GRUPPO ALBATROS IL FILO PRESENTA: Mistero Azzurro. Il più giovane di sempre – Carlo Forlani

Il calcio, fin dalle sue origini, ha infiammato gli animi dei suoi spettatori. Avvolgente e appassionante, è lo sport popolare più seguito al mondo. Ma intorno a questo sport tante sono le leggende che hanno caratterizzato i momenti a esso legati. Una di queste rappresenta l’argomento principale del libro “Mistero Azzurro. Il più giovane di sempre”. Questo testo, che parla di calcio in modo non convenzionale, è stato scritto dal nostro giovane Autore, Carlo Forlani. Vittima anch’egli d’amore calcistico, con perizia e pazienza, ha cercato di svelare uno dei tanti misteri legati a questo sport: chi è stato il più giovane esordiente nella Nazionale italiana dei primissimi anni del Novecento? La diatriba, da sempre aperta, si nutre di ipotesi e supposizioni. I due sportivi in questione, Renzo De Vecchi, noto come Il Figlio di Dio, e Rodolfo Gavinelli, giovanissimi e talentuosi entrambi, si contendono da sempre lo scettro del primato. Sarebbe semplice stabilire chi dei due esordì per primo avendo a disposizione la nostra strumentazione moderna, ma le poche certificazioni a disposizione non permettono in modo chiaro di completare le indagini e risalire alle origini. In compenso, splendide immagini testimonianti l’epoca dei due sportivi arricchiscono e valorizzano il testo, di per sé affascinante e coinvolgente. Oggi abbiamo il piacere di intervistare Carlo Forlani, l’autore di questo intrigante libro.

Cosa ti ha spinto a scrivere un libro su un argomento così specifico e misterioso come il più giovane esordiente nella Nazionale italiana?

Il motivo principale che mi ha portato ad approfondire questo argomento è che non ritenevo possibile che un record simile, riguardante la nostra Nazionale di calcio, avesse ancora oggi dei contorni così fumosi. Considerando l’importanza che il calcio ricopre nel nostro Paese e a visibilità che viene oggi riservata ai giovani calciatori.

Durante le tue ricerche, qual è stata la scoperta più sorprendente che hai fatto riguardo a Renzo De Vecchi e Rodolfo Gavinelli?

Diciamo che riguardo la storia di Renzo De Vecchi non c’era molto da “scoprire” trattandosi di uno dei giocatori più noti dell’epoca del calcio pioneristico. Riguardo invece il Gavinelli sicuramente la scoperta più importante è stata la sua data di nascita (ed è su questo che si fonda il libro) ma anche scoprire che avesse servito la nostra Patria come militare ai tempi della guerra turco-libica è stato sicuramente motivo di sgomento.

Puoi raccontarci qualche aneddoto interessante o particolare che hai scoperto su uno dei due sportivi durante la stesura del libro?

Un aneddoto “macabro” ma sicuramente interessante riguarda i genitori del Gavinelli morti verosimilmente entrambi durante il grande incendio della biblioteca di Torino del 1904. Questo lega la sua vicenda non solo alla nostra Nazionale ma anche ad uno dei momenti più cupi nella storia della città Sabauda.

Come hai gestito la difficoltà di reperire informazioni certe e verificabili su un periodo così lontano nel tempo?

Sicuramente non è stato semplice e ha richiesto l’utilizzo di più fonti. Ma devo ringraziare la grande disponibilità degli archivi a cui mi sono rivolto che sicuramente mi ha agevolato con le richieste. In particolare, un sentito ringraziamento va all’archivio storico de “La Stampa” che mi ha permesso di accedere alle scansioni di tutti i quotidiani del periodo.

Quale pensi possa essere il fascino intramontabile di storie e leggende legate a figure sportive come De Vecchi e Gavinelli per il pubblico moderno?

A mio parere queste leggende non perderanno mai il loro fascino. Un po’ perché più ci allontaniamo negli anni più cresce il velo di mistero che le circonda e un po’ perché tutte queste storie contengono un lato “romantico” legato ad un mondo e a un modo di vivere che non esiste più. Inoltre, lo spessore di questi personaggi è sicuramente elevato ed hanno contribuito a costruire la società che conosciamo oggi ed il fatto che questa storia è legata al mondo del calcio la renderà sicuramente “immortale”. Oltretutto, in questo caso specifico, il record è ancora imbattuto e quindi si lega anche alla nostra attualità.

Grazie mille, Carlo, per aver condiviso con noi il dietro le quinte del tuo libro “Mistero Azzurro. Il più giovane di sempre”. La passione e la dedizione che hai messo nelle tue ricerche emergono chiaramente dalle tue parole e dal tuo lavoro. Speriamo che i lettori del nostro blog apprezzino questa intervista tanto quanto apprezzeranno il tuo libro. Auguriamo a te e al tuo libro tutto il successo che meritate.

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