GRUPPO ALBATROS IL FILO PRESENTA: Una sezione volante – Marina D’Errico

Benvenuti al blog del Gruppo Albatros! Oggi siamo felici di ospitare Marina D’Errico, la mente dietro il libro avvincente “Una sezione volante”. Questa storia ci catapulta nel mondo affascinante degli scavi archeologici, ma ci porta anche in un labirinto di misteri e suspense. Il personaggio principale, la dottoressa Marisa Ferreri, ci guiderà attraverso un viaggio emozionante e ricco di colpi di scena. Preparatevi a essere catturati dalla narrazione coinvolgente di Marina D’Errico mentre ci addentriamo nel cuore pulsante della sua ultima opera letteraria.

Marina, ci racconti cosa ti ha ispirato a scrivere “Una sezione volante” e quali sono state le tue fonti di ispirazione per la trama e i personaggi?

Una sezione volante nasce dalla mia passione per l’archeologia e per l’investigazione, tra loro intimamente connessi. Cos’è difatti l’archeologia se non un’appassionata e rigorosa indagine sul passato? La nascita di questo romanzo, dunque, è stata frutto di un’ispirazione le cui radici affondano negli studi appassionati che ho portato avanti nella mia giovinezza ma anche nell’attualità, nelle vicende che riguardano la mia realtà, il mio territorio cui sono molto legata ed in cui l’archeologia è spesso connessa a traffici ed interessi criminali. Ma sono state soprattutto le tante persone che ho incontrato nel corso degli anni che mi hanno ispirato i personaggi di questa storia, soprattutto Marisa, la mia protagonista, che racchiude in sé molti tratti che ho desunto da archeologhe che ho avuto modo di conoscere e di cui ho apprezzato il rigore scientifico ma anche la calda umanità e la profonda fibra morale.

Il tuo libro affronta temi complessi come l’archeologia medievale e il giallo. Come hai preparato la ricerca per garantire un’accuratezza storica mentre mantieni viva l’intrattenimento per i lettori?

Nel costruire la trama di questo giallo mi sono indubbiamente ispirata ai tanti scrittori e scrittrici che ho avuto modo di conoscere, come tanti, attraverso le mie letture, ma ho dovuto anche compiere ricerche (specialmente riguardo gli aspetti scientifici e giuridici) che esulavano dalla mia formazione prettamente umanistica avvalendomi anche del contributo di esperti del settore. in modo che la trama risultasse credibile e verosimile in ogni suo aspetto. Soprattutto tenevo a fornire ai miei lettori tutte le informazioni necessarie per la soluzione del caso in modo che questa, per quanto sorprendente, non giungesse in modo totalmente inusitato.

Il rapporto tra la dottoressa Marisa Ferreri e l’Ispettore di Polizia Paolo Grassi sembra essere uno dei punti focali del romanzo. Puoi condividere con noi il processo di sviluppo di questi personaggi e come hai gestito la loro dinamica?

Lo sviluppo di un personaggio, a mio modo di vedere, è un processo generativo che avviene all’inizio in modo spontaneo ma che poi va gestito in modo che la crescita risulti armonica, evitando eccessive semplificazioni e luoghi comuni e cercando di contemperare ciò che è frutto di ispirazione dalla realtà (come i rapporti di coppia in un’epoca di post femminismo) come dalla letteratura che presume anche un certo grado di idealizzazione. Credo che un personaggio debba soprattutto essere interessante per i lettori: deve suscitare empatia e garantire quel processo di affezione che è fondamentale perché il libro risulti piacevole ed interessante. Come molti lettori possono aver intuito, con questo romanzo intendevo dare inizio ad un rapporto tra la mia protagonista e l’ispettore Grassi che potesse avere uno sviluppo successivo. Il mio intento era quello di proporre un incontro tra due personalità per molti versi opposte che, a dispetto delle tante difficoltà derivanti dal percorso di ognuno, potessero incontrarsi e superare molte di quelle asperità che caratterizzano i rapporti interpersonali tra uomo e donna al giorno d’oggi. È possibile per due persone mature e disilluse da esperienze spesso negative e frustranti (sentimentalmente parlando) avere l’opportunità di godere di quella cosa effimera che chiamiamo felicità?

“Una sezione volante” presenta un mix unico di suspense e descrizioni dettagliate degli scavi archeologici. Qual è stata la sfida più grande nell’equilibrare questi due elementi nella tua scrittura?

Credo che il problema maggiore per me sia stato quello di riuscire ad essere rigorosa e corretta (specialmente nelle descrizioni che riguardano il lavoro archeologico) senza risultare pedante e incomprensibile per un pubblico di non addetti ai lavori. ma anche senza semplificazioni eccessive. La mia intenzione, infatti, era dare alla trama investigativa uno sfondo che si intrecciasse con il giallo in modo equilibrato, e che riuscisse ad appassionare e coinvolgere i lettori.

Infine, ci puoi anticipare cosa possiamo aspettarci dal tuo prossimo progetto letterario dopo questa avventura emozionante?

Il personaggio di Marisa non ha più voluto abbandonarmi e, pirandellianamente, ha continuato a chiedermi di darle modo di vivere in altre storie. Le avventure di Marisa si intrecceranno con quella della sua sfera privata e dei tanti personaggi che la attorniano, avventurandosi anche in altri campi del mondo dell’arte e del collezionismo, anche questi intimamente intrecciati ad interessi criminosi. Credo che i lettori che hanno trovato intrigante il mio primo romanzo non resteranno delusi dalle nuove storie di Marisa e di Paolo.

Grazie mille, Marina D’Errico, per aver condiviso con noi la tua visione e il tuo processo creativo dietro “Una sezione volante”. I lettori sono sicuramente entusiasti di immergersi in questo mondo ricco di suspense e mistero. Non vediamo l’ora di seguire i tuoi futuri progetti letterari e di essere nuovamente trasportati dalle tue storie coinvolgenti. Grazie ancora per essere stata con noi oggi!

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