GRUPPO ALBATROS IL FILO PRESENTA: Servi disobbedienti – Davide Mazzoldi

In un mondo segnato da oppressione e oscurità, dove i sogni di libertà sono tanto vitali quanto fragili, “Servi disobbedienti” di Davide Mazzoldi emerge come un potente manifesto di ribellione e resistenza. Il romanzo esplora le vicende di uomini e donne pronti a tutto pur di sfidare il tiranno che governa la loro società. Al centro della storia troviamo “l’Ombra”, un eroe enigmatico attorniato da ribelli coraggiosi come Foglia D’Acero e Corvo Rosso, ciascuno con una storia intensa e un desiderio incrollabile di giustizia. In questa intervista, Davide Mazzoldi ci svela il viaggio creativo che ha dato vita a questo mondo, i significati nascosti dietro ai personaggi e cosa lo ha ispirato a scrivere una storia così appassionante.

Davide, com’è nato il personaggio dell’Ombra e cosa rappresenta per te?

Questo personaggio sgorga dall’abitudinarietà interrotta per la primissima volta. La sua realizzazione è frutto della mia fantasia e dei ricordi delle mie esperienze di viaggio. In questo racconto cerco d’esporre il temperamento di molteplici personaggi dinanzi le avversità. L’Ombra raffigura un individuo zelante ed opportunista, consumato da una realtà vissuta senza mai sbilanciarsi a sfavore del suo garante. La complessità della situazione in cui si ritrova lo porta a mettere in dubbio questa sua tendenza e a creare una personale soluzione per sfuggire alla manipolazione degli ISTI.

La trama di “Servi disobbedienti” è piena di complotti e alleanze fragili. Da dove proviene la tua ispirazione per questi elementi di suspense?

Il fulcro della storia viene simbolicamente ambientato in Italia tra gli anni Cinquanta e Settanta, in un periodo di forte contrasto politico e sociale. Gli schieramenti auspicano un confronto diretto che gli permetta di sparpagliare gli avversari per ottenere la maggioranza. In questo contesto di precarietà misto ad un forte senso di rivoluzione vi sono inoltre personaggi disposti a compiere ogni tipo di sotterfugio per ottenere il controllo istituzionale del gruppo di cui fanno parte. La mia ispirazione sull’idea d’una congiura prende spunto dal terrorismo delle Brigate Rosse e dal tentato golpe di Junio Valerio Borghese. Per evitare di far ricadere il libro in un determinato schieramento politico e per non attenermi completamente alla cronaca di quei giorni ho intenzionalmente creato il partito degli ISTI ed utilizzato la gerarchia militare dell’esercito romano antico per rendere il racconto più originale.

Foglia D’Acero e Corvo Rosso sono figure particolari e intense. Qual è il loro ruolo nella lotta per la libertà e cosa ti ha guidato nella creazione dei loro personaggi?

Entrambi i soggetti hanno perseguito le orme del fondatore nel corso del malaugurato tumulto a sfavore degli ISTI. Per la loro realizzazione mi sono ispirato a due fattori, quello della disparità tra un sistema di conclusione teorico ed uno pratico e la mancanza di una base intellettuale generata dalle circostanze da parte del primo. La tangibile esperienza di Foglia D’Acero accorda con la sua funzionalità la sopravvivenza della comunità di Gea detenendo con l’esempio la possibilità d’un ritorno alla ribellione dei Servi Disobbedienti. Viceversa, appare per deduzione la posizione di Corvo Rosso, che con la sua fluente parlantina riesce ad espugnare il consiglio del popolo ed a convincerli nel rimanere nella sedentarietà accontentandosi di quel che hanno raggiunto.

Questo libro è un inno alla resistenza e all’autodeterminazione. Quale messaggio speri che i lettori portino con sé dopo averlo letto?

Mi piacerebbe trasmettere al lettore il desiderio di non abbattersi e di non rinunciare alle proprie aspirazioni malgrado le ostilità incontrare sul cammino. Far osservare che nel corso della storia le minoranze hanno spesso creato la trasformazione della società con la loro determinazione. Gradirei stimolare la passione per la lettura e la ricerca del passato attraverso la riscoperta dei libri.

La tua scrittura è molto evocativa e visiva. Come hai lavorato sulla prosa per renderla così vivida e immersiva?

Per realizzare questo tipo di composizione ho preso come ispirazione un libro che mi ha particolarmente colpito per la sua peculiare attitudine al dettaglio: “I tre moschettieri di Alexandre Dumas”. Ogni volta che mi accosto alla scrittura cerco d’immaginare una rappresentazione narrativa che introduca oralmente gli eventi del libro. Utilizzare due dizionari ed annotare continuamente le ispirazioni colte durante la giornata mi ha aiutato molto nel trovare i giusti sinonimi e nell’approcciarmi con enfasi alle descrizioni.

“Servi disobbedienti” non è solo una storia di ribellione contro l’oppressione, ma una profonda riflessione su cosa significhi vivere con coraggio e determinazione. Davide Mazzoldi ci offre una narrazione avvincente che invita i lettori a guardare dentro sé stessi e a riflettere sul valore della libertà e della giustizia. Grazie, Davide, per aver condiviso con noi il dietro le quinte di questa avventura letteraria. Non vediamo l’ora che i lettori possano immergersi in questo viaggio emozionante e senza tempo.

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