GRUPPO ALBATROS IL FILO PRESENTA: L’orafo del Vesuvio – Rodolfo Hachfeld

Benvenuti al blog del Gruppo Albatros, dove oggi abbiamo il piacere di intervistare l’autore di “L’orafo del Vesuvio”, il talentuoso Rodolfo Hachfeld. Attraverso le pagine di questo affascinante romanzo, ci immergiamo nelle atmosfere avvolgenti del Golfo di Napoli e dei suoi dintorni, esplorando un periodo che precede e coincide con l’eruzione tragica del Vesuvio. In questo scenario incantevole prendono vita i protagonisti della storia, Decimus, pescatore e sommozzatore, e Tertius, suo figlio adottivo, un giovane salvato dalle acque che, con intelligenza e abilità manuali, segue le orme paterne e diventa orafo presso una gioielleria locale. Tra un lavoro e l’altro, il destino li conduce verso incontri significativi, tra cui quello con una misteriosa giovane donna… Ma c’è di più dietro a questa narrazione coinvolgente. “L’orafo del Vesuvio” non è solo un racconto di finzione, ma anche un omaggio ai tesori archeologici sepolti nei segreti della storia. Parte di questa vicenda si svolge in una zona di Ercolano rimasta celata sotto moderne abitazioni e nella Baia sommersa dal mare a causa del bradisismo, offrendo al lettore un viaggio affascinante tra verità e verosimiglianza.

Qual è stata l’ispirazione dietro la creazione dei personaggi di Decimus e Tertius, e qual è il messaggio che spera di trasmettere attraverso le loro storie?

La zona fra Napoli, Vesuvio, Penisola Sorrentina, Capri e Campi Flegrei è archeologicamente e storicamente davvero un unicum. Per me è stato sfidante e fascinoso ambientare una vicenda in questo contesto. Vorrei portare per mano il lettore a far conoscenza o ad approfondirla proprio qui, dove, tra l’altro, si è svolta una buona metà del periodo della Roma Imperiale del I e II sec. d. C..  Poi, Decimus e Tertius sono strumenti di normalizzazione e demitizzazione di quest’ epoca. Quando si parla di questa fase, si stagliano sempre eroi, imperatori e miti. I due pescatori-palombari sono gente semplice e la loro storia consente di addentrarsi davvero nelle vicende umane di quel tempo. Forse è un modo per avvicinare lettori e giovani a quel mondo che, altrimenti, rischia di scomparire!

La scelta di ambientare parte della vicenda in una zona di Ercolano non ancora portata alla luce aggiunge un elemento di mistero e fascino al romanzo. Può condividere con noi il suo processo creativo dietro questa decisione?

Ho visitato spesso l’area archeologica di Ercolano ed ogni volta, arrivato al Decumano Centrale, il mio cuore si fermava deluso davanti a quella invalicabile muraglia dei resti ancora inesplorati e tali probabilmente per l’eternità. Cosa vuole, ho proseguito, armato solo di fantasia, ma ricordandomi che nelle zone limitrofe alla scienza dell’Archeologia, due più due fa sempre quattro!

Nella sua opera, la storia personale dei protagonisti si intreccia con eventi storici e geologici di grande rilevanza. Come ha bilanciato la narrazione tra il dramma umano e il contesto storico-naturalistico?

Il lavoro di “bilanciamento” è il risultato, spero, di uno sforzo di equilibrio, allo scopo di non cadere in una vicenda “semplicemente” umana od in un documentario storico-naturalistico.

Il tema dei tesori archeologici nascosti e delle scoperte inaspettate è parte importante nel suo romanzo. Qual è il suo punto di vista sulla conservazione e l’esplorazione del patrimonio culturale?

L’ Italia ha un patrimonio archeologico e culturale immenso. Sempre più mezzi economici, managers e gente di cultura dovrebbero essere coinvolti a valorizzare e conservare la più grande risorsa che abbiamo e che ci  permetterebbe di valicare concorrenza. 

Il contesto geografico e storico del Golfo di Napoli e dell’area circostante offre un palcoscenico ricco di suggestioni e fascino. Come ha lavorato per rendere vivida e autentica questa ambientazione nel suo romanzo, e quali sfide ha affrontato nel ricreare un periodo così tumultuoso e affascinante della storia italiana?

La ringrazio per il complimento! Sono innamorato di questa zona… non mi rimane che seguire il sentimento e lasciarmi prendere dal fascino. Poi… non sono più giovane e leggo sull’argomento da tanto tempo. Lo sforzo maggiore è stato “capire i momenti”, fare ordine e seguire il filo d’ Arianna della sequenza degli anni e degli eventi cronologici.

Grazie mille, Rodolfo Hachfeld, per aver condiviso con noi i retroscena e le ispirazioni dietro il suo affascinante romanzo “L’orafo del Vesuvio”. È stato un vero piacere avere l’opportunità di conoscere meglio il mondo che ha creato e le sue riflessioni sulla storia, la cultura e l’arte della narrazione. Non vediamo l’ora di seguire i suoi futuri progetti e di continuare ad esplorare le meraviglie che la sua penna ha da offrire. Grazie ancora per essere stato con noi oggi.

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