto.

I personaggi di Stella ed Elias vivono un percorso di trasformazione profonda. Come ha costruito le loro personalità e la loro evoluzione nel romanzo?

Stella è stata facile da scrivere, poi dolorosa e poi illuminante. Era, ai tempi (quando ho iniziato avevo 24 anni), una me ideale e in quanto tale l’ho usata per fare cose che io non avevo il coraggio di fare. Quella parte di me zingara che ancora soffre per non essersi espressa appieno, è stata usata tutta per creare Stella, che ho infuso di quella vita che in parte non ho vissuto. La parte dolorosa poi l’ho affrontata nel momento in cui l’ideale, anche se solo scritto, si è scontrato con il reale. Stella aveva i suoi difetti, e meno male, perché i personaggi perfetti non piacciono a nessuno e un autore che sia troppo innamorato del suo protagonista fa venire fuori tutto il suo narcisismo. E a me, da lettrice o spettatrice, interessa poco sapere quanto sia perfetto chi ha scritto quel personaggio a sua volta perfetto. Inoltre, mi sono resa conto che anche quando fai il Dio con le te creature, fai comunque i conti con un libero arbitrio, che francamente mi ha sconvolta, per cui un personaggio non si fa scrivere se vuoi portarlo troppo lontano da quello che lui è. Ed ecco qui la parte illuminante: Stella è imperfetta e pazienza. Farà cose al di là del suo controllo e anche del mio controllo, sebbene ci ostiniamo a credere di avere in mano tutta la situazione. Elias è stato infinitamente soddisfacente da scrivere. La sua evoluzione avveniva parola dopo parola, mi inebriavo delle possibilità che un personaggio come questo poteva raggiungere. Ogni passo, ogni nuova emozione, erano una scoperta per lui e una riscoperta per me. Ero in uno stato di innamoramento quando scrivevo soprattutto Elias, perché avevo dato vita a un personaggio la cui realizzazione non aveva vincoli. Sentivo il suo sentire, mi spaventavo con lui, attraverso di lui provavo piacere. Quindi, alla fine, è stato Elias e non Stella, a essere incarnazione di me, perché è stato lui quello che ha reso concreto ciò che prima era solo idea.

L’isola su cui si svolge gran parte della storia sembra quasi un personaggio a sé stante. Come ha lavorato sull’ambientazione per renderla così viva e significativa?

Non avevo mai pensato che l’isola potesse essere vista come un personaggio, ma questa percezione è estremamente interessante. Indubbiamente qualche viaggio in terra greca mi ha aiutata a costruire un’ambientazione verosimile, i dettagli però si perdono nei ricordi ed è lì che scatta quella ricostruzione che chiamerei emozionale, che può rendere più vivo un luogo che non se fosse descritto in tempo reale con dovizia di particolari. Certe strade della mia isola sono strade che ho percorso, altre sono nate in un vero e proprio sogno, alcune costruzioni le ho viste su carta stampata, ho annusato profumi e toccato consistenze, ma tutto è ovviamente filtrato da me. Quello che ho fatto, è stato provare a vivere in una memoria fantastica e descrivere cosa provavo mentre ero lì.

Nei suoi scritti emergono spesso riflessioni sull’identità e il destino. Qual è il messaggio che spera i lettori portino con sé dopo aver letto Il cielo di sopra?

Spero che le lettrici e i lettori possano essere ispirati a farsi delle domande che prima non avevano mai pensato di porsi. Non necessariamente domande che sono tra le righe del mio romanzo, anzi. Ognuno deve andare a pesca delle parole che vuole, magari ne troverà altre, l’importante è che poi le metta assieme e ci ponga alla fine un bel punto di domanda. Non credo ci sia una grande morale, alla fine, se non che alcune cose si controllano e altre no. Mi piacerebbe sapere, e lo chiedo ogni volta che posso, che cosa ha colto il lettore. A volte le risposte mi lasciano piacevolmente di sasso, perché non mi ero accorta che quanto avevo scritto potesse avere anche quel significato.

Può darci qualche anticipazione sui suoi prossimi progetti letterari?

La storia non finisce qua. Forse. Ho capitoli sparsi per almeno altri due romanzi. Nel secondo il punto di vista potrebbe cambiare totalmente. Vedremo se i miei personaggi avranno ancora voglia di farsi scrivere e se i lettori avranno ancora voglia di leggerli.

La ringraziamo, Elisa Furian Donati, per aver condiviso con noi il suo mondo e i retroscena di Il cielo di sopra. Questo romanzo rappresenta un viaggio che non solo intrattiene, ma tocca il cuore e la mente dei lettori. Non vediamo l’ora di scoprire i suoi futuri progetti e di lasciarci ispirare ancora una volta dalle sue parole. Grazie e buon proseguimento del suo percorso letterario!

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