GRUPPO ALBATROS IL FILO PRESENTA: Pensando a quasi voce alta – Michela Catania

Benvenuti lettori del Blog del Gruppo Albatros! Oggi siamo entusiasti di accogliere Michela Catania, autrice del toccante romanzo “Pensando a quasi voce alta”. Una storia avvincente che ci trasporta nel suggestivo scenario di Fasano, nella magnifica Puglia, dove le vite di Ester e Rocco si intrecciano in un connubio di emozioni e scoperte. Michela, è un onore averti con noi oggi per esplorare il mondo che hai creato attraverso le pagine del tuo romanzo.

Il titolo del tuo libro, “Pensando a quasi voce alta”, evoca una riflessione intima. Come hai trovato l’ispirazione per questo titolo e come riflette il tema principale della tua storia?

Pensando a quasi voce alta è un titolo che mi è venuto in mente spontaneamente già dalla stesura dei primissimi capitoli, perché la forma stessa del romanzo riflette appunto la sensazione atmosferica di ascoltare i pensieri dei protagonisti quasi se stessero dando una silenziosa voce ai loro sentimenti. Il romanzo infatti è narrato in prima persona in una sorta di alternanza tra i due protagonisti, Rocco ed Ester.

La trama del tuo romanzo si sviluppa tra le bellezze di Fasano, in Puglia. Come il contesto geografico ha influenzato lo sviluppo dei personaggi e la trama stessa?

Fasano è il mio paese ed ho voluto intenzionalmente far agire le vicende e la storia d’amore di Rocco ed Ester proprio tra i luoghi e le tradizioni che un paese di provincia come Fasano possiede, per dimostrare che, anche se per frutto della fantasia di un romanzo, una storia d’amore rara ed intensa come quella dei protagonisti, possa nascere e crescere con la silente complicità di un qualsiasi paese anonimo, e che non debba necessariamente svolgersi nelle grandi città d’Italia e del mondo come invece solitamente siamo abituati a leggere nei libri o a guardare nei film. La mia Fasano, infatti, da semplicissima provincia della Puglia, in questi anni da sola ha saputo imporre pian piano la sua bellezza e le sue caratteristiche sul fronte internazionale, tanto che, come ben sappiamo, a giugno ospiterà il prossimo G7.

I protagonisti, Ester e Rocco, si incontrano in un momento cruciale delle loro vite. Puoi condividere con noi cosa li ha spinti a cercare l’amore proprio in quel momento e come si sono evolute le dinamiche tra di loro?

Nella storia, Rocco ed Ester sono in un particolare momento delle loro vite in cui entrambi si stanno rendendo conto di essere incompleti e di desiderare una svolta nelle loro esistenze, ma al contempo a questa necessità non cercano forzatamente nulla, ed è proprio in quel momento che il destino interviene facendoli incontrare e stravolgendo così tutte le loro certezze e soprattutto incertezze, mettendoli di fronte alla voglia reciproca di crearsi e di vivere un nuovo futuro insieme.

“Pensando a quasi voce alta” sembra un connubio di fiaba e realtà contemporanea. Quali elementi hai voluto introdurre per rendere la storia atemporale e universalmente accattivante?

Il romanzo è una fiaba in bilico sulla realtà, tenuta in vita da ciò che accomuna le due cose, cioè i sogni e la speranza. Il destino sostituisce la magia che c’è nelle fiabe e riesce ad essere ancora più ricco, inaspettato e appunto magico di quanto la fantasia possa elaborare. Ci sono elementi che fanno sì che questa sorta di fiaba-realtà si sviluppi come avviene nei desideri dei bambini, ed è proprio perché i due protagonisti, nonostante l’età, restano ancora, dimostrandolo, i due bambini che sono stati in passato. Una originale particolarità di questo romanzo, a mio avviso, è proprio il fatto che nel racconto ritroviamo, come una sorta di loro alter ego, proprio Rocco ed Ester bambini che rivivono a tratti nelle vicende dei due, e proprio loro paradossalmente li accompagnano a crescere.

Come autrice esordiente, come hai affrontato la creazione del tuo primo romanzo? Ci sono sfide o momenti significativi che vorresti condividere con i nostri lettori, soprattutto per coloro che aspirano a scrivere il proprio romanzo?

Così per come sono nella mia vita, anche accingermi alla creazione del mio primo romanzo è stato un approccio spontaneo. Mi è venuto tutto di getto e mi sono fatta trasportare dalle emozioni che, man mano che scrivevo, Rocco ed Ester mi stavano trasmettendo. Sono stati loro, in un certo senso, a dettarmi i loro pensieri “quasi a voce alta”. Non è stata una sfida scrivere il romanzo nel momento in cui lo stavo facendo, ma mi sono resa conto poi, una volta terminato, che avevo vinto piuttosto un duello molto importante, il più importante di tutti, quello con me stessa. E ciò ha aumentato (anche se di poco) la mia stessa reputazione verso le mie capacità. Per questo quello che mi sento di dire ad un esordiente, è esattamente di non porsi mai né obiettivi ma neppure dei limiti, essere spontanei, guardarsi dentro e solo dopo guadare il foglio bianco che, di conseguenza, inizierà a prendere forma quasi automaticamente. Personalmente desidero ringraziare la mia casa editrice Albatros Il Filo, e tutti i lettori che hanno voluto dedicare il loro tempo alla lettura di Pensando a quasi voce alta, e voglio invitare chi ne avrà la voglia ed il piacere ad acquistare questo libro e a scoprire per intero la fiaba moderna di Ester e Rocco.

Grazie mille, Michela, per aver condiviso con noi gli affascinanti dettagli dietro il tuo romanzo. Siamo certi che i lettori del Gruppo Albatros saranno entusiasti di immergersi nelle pagine di “Pensando a quasi voce alta” e di scoprire le emozionanti vite di Ester e Rocco. Vi invitiamo tutti a esplorare questa storia che ci ricorda che l’amore autentico può nascere quando meno ce lo aspettiamo. E ora, cari lettori, non ci resta che augurarvi una piacevole lettura e di lasciarvi cullare dalla magia di Fasano attraverso la penna di Michela Catania.

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