Benvenuti al nostro spazio dedicato agli autori e alle loro opere. Oggi abbiamo il piacere di ospitare Jacopo Brama, giovane poeta veronese classe 1998, che con la sua prima silloge, Il sapore delle fragole, ha saputo conquistare l’attenzione e il cuore di molti lettori. Questa raccolta, premiata nel 2023 da Alessandro Quasimodo, celebra un amore romantico, puro e delicato, che Jacopo riesce a trasmettere con grande intensità attraverso i suoi versi. Entriamo nel mondo poetico di Brama, per scoprire cosa lo ha spinto a intraprendere questo percorso e come la sua visione dell’amore si rifletta nelle sue poesie.
Cosa ha ispirato il titolo Il sapore delle fragole e come si ricollega al tema principale della tua raccolta?
Il titolo della raccolta è ispirato ad un verso contenuto all’interno di una delle poesie, nella quale cercavo di soffermarmi sull’importanza di alcune sensazioni, che nonostante la loro apparente banalità rimangono all’interno del nostro essere molto più di quanto vogliamo ammettere a noi stessi. Spesso cerchiamo il senso delle cose creandoci migliaia di costruzioni mentali, associamo la felicità ad un traguardo da raggiungere, mentre a volte l’unico vero modo di trovare appagamento sembra risiedere invece nel dare valore alle più primitive fra le nostre sensazioni. Come il sapore delle fragole, appunto, lo meraviglia suscitata da un fiocco di neve, o come il ricordo di una persona per la quale abbiamo provato qualcosa.
La tua poesia evoca un senso profondo di dolcezza e nostalgia. Qual è il tuo approccio alla scrittura e quali emozioni cerchi di trasmettere ai lettori?
Ogni volta che scrivo provo a trasferire su carta il mio modo di vedere e sentire la realtà. Essendo nel quotidiano molto condizionato dai ricordi e dal peso, positivo o negativo, che portano con loro, come naturale conseguenza tutto ciò traspare nel momento in cui mi approccio alla poesia. Credo che la nostalgia, con tutte le sfumature di malinconia che porta con sé, conservi al proprio interno qualcosa di davvero profondo. Se abbiamo vissuto qualcosa che ha improvvisamente colorato il nostro mondo, che ha dato senso alle nostre giornate, la nostalgia ci permette di riviverne le sensazioni e ci ricorda ogni giorno quanto intensamente la vita possa arrivare a colpirci. È in quegli istanti che, personalmente, credo risieda il significato di tutto. In questo senso sono le sono molto legato, perché ci aiuta a non perdere la strada.
La tua formazione accademica in Filosofia ha influenzato in qualche modo il tuo modo di concepire e scrivere poesia?
Se la formazione accademica influisce nel nostro personale rapporto con l’arte, lo fa in maniera silenziosa e senza che ce ne rendiamo conto: penso possa farci crescere attraverso il pensiero e contribuire indirettamente allo sviluppo di un certo modo di guardare alla realtà. La maggior parte dell’arte che abbiamo in noi, però, credo sia ben presente indipendentemente dal nostro bagaglio culturale. Studiare filosofia mi ha solamente aiutato a riconoscerla.
Come si è evoluto il tuo rapporto con la scrittura e la poesia, e quali sono stati i tuoi modelli o le tue influenze principali?
Ho sempre avuto una passione innata per la scrittura, di cui ho sempre apprezzato la possibilità che ci garantisce nel momento in cui ci troviamo a riordinare delle parole nel modo più armonico possibile, un po’ come se così facendo mettessimo in ordine anche noi stessi. Per quanto riguarda i miei modelli, posso dire di essere un grandissimo ammiratore di Franco Arminio, nella cui poetica trovo una sorta di magia che non riesco a percepire in nessun altro autore. Altri punti di riferimento contemporanei sono senza dubbio Michele Mari e, spostandoci al secolo scorso, Giorgio Caproni.
Quali sono i progetti futuri per te come poeta e quale messaggio speri di trasmettere con la tua arte?
Non credo di voler inquadrare l’arte in generale all’interno del concetto di progetto, penso e spero invece che continuerà a far parte della mia vita nella maniera più naturale e meno programmata possibile. Ultimamente mi sto dedicando al mondo della musica e della produzione cinematografica, ambiti nel quali spero di poter dare spazio a emozioni e sensazioni tanto quanto riesco a fare attraverso la poesia. Sicuramente ci saranno altre raccolte: anche se scrivo prima di tutto per me stesso, ricevere messaggi di persone che si rispecchiano nelle mie parole mi spinge a condividere con entusiasmo ciò a cui mi dedico, e mi restituisce costantemente fiducia verso un mondo che, in fin dei conti, non è così cinico e apatico come pare a volte mostrarsi.
Grazie, Jacopo, per aver condiviso con noi il tuo mondo poetico e le emozioni che si celano dietro Il sapore delle fragole. La tua poesia, intrisa di un amore sincero e delicato, riesce a toccare profondamente chi ha il privilegio di leggerla. Ti auguriamo di proseguire con successo nel tuo cammino letterario e di continuare a regalarci versi che parlano al cuore.
