GRUPPO ALBATROS IL FILO PRESENTA: Saki e il ritorno al tempio magico/Saki e lo spirito di Yamato – Valentina Gattuso

Benvenuti al nostro blog! Oggi abbiamo il piacere di intervistare Valentina Gattuso, che ci parlerà del suo libro “Saki e il ritorno al tempio magico”. Non vediamo l’ora di ascoltare le sue parole e speriamo che anche voi, cari lettori, possiate trarne ispirazione e curiosità. Senza ulteriori indugi, diamo il benvenuto all’autrice dell’intervista di oggi!

Qual è stata l’ispirazione dietro la creazione di Saki, la giovane volpe Inari, come protagonista del tuo racconto?

Da lungo tempo possiedo un’intensa passione per le kitsune, le volpi della tradizione Giapponese. Ne adoro l’intelligenza, i poteri, il loro coraggio, le loro abilità, le loro leggende e l’influenza esercitata sulle persone con il loro immenso carisma. Saki è nata, ed ha visto la luce, dopo essere stato letto in un libro, in un periodo un po’ triste della mia vita, il nome Sasaki. Quel nome, letto erroneamente e con velocità da me, divenne Saki. E quella Saki, divenne poi la mia kitsune magica. Lei diventò la mia compagna di avventure, nella mia mente iniziò a viaggiare e viaggiando attraverso il suo mondo, il Giappone, cresceva in lei il coraggio, la forza, nuove amicizie all’orizzonte, il suo spirito luminoso assorbiva luce e i suoi poteri aumentavano.

Puoi condividere con noi qualche dettaglio sul viaggio arduo che Saki intraprende attraverso i templi del Giappone? Quali sono le sfide più significative che affronta lungo il cammino?

Il viaggio intrapreso da Saki nei due libri, si snoda attraverso il bellissimo panorama Giapponese. Numerosi i santuari toccati. Partendo dal Fushimi Inari Taisha (la sua casa di appartenenza) giungerà all’Hanazura Inari Jinja, il ChiYoho Inari Jinja, il Tokokawa Inari, il Taikodani Inari Ninja e molti altri santuari importanti. Risvegliando tutto il suo coraggio e la sua forza, insieme ai suoi fidati amici Yokai conosciuti nel primo libro, e molti altri che arriveranno poi nel secondo ad aiutarla, dovrà affrontare un potente nemico portatore di calamità e assetato di un potere tanto benefico quanto maligno se affidato nelle mani sbagliate.

Nella tua Opera hai introdotto personaggi come gli spiriti amici Yokai e forti nemici. Come hai sviluppato queste figure e quali ruoli svolgono nella storia di Saki?

Gli Yokai, sono spettri e demoni della tradizione Giapponese. Creature soprannaturali da tratti gentili e malefici a seconda della natura dello spettro. Esistono da tempi ancestrali. Ampia è la varietà di yōkai nella mitologia giapponese. Troviamo ad esempio i kappa (simili ad una tartaruga, sono soliti vivere in laghi o fiumi) o il tengu (figura leggendaria, uomini uccello con lunghi nasi, ali per lo più formate da piume ed inconfondibili visi di un colore rosso intenso) o le nure-onna (corpo simile ad un enorme serpente e la testa di una giovane donna), per citarne alcuni dei più conosciuti e famosi. Gli yōkai possiedono spesso poteri soprannaturali e sono quasi sempre considerati pericolosi per gli esseri umani. All’interno dell’opera sono spiriti “reali” appartenenti alla tradizione. Il massimo esponente di yokai fu Singeru Mizuki, scomparso ahimè nel 2015, creatore “dell’enciclopedia Mostri Giapponesi” da cui ho attinto queste magiche figure, mixando a tratti alle opere di Matthew Mayer nei suoi libri “Yokai -la parata notturna dei 100 demoni”. Queste figure leggendarie e magiche si uniranno, alcuni, a Saki, diventando fidati amici, come Baku e Yamawaro, aiuteranno la protagonista a sconfiggere il male, talaltri invece, la ostacoleranno lungo tutto il suo viaggio, facendo emergere la loro natura di demoni spietati e assetati di vendetta e potere.

Il racconto si svolge nell’ambientazione affascinante del Giappone. Come hai scelto di utilizzare questa cornice culturale e storica per arricchire la trama e la narrazione?

A dire la verità non ho scelto il Giappone. Tutto è partito dalla protagonista, Saki, una kitsune (volpe) la sua vita e le sue storie si sviluppano nel suo mondo, lei appartiene a quel mondo ed è quello che ho voluto raccontare e descrivere. Ho semplicemente voluto rispettare e mantenere la sua peculiarità, le sue caratteristiche, il suo fare, la sua antica tradizione, portando a galla i suoi sentimenti, le sue paure ed il suo coraggio nell’affrontare a testa alta tutte le sfide della vita.

Uno dei temi principali del tuo libro è l’amicizia e la solidarietà. Quali messaggi o insegnamenti speravi di trasmettere ai lettori attraverso le avventure di Saki e dei suoi compagni?

Saki è nata in un periodo un po’ triste diciamo, in cui mi ritrovavo a dover ricominciare da capo nella vita, numerose erano le cose da fare ed il mio solito spirito solare e positivo, aveva lasciato spazio al buio e alla malinconia. In quel periodo di enorme sforzo osservai l’amicizia e la solidarietà dalle persone che mi circondavano; amici, famiglia e conoscenti che mi spronavano a fare e ritornare la me stessa di un tempo. Leggevo molto perché mi aiutava a non pensare. Mi capitò per caso, sotto mano il libro di Mélissa da Costa “I quaderni botanici di Madame Lucie “nella copertina notai questa frase: per essere felici non si deve nascondere la tristezza.  Ero triste ma con Saki, scrivendo e vivendo le sue avventure mi sentivo felice, lontana da tutto e tutti, e così Saki ha visto la luce … questo il motivo dei due temi trattati a me cari, in quel periodo di scrittura. Saki è paurosa e al tempo stesso coraggiosa, riflessiva e in ugual misura capace di lanciarsi sulla scia dei sentimenti, affronta le avversità a testa alta perché sa che la vita può toglierti o donarti, in soffio di vento, gioia e dolori. C’è una frase cara a Saki e recita così: “Ai sette respiri che servono per prendere una qualsiasi decisione nella vita, ai tanti che lottano nella stessa, perché il suo addestramento non finirà mai.”

Ringraziamo Valentina Gattuso per averci concesso questa intervista. Speriamo che i nostri lettori possano trarre ispirazione dalle sue parole e che il suo libro “Saki e il ritorno al tempio magico” possa raggiungere un ampio pubblico. Buona lettura!

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