GRUPPO ALBATROS IL FILO PRESENTA: Mondo Liquido (II edizione) – Moreno Bricchi

Benvenuti sul blog del Gruppo Albatros! Oggi abbiamo il piacere di intervistare Moreno Bricchi, autore della seconda edizione di “Mondo Liquido”. Con un’esperienza ventennale come istruttore subacqueo, Bricchi ci porta a esplorare l’affascinante mondo sommerso attraverso i suoi viaggi indimenticabili. Dai tranquilli laghi italiani alle acque cristalline dell’Egitto e delle Maldive, il suo libro è un viaggio emozionante tra paesaggi subacquei mozzafiato, incontri con creature straordinarie e avventure che non lasciano indifferenti. Scopriremo come la sua passione per il mare, segnata da episodi di pericolo e meraviglia, si è trasformata in un’opera che ispira e affascina.

Moreno, com’è nata la tua passione per la subacquea e cosa ti ha spinto a trasformarla in una professione?

Da ragazzino certi personaggi dei fumetti come Zagor, Diabolik o Mister No mi affascinavano. Al mare leggevo anche tantissimi fumetti di guerra il cui titolo era super-eroica. Mi colpivano figure come i paracadutisti o i sommozzatori (si chiamavano così). Nel mio immaginario una specie di eroi o comunque uomini non comuni. Anche l’esplorazione mi affascinava e attirava molto e il mondo sommerso era la cosa più misteriosa e coinvolgente. Dalle mie parti come racconto nel libro non c’erano molte opportunità ma ad un certo punto, in modo assolutamente casuale, è arrivata l’occasione di provare a usare una bombola in piscina. Respirare sott’acqua sembrava già una cosa fantastica. Mia moglie era entusiasta e voleva assolutamente fare il corso a allora l’ho seguita. Alla fine del corso tutto in piscina siamo partiti col nostro istruttore per il mar Rosso e li abbiamo fatto gli esami e ottenuto il primo brevetto che abilitava ai diciotto metri di profondità. Mettere il viso sott’acqua in mar Rosso è stata una emozione indescrivibile. In quel momento si fa strada una idea assolutamente chiara, quasi una certezza ovvero che quello non può essere altro che il paradiso. È impossibile non appassionarsi, non innamorarsi di quel mare, di quella natura, di quella incredibile perfezione che è il mondo sommerso. Sono diventato istruttore perché mi ero reso conto che potevo anche io offrire agli altri l’occasione di scoprire il mondo sommerso, di appassionarsi e quindi condividere insieme avventure, emozioni. Trasmettere a un altro le tue passioni, vederlo crescere, migliorare, entusiasmarsi è gratificante. Insomma, essere utili in qualche modo mi fa sentire bene.

Nel tuo libro descrivi molti viaggi e avventure straordinarie. Qual è l’esperienza che più ti ha colpito e perché?

Sott’acqua in un certo senso tutto è ingigantito, enfatizzato e dovrei dirti che in fondo non c’è una esperienza che mi ha colpito più di altre ma tutte le “prime volte” mi hanno incredibilmente colpito. Il primo relitto (Il Thistlegorm) in Mar Rosso, la prima grotta o canyon, la prima immersione notturna, la prima manta, il primo e unico squalo balena, la prima immersione profonda, tutto incredibilmente indimenticabile. Però le esperienze che mi han colpito di più in fondo son state quelle negative: il primo subacqueo soccorso dopo una pallonata al lago, il primo istruttore che ha avuto un incidente a pochi metri, una mia amica che purtroppo è stata trascinata dalla corrente di un fiume in un sifone e non ce l’ha fatta, quella volta che non riuscivo a contrastare una incredibile corrente che mi stava portando via in una pass delle Maldive o quella volta che mi son trovato a venti metri di profondità senza aria per un mio errore o distrazione o leggerezza,  l’ultimo esperto sub che è andato troppo profondo, nel modo sbagliato e con il gas sbagliato e non è riemerso. Tutte queste esperienze, tutti questi momenti o episodi lasciano segni, cicatrici. Tutte queste esperienze mi hanno costretto a rendermi conto ed ammettere quanto siamo fragili, fallibili, certe volte arroganti ma soprattutto insignificanti di fronte alla potenza della natura.

Il mare offre scenari affascinanti ma anche pericoli. Come gestisci il rapporto tra la meraviglia e i rischi legati all’esplorazione subacquea?

Io l’ho gestito semplicemente con l’umiltà che mi ha insegnato il mondo sommerso dandomi ogni tanto qualche schiaffone e col buon senso. Finora il mondo liquido è stato come un buon genitore che, quando vedeva che diventavo spavaldo e un po’ pieno di me, mi tirava le orecchie mostrandomi i miei limiti, mi ridimensionava. Non sono mai stato né incosciente, né spavaldo e non sono certamente un Rambo. Ho cercato sempre e solo di fare le cose quando mi sentivo pronto e in grado di affrontarle, considerando i miei limiti. I miei limiti non sono quelli di un altro, quindi, bisogna imparare a conoscersi, capirsi. Qualche volta bisogna anche saper dire: “Ok, io per ora mi fermo qui”.

Hai vissuto un incidente che ha segnato profondamente il tuo percorso subacqueo. Come ha influenzato la tua visione del mare e della subacquea?

La mia visione del mare e della subacquea non è cambiata. Ritengo che il mare o, meglio, il mondo sommerso sia sempre il posto più incredibile e affascinate che l’essere umano possa scoprire e affrontare forse e proprio perché non riesce e non può rimanerci e la subacquea rimane una delle forme di esplorazione più coinvolgente, intensa, magica. Quell’incidente mi aveva addolorato, scosso, emotivamente coinvolto perché era stata una ricerca lunga, sofferta. Un uomo era uscito al mattino per passare una domenica con gli amici facendo una immersione come tante altre volte e non era più tornato a casa. Non aveva più riabbracciato sua moglie, sua figlia. Ti fa riflettere. Ti fa pensare a quelle volte che forse anche tu ti eri messo un pochino a rischio o al limite ma ti è andato tutto bene.

Quali sono i messaggi principali che speri i lettori traggano dal tuo libro “Mondo Liquido”?

Prima di tutto di vivere le passioni qualunque esse siano perché significa vivere emozioni, significa migliorarsi, significa imparare, arricchirsi. Di non vivere la subacquea come uno sport o una gara ma semplicemente come una passione che ogni volta ti gratifica. Non bisogna battere o sconfiggere nessuno se non i propri limiti e semmai si tratta di vincere insieme, condividere e vivere momenti magici. Quando nasce il bisogno di spostare un pochino l’asticella farlo affidandosi a veri esperti ed evitare il fai da te. Condividere, vivere e non sprecare le occasioni che la vita ci mette davanti per fare. E infine renderci conto che noi non siamo né padroni ne degni di questo pianeta che abbiam pensato solo a inquinare, distruggere, avvelenare, sfruttare e sperare quindi che le nuove generazioni non compiano gli errori del passato ma ne siano innamorate in modo da proteggerlo e conservarlo. Con il tempo le emozioni diventano ricordi, i ricordi diventano storie e le storie… qualche volta diventano libri.

Grazie, Moreno, per aver condiviso con noi le tue esperienze e le storie avvincenti raccolte in “Mondo Liquido”. Le tue parole ci hanno trasportato in un mondo affascinante e misterioso, facendoci apprezzare ancora di più la bellezza e la complessità del mare. Speriamo che il tuo libro continui a ispirare molti lettori a esplorare il mondo subacqueo con passione e rispetto. Alla prossima avventura!

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