GRUPPO ALBATROS IL FILO PRESENTA: La baglioneide – Maria Rita Moneta

Scanzonato, Vissuto, Liberatorio: il nuovo libro di Maria Rita Moneta si intitola “La baglioneide” e sta già riscuotendo grandi consensi tra chi ha avuto il piacere di leggerlo. Noi del Gruppo Albatros abbiamo deciso di raccontarvelo ponendo alcune domande direttamente all’autrice, che ringraziamo per averci dedicato qualche ora del suo tempo.

Nel suo libro “La baglioneide,” ha descritto la storia di un incontro mancato con un cantante nel corso di cinquant’anni. Vuole raccontarci uno dei momenti più significativi o emozionanti in cui l’incontro è stato vicino a realizzarsi?

Il momento più emozionante è stato il primo: il mancato incontro descritto nel capitolo “La claque”. All’epoca è stata una specie di noiosa incombenza da assolvere per fare una cortesia ad una famiglia amica, un assist alla mia sorellina che non vedeva l’ora di partecipare ad un’esibizione canora dal vivo. Ma la magia del tempo ha fatto miracoli e quell’incontro mancato è stato rivissuto negli anni D.C. (dopo Claudio) centinaia di volte; è stato passato al microscopio, spremuto fino all’ultima goccia per poterne ricavare quante più informazioni e quante più sensazioni possibili!

Ha sottolineato di non voler scrivere una biografia o un incensamento del cantante. Qual è stata quindi la motivazione principale nel raccontare questa storia e come ha trovato il giusto equilibrio tra coinvolgimento personale e oggettività?

La motivazione a scrivere La baglioneide… è stata molto prosaica. Nell’isolamento del lockdown, respirando pessimismo e dolore, ho cercato un elemento positivo, leggero (ma non superficiale) che desse colore a giornate tanto grigie, che le riempisse e tracciasse anche un cammino futuro nella mia vita personale e professionale. Avrei potuto semplicemente scrivere a CB e farlo partecipe dei miei pensieri, ma poi mi sono detta che dovevo dare voce e spazio a tutte le baglioniane doc incontrate. Soprattutto a quelle… vintage come me, quelle che frequentano i social con parsimonia e non sono mai state groupie, quelle che alla radio ascoltavano Hit Parade e tenevano il conto dei primati di CB, quelle che comperavano i vinili e li conservano ancora gelosamente, quelle che percepivano CB non come l’artista assoluto chiuso nella sua torre eburnea, ma come un coetaneo di grande talento che ci capiva come il nostro migliore amico: naturalmente, senza sforzi e senza eccessi. Forse gli oltre 40 anni di professione a contatto con i pazienti mi hanno aiutato a non farmi trascinare completamente dall’entusiasmo personale (che, lo giuro, è rimasto ai livelli di quando avevo 16 anni!!!) e a mantenere un certo equilibrio nella narrazione… almeno spero!

Quali aspetti particolari della musica o della personalità di CB hanno avuto un impatto significativo su di lei?

Amo la musica, di qualunque genere, perché è la compagna fedele delle mie giornate. Passo senza traumi da una ” gelida manina ” da riscaldare a una “Marlena” che non torna a casa, dai “giardini di marzo” ad un “pastello bianco” a seconda delle esperienze e degli umori del momento. La musica di CB, invece, è la colonna sonora inamovibile: si è insediata nell’adolescenza e cresce con me, ogni giorno. Quotidianamente mi ci rifletto e mi ci riconosco: gli amori struggenti, i bidoni cocenti, la pietas per gli ultimi, le serenate in sol, gli avanzi di poesie, le favole blu, i poster, i noi no, le pizze dal sor Pietro, il tempo per andar lontano…Il giovane introverso ed ombroso, che non potevamo non sposare, da qualche anno ha lasciato spazio ad un distinto signore che ha gli stessi miei capelli grigi, ma stiamo percorrendo ancora la stessa strada.

“La baglioneide” sembra un’ode personale a una figura pubblica significativa nella sua vita. Cosa spera di comunicare ai lettori attraverso questa narrazione?

Come ho già detto, La baglioneide nasce da un’esigenza personale, direi artigianale, intima, molto fai da te, in cui l’ipotesi della pubblicazione e della condivisione, almeno nel nucleo originario, era lontanissima. Ora, guardando il nero e l’azzurro della copertina (Sarti Burgnich, Facchetti, Mazzola…ve lo dovevo!), ascoltando i commenti e le critiche dei lettori, da scrittrice…molto in erba… mi rendo conto di aver scavalcato il cancello di casa, di aver forse invaso spazi in cui non ero stata invitata. Che dire? Spero di non annoiare, semmai di alleggerire le beghe che ci affliggono quotidianamente; spero di fare buona compagnia per pochi minuti; mi auguro di trasmettere un punto di vista molto personale, ma condivisibile, un sano granello di follia per inceppare gli ingranaggi dell’indifferenza e dell’aridità.

Se potesse descrivere il suo libro con tre aggettivi, quali sarebbero?

Descrivere il libro con tre aggettivi è un’impresa ardua per chi lo ha scritto e non riesce a percepirlo come un’entità a sé stante… proviamoci: Scanzonato, Vissuto, Liberatorio. A presto! … ai lettori e, ovviamente, a CB!

È stato un piacere per noi dare la parola alla nostra Maria Rita Moneta: speriamo, con le nostre domande, di avervi svelato alcuni dettagli interessanti sul libro “La baglioneide”. Non esitate a commentare, saremo curiosi di leggere le vostre considerazioni. Buona lettura e alla prossima intervista.

 

Lascia un commento