GRUPPO ALBATROS IL FILO PRESENTA: Ombre e luci – Stefania Santori

Nel suo libro di poesie “Ombre e luci”, Stefania Santori ci invita a un viaggio intimo e profondo, un ritorno alle radici che ci formano e ci arricchiscono. Attraverso versi delicati e potenti, l’autrice esplora il passato e il modo in cui questo continua a influenzare la nostra identità e i nostri valori. La sua poesia nasce dal desiderio di non dimenticare da dove veniamo, valorizzando colori, persone e suoni che hanno segnato la sua esistenza. Con uno stile semplice ma evocativo, Santori ci regala uno sguardo nostalgico ma autentico sulle sue “ombre” e “luci” interiori, rivelandoci un percorso di crescita e consapevolezza. In questa intervista, scopriamo insieme il significato profondo di questo viaggio emotivo e culturale, che affonda le radici nella memoria e nel desiderio di comprensione.

Qual è stato il punto di partenza che ti ha ispirato a scrivere “Ombre e luci”?

In realtà non c’è stato un punto di partenza preciso. Nel corso del tempo ci sono stati tanti momenti in cui ho provato delle emozioni profonde e stati d’animo particolari che ho sentito di esprimere in forma scritta in quanto esigenze interiori profonde. Ogni tanto sentivo il desiderio e il piacere di rileggere le mie poesie, riprendendo tra le mani quanto avevo scritto su quaderni, blocchi notes e fogli sparsi finché non si è concretizzata l’idea di farne una raccolta che ho intitolato “Ombre e luci”.

Come descriveresti il legame tra le tue poesie e le tue esperienze di vita?

Non può non esserci un intenso legame tra quello che si vuole esprimere e le proprie esperienze di vita, qualunque sia il genere di scritto, tanto più quello poetico. Ogni mia poesia riflette un’importante esperienza di vita che non può prescindere dal vissuto profondo che vuole prepotentemente esternarsi.

Cosa rappresenta per te il passato e come pensi che influisca sul nostro modo di vivere il presente?

Il passato ci dice chi siamo e in questo, infatti, sta la grandezza della storia. Nel passato si accumulano tutte le esperienze della vita che costituiscono i valori che strutturano interiormente un essere umano, conferendogli una ricchezza inestimabile. Ho trascorso tutta la mia vita fino ad ora rielaborando momenti positivi e non, per giungere infine alla consapevolezza e alla conoscenza di me stessa.

Quali sono i temi ricorrenti che hai voluto esplorare nelle tue poesie e perché li consideri importanti?

I temi sono vari. C’è l’angoscia del vivere e della sofferenza esistenziale che, pur tormentando la mia vita, hanno conferito al tempo stesso ricchezza alla mia persona. Leggendo molte di queste poesie, si trova il motivo ricorrente di un’angoscia estiva che porta con sé il ricordo di un precoce turbamento interiore e di una conseguente crisi psicologica. L’estate era l’interruzione delle attività, il periodo di pausa in cui si poteva subire l’aggressione dell’inconscio. È proprio attraverso il dolore espresso che qui la mia poesia ha una funzione liberatoria. C’è la struggente nostalgia di un mondo agreste ormai perduto se non nelle voci profondamente radicate nell’anima. È il mondo in cui sono cresciuta e che, soprattutto in età adolescenziale, ho dileggiato, ma che, attraverso la rielaborazione interiore, ho imparato ad apprezzare e ad amare. Ritorna l’eco della voce di un tempo lontano puro e incontaminato, carico di umanità, la voce di un mondo che non c’è più. Sono presenti la dolcezza e la bellezza delle immagini di una natura solo apparentemente immutabili. È in questa sezione della silloge poetica che la mia poesia assume un valore consolatorio e pacificatore. “La poesia è sempre un atto di pace” per dirlo con le parole di Pablo Neruda scritte nel suo bel libro di memorie “Confesso che ho vissuto”.

Che ruolo giocano le “ombre” e le “luci” nella tua raccolta, e cosa speri che i lettori possano trovare in questo contrasto?

Quando è arrivato il momento di dare un titolo alla mia raccolta di poesie, l’idea primaria è stata quella di considerare il motivo della luce intesa come ricerca impellente, come cattura di un raggio luminoso che rischiarasse i momenti bui, motivo ricorrente in molte poesie. Il termine “luci”, secondo me, per quanto evochi implicitamente la parola “ombre”, meritava di essere integrato per evidenziare come la luce dovesse illuminare l’uscita dall’oscurità che è dentro di noi, ponendoci di fronte al disagio interiore, all’angoscia e al dolore per poterli possibilmente fugare. La parola “ombre”, tuttavia, non vuole avere una connotazione negativa per quanto evocatrice di sofferenza e di malessere. Si potrebbe paradossalmente affermare che l’ombra e la luce non sono in contrasto perché, per arrivare alla luce, bisogna passare attraverso l’oscurità, la sofferenza e il dolore. In una delle poesie della mia raccolta “Vertigine” lo smarrimento mi fa precipitare in un “imbuto” profondo, una sorta di voragine infernale attraverso i cui gironi risalgo faticosamente dopo aver preso coscienza dell’esistenza del malessere. Un’immagine onirica che rappresenta il passaggio attraverso le tenebre per arrivare alla luce. Non è forse psicologico il viaggio che Dante Alighieri fa nella Divina Commedia quando passa attraverso i gironi infernali per giungere infine alla luce e alla grazia illuminante? In conclusione, il malessere, sia quello individuale sia quello sociale, è opportuno e urgente che vada sottoposto ad analisi, a interpretazione e rielaborazione per liberarsi e salvarsi perché “…Nessuno si illumina fantasticando su figure lucenti, ma prendendo coscienza della propria oscurità” come ha scritto Carl Gustav Jung, grande maestro e guida illuminante nella strada da percorrere per affrontare l’anima umana.

“Ombre e luci” è una raccolta che racchiude il fascino del passato e la potenza del ricordo, trasformati in versi che parlano direttamente al cuore. Stefania Santori, con la sua scrittura, offre una riflessione intensa sul valore delle esperienze che ci hanno segnato, invitando i lettori a riscoprire la bellezza delle proprie radici. Con le sue poesie, ci lascia un messaggio di speranza e di riconciliazione con noi stessi, un dono prezioso che continuerà a brillare tra le ombre e le luci della vita.

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