GRUPPO ALBATROS IL FILO PRESENTE: La principessa e il serpente – Almir Preka

Benvenuti al blog del Gruppo Albatros! Oggi siamo entusiasti di presentarvi un autore affascinante che ci guiderà attraverso le terre misteriose della sua ultima creazione letteraria, “La principessa e il serpente”. Un viaggio avvincente che trasporta i lettori in un mondo incantato, popolato da personaggi intrighi e sfide avvincenti. In questo romanzo, Almir Preka ci conduce attraverso le avventure di Blere, una principessa destinata a vivere una storia d’amore epica con il figlio di una famiglia umile. Ma cosa rende questa storia così unica? Scopriamolo insieme attraverso l’intervista esclusiva con l’autore!

Almir, “La principessa e il serpente” è un viaggio avvincente e pieno di sfide. Puoi raccontarci cosa ha ispirato la trama e quali elementi della mitologia albanese hanno contribuito a plasmare questo affascinante racconto?

Dopo tanti anni che vivo qui in Italia, ho sentito il desiderio di unire le rive del mare che ho dovuto attraversare. La passione per la scrittura mi ha aiutato molto nella mia impresa. Volevo creare qualcosa di saldo, di tangibile, e le pagine del mio libro sono state le pietre di questo ponte. Mi ha fatto sentire bene fin da subito l’idea di portare in italiano, in questa lingua simile alla fioritura di un melo, Il profumo delle mie radici. Io le collego sempre ai miei nonni che mi hanno amato e ho amato tanto. Da bambino ascoltavo spesso mia nonna paterna che ci diceva: “Se vedete qualche serpente nel cortile o nel giardino, non tentate di fargli del male, perché lui è il custode della casa.”. È proprio il serpente, uno degli elementi della mitologia albanese sul quale mi sono basato per scrivere questo racconto. Lui simboleggia la fertilità e l’equilibrio tra il bene e il male. Racconto anche della vecchia saggia, che io chiamo Dia, e che in albanese significa sapienza. Un altro personaggio della nostra mitologia è anche la più bella della Terra, dotata oltre che di una rara bellezza anche di saggezza, trasmessa dalla madre e dalla nonna. Lei porta sempre con sé il cambiamento, ed io ho voluto metterla nei panni della giovane sposa, perché mi piaceva portare anche dei rituali del matrimonio albanese. Da piccolo mi affascinavano molto.

La tua scrittura trae ispirazione da canzoni antiche e miti. Come hai intrecciato queste fonti di ispirazione nella trama, e quali sfide hai incontrato nel trasformare tradizioni culturali in una narrazione avvincente?

Le nostre canzoni antiche raccontano miti e leggende, ma spesse volte sono dei pezzi di storia, tramandati di padre in figlio. Le ascolto con piacere e le apprezzo tantissimo, anche per il fatto che hanno contribuito a mantenere viva la memoria del nostro passato. Un popolo senza memoria è come un albero senza radici che rischia di seccare. Grazie a una di queste canzoni, accompagnate da uno strumento musicale chiamato cifteli (cift = doppio, tel= filo), ho costruito il mio racconto. Pure noi come quello strumento antico abbiamo due fili che vibrano, che hanno bisogno di essere toccati con delicatezza e saggezza per emettere un suono armonioso. Sono le parti che ci compongono, donate dai nostri genitori. I due latti dell’essere, come le due rive bagnate dello stesso mare; il lato maschile e il lato femminile. Credo che dalla loro armonia dipenda la nostra felicità, l’unico motivo per il quale siamo venuti in questo mondo. È stato un massaggio di riflessologia plantare fatto da mia sorella, che mi ha dato coraggio a intraprendere un viaggio introspettivo, il quale mi ha aiutato a mettere equilibrio nella mia anima. Questo viaggio l’ho voluto intrecciare nel racconto. Per quanto riguarda invece, il trasformare tradizioni culturali in una narrazione è avvenuto in modo del tutto naturale.  Penso che ogni popolo possieda qualcosa di speciale che vale la pena conoscere. L’altro, che spesso viene etichettato come il diverso, non è nient’altro che il pezzo mancante del puzzle.

Blere, la protagonista del tuo romanzo, si trova ad affrontare diverse sfide durante il viaggio verso la casa del pretendente. Quali lezioni o messaggi hai voluto trasmettere attraverso le difficoltà che la tua eroina deve superare?

Blere rappresenta le donne della mia famiglia, del mio paese natio, che hanno sempre tramandato la loro saggezza di madre in figlia per diffondere armonia. È grazie all’ equilibrio, all’ armonia che il mondo resta in piedi e non crolla. Uno dei messaggi che ho voluto trasmettere è che il coraggio per affrontare il viaggio della vita va cercato dentro la nostra anima. Prima di tutto bisogna essere sinceri con noi stessi. Così si avvia un processo di purificazione dai rancori, dalle paure, dai pregiudizi, e da qualsiasi altro mostro che ci sbarra la strada verso la felicità. Ho imparato anche che i sensi di colpa che abbiamo e il modo in cui ci giudichiamo influenza molto nel non avere pietà a incolpare e a giudicare l’altro. È qui che inizia l’incomprensione con il prossimo.

In che modo la tua esperienza personale ha contribuito a plasmare il mondo fantastico che hai creato in “La principessa e il serpente”?

Ho voluto dare alle mie paure e ai miei rancori le sembianze dei mostri che hanno spaventato gli esseri umani da sempre, consapevole del fatto che, nonostante tutto, noi siamo ancora su questa terra. Il mio racconto finisce in modo triste, perché la morte porta tristezza a quelli che restano. Una cosa è certa però: dopo il buio spunta sempre la luce dell’alba. Dopo la morte c’è la rinascita. La vita è la cosa più bella che esiste, e per renderla ancora migliore dobbiamo volerci bene. Questo sentimento non sparisce dopo la morte. Ho avuto una bella svolta nella mia vita quando ho iniziato a lavorare con me stesso per togliere il rancore. Non si tratta esattamente di perdonare chi ci ha fatto del male, ma è più un perdono verso noi stessi per avere accumulato dell’energia negativa, la quale non ci permette di realizzarci. Il rancore ci fa appassire dentro. Si inizia a rifiorire quando si smette di provarlo.

Almir, dopo l’affascinante viaggio attraverso “La principessa e il serpente”, i lettori sicuramente si chiedono cosa riserva il futuro per la tua penna creativa. Hai già in mente nuovi progetti letterari? Puoi condividere con noi qualche anticipazione su ciò su cui stai attualmente lavorando o su eventuali prossime avventure che ci aspettano nel mondo della tua scrittura?

Nel mio primo libro “La principessa e il serpente” ho accennato l’importanza che ha avuto per me la pratica della meditazione per guarire la mia anima da rancori e paure. Con un respiro lento e profondo possiamo trarre parecchio beneficio, restando calmi e con gli occhi chiusi. Nel secondo libro che sto scrivendo, e che è un romanzo, i protagonisti respirano si in modo profondo, ma non lento. I loro occhi sono bene aperti per via degli attacchi continui delle forze del male guidate da una donna che ha subito violenza quando era una bambina. Lei non vuole perdonare, non vuole invecchiare perché non è ancora sazia della vita, e di conseguenza non accetta di morire. Almeno fin quando non ha compiuto la sua vendetta. Fin quando non ha messo sotto il suo dominio l’intero mondo. I passi di tutti i protagonisti sono guidati dall’ Eros. In realtà è lui il vero protagonista. Arriva avvolto nel mistero del buio come fosse il profumo dell’ultimo fiore rimasto nascosto in mezzo ad una siepe di rovi. Auguro ai miei lettori di essere colpiti dalla freccia dell’ Eros e di sentire il profumo di quel fiore ogni volta che lo desiderano!

Grazie, Almir Preka, per averci accompagnato in questo viaggio attraverso le terre magiche di “La principessa e il serpente”. Siamo certi che i lettori saranno affascinati dalla tua creatività e dalla tua capacità di trasformare elementi della mitologia albanese in un’avventura avvincente. Non vediamo l’ora di scoprire cosa riserva il futuro per i tuoi prossimi racconti e di continuare a esplorare mondi incantati attraverso la tua penna magica. Grazie ancora per la tua preziosa condivisione!

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