Cari lettori del Gruppo Albatros, siamo lieti di accogliere oggi un autore straordinario, Giuseppe Brunetti da Gallipoli, il cui impegno nel campo della ricerca fisica e tecnologica si traduce in un’opera unica e illuminante: “La Dottrina della Fisica”. Con oltre mezzo secolo di dedizione all’analisi concettuale delle teorie fisiche, Brunetti ci offre un’opportunità straordinaria di esplorare le nozioni di base della fisica attraverso il prisma del suo Sistema Assoluto delle Grandezze (SAG). Quest’opera, non intesa come lezione o interpretazione, ma come un’apertura alla meditazione e condivisione della realtà oggettiva, si rivolge a una vasta gamma di lettori, dallo studente al curioso, dallo scienziato al professore. Oggi, scopriremo di più sulla visione unica di Giuseppe Brunetti e il suo contributo alla comprensione della fisica.
Può spiegarci l’approccio unico del Sistema Assoluto delle Grandezze (SAG) e come ha influenzato la struttura concettuale della “Dottrina della Fisica”?
Considerando fondamentale e assoluta ogni grandezza indipendente, il sistema metrico MLT (Massa, Lunghezza, Tempo) della Meccanica è già un sistema assoluto. Lo studio dei fenomeni termo-elettrici ha richiesto una nuova grandezza fondamentale e, dopo diversi tentativi, i francesi hanno suggerito di adottare la corrente elettrica, (I), grandezza non assoluta né indipendente, ed è nato il Sistema Internazionale di unità (SI). L’elaborazione della Carta Fondamentale delle Grandezze Fisiche ha richiesto la sostituzione della corrente I, misurata in ampere, con la quantità di elettricità (Q) misurata in coulomb. Essendo tale grandezza assoluta e indipendente, è nato il Sistema Assoluto di Grandezze, SAG, che permette di esprimere lo sviluppo naturale della struttura concettuale della Dottrina della Fisica. Il SAG è naturalmente il sistema metrico universale che realizza tutto lo sviluppo assiomatico di tale Dottrina e con una sola relazione indica tutte le grandezze fisiche suscettibili di misurazione.
Ogni grandezza derivata è espressa dall’Equazione Fondamentale della Natura:
(con n1, n2, n3, n4 numeri reali interi e piccoli, zero compreso).
Ha dedicato oltre mezzo secolo all’analisi delle teorie fisiche. Quali sono state le sfide più significative che ha affrontato durante questo lungo percorso di ricerca e elaborazione?
Lo sviluppo dimensionale di tutte le teorie correnti è il medesimo e le equazioni dimensionali sono tutte soddisfatte, ma non riuscivo a comprendere perché lo sviluppo numerico con il SI è coerente per la Meccanica, mentre lo sviluppo numerico delle teorie termo-elettriche con tale sistema e con gli altri sistemi che sono stati proposti non lo è. Ho dovuto studiare diversi trattati che hanno richiesto la conoscenza di diversi operatori matematici, del calcolo matriciale e di teorie non compatibili con l’immaginazione. Quando dopo una lunga ricerca ho scoperto l’anomalia che è stata introdotta sono rimasto incredulo e la sfida più significativa è stata ed è come comunicarla. In più di un secolo, anche gli scienziati di grande valore che si sono succeduti e che hanno promosso un enorme progresso scientifico, non si sono accorti di tale anomalia.
“La Dottrina della Fisica” è pensata come strumento propedeutico per lo studio della fisica. In che modo ha strutturato il testo per renderlo accessibile e stimolante per una vasta gamma di lettori?
L’invito ripetuto a costruire diverse applicazioni della Carta Fondamentale delle Grandezze Fisiche e a meditare sul loro confronto vuole insinuare nella mente del Lettore il desiderio e la curiosità di approfondirne le conoscenze. Tale esercizio è utile per tutti coloro che lo desiderano e che si accingono allo studio della Fisica. Ed è anche utile per gli specialisti della materia che ne verificheranno l’attendibilità. Ho taciuto l’analisi di alcune nuove grandezze per lasciare al Lettore il piacere della scoperta. Nello sviluppo numerico delle relazioni che esprimono un fenomeno fisico, pur riconoscendo l’importanza di fare uso delle derivate negli assiomi che fanno riferimento a grandezze variabili, ho utilizzato solo l’aritmetica e le operazioni tra le potenze in modo da attirare l’attenzione sul valore concettuale delle grandezze e sulla semplicità di sviluppare le loro combinazioni.
La sua opera è “correttiva” e “propositiva”. Può condividere qualche esempio di anomalie che ha individuato e delle nuove prospettive che propone attraverso il suo lavoro?
L’opera è propositiva perché, mediante il SAG, propone lo sviluppo assiomatico naturale della Fisica ed è correttiva perché suggerisce come “correggere” il SI. Tra le anomalie individuate ricordo che, nel Sistema Internazionale di unità di misura (SI), la costante di struttura fine è definita dalle relazioni:


Oltre a essere un ricercatore e autore, ha anche un passato come insegnante. In che modo l’insegnamento ha influenzato il suo approccio alla scrittura e alla condivisione delle sue conoscenze scientifiche?
Durante gli anni di insegnamento non ho mai fatto riferimento ai miei studi, ma ho sempre approfondito il concetto delle grandezze nel SI e nei diversi sistemi proposti. Solo ai presidi ho comunicato le mie ricerche ed essi mi hanno favorito mettendomi a disposizione diversi strumenti professionali. Ho cercato di condividere i risultati delle mie ricerche con gli esperti blasonati della materia, ma mi hanno ignorato.
Grazie a Giuseppe Brunetti da Gallipoli per averci guidato attraverso il suo straordinario mondo di pensiero e conoscenza scientifica con “La Dottrina della Fisica”. La sua dedizione e il suo contributo alla comprensione della fisica sono chiaramente evidenti in ogni pagina dell’opera. Incoraggiamo tutti voi, lettori, a esplorare questo affascinante viaggio nel mondo delle grandezze fisiche attraverso il suo saggio.
