GRUPPO ALBATROS IL FILO PRESENTA: La figlia di Dio – Claudio Lacava

Una pagina dopo l’altra, il libro “La figlia di Dio” non smette di sorprendere e affascinare: abbiamo posto qualche domanda all’autore, Claudio Lacava per saperne di più sul suo percorso di scrittura e sulle sue ispirazioni.

Qual è stata l’ispirazione dietro la creazione di un nuovo personaggio, Gilda, come Salvatrice? Quali sono le sue caratteristiche e come si sviluppa nel corso della storia?

La domanda che molte persone si pongono è: “Quando tornerà Gesù? Cosa accadrà?” Per me è sempre stato un falso problema, in quanto la sua seconda venuta, secondo le scritture, significherebbe automaticamente la fine del mondo. L’arrivo di un nuovo Salvatore o Salvatrice invece stimolava la mia fantasia; voleva dire che Dio, nella Sua infinita bontà, voleva darci un’ultima possibilità. Il problema, però, era: “Come sarebbe stata accolta questa venuta ai giorni nostri? Ci sarebbe stata immensa gioia e gratitudine verso l’Altissimo o grande perplessità e/o incredulità? Il nome Gilda non l’ho scelto casualmente; il suo significato è “sacrificio e valore”, due caratteristiche che si trovano in questo personaggio e che si svilupperanno nel corso della storia: sacrificio perché si rende disabile per poter stare con gli “ultimi”, dando loro una speranza per il futuro e, in generale, per la loro vita. Valore, perché di fronte alla cattiveria di alcune persone, non mostra paura, e la sua vittoria non avverrà con le armi.

Come ha sviluppato il personaggio di Marianna, la giovane madre della Salvatrice? Quali sfide affronterà nel corso della storia e come cambierà il suo percorso di vita?

Marianna è una ragazza moderna che, come la Madonna, si trova davanti a qualcosa di immensamente grande ma, mentre Maria si rende docile alla volontà di Dio, Marianna si ribella a un destino segnato. L’amore di un “novello” Giuseppe e il sentire crescere dentro al suo grembo una nuova vita, la porteranno ad accettare gradualmente il cambiamento delle sue aspettative e dei sogni comuni a tante adolescenti. Questa trasformazione le darà la forza di accettare tante prove, alcune al limite della sopportazione, in modo quasi analogo alla sua antesignana, Maria di Nazareth.

Quali sono le sue aspettative dai lettori dopo aver concluso la lettura del libro? Cosa vorrebbe che ricordassero riguardo alla figura di Gilda e alla storia che ha creato?

Normalmente, quando scrivo, non mi pongo aspettative particolari, cerco di far vivere i personaggi, e tocca a loro divertirmi o commuovermi, magari anche preoccuparmi se si trovano in difficoltà! È una sensazione bellissima, e mi fa piacere scoprire, quando leggo i commenti di chi ha terminato il libro, che il loro sentire è molto simile al mio. Spesso scrivono che “l’hanno letteralmente divorato…”, ma non parlano di un personaggio particolare, piuttosto che è un romanzo che fa riflettere e questo era sicuramente uno degli obiettivi che mi ero posto.

Come ha gestito l’equilibrio tra la trama fantascientifica e gli elementi religiosi nel libro? Come ha affrontato la delicatezza di trattare temi così profondamente radicati nelle tradizioni spirituali?

Devo confessare con tutta onestà che, quando ho scritto questo libro non mi sono posto il problema, in quanto il romanzo è, prima di tutto, di genere “fantasy” e poi perché è pervaso da buoni sentimenti; in pratica mi facevo forte di ciò che Gesù aveva dichiarato 2000 anni fa: “Chi non è contro di noi, è per noi”. Mi è venuto da ridere quando mia sorella, dopo averlo letto, mi telefonò preoccupata dicendo: “Attento Claudio, hai scritto un libro blasfemo!” Sono assolutamente convinto che Dio sia molto più vicino a noi di quanto ce lo immaginiamo, ma nella nostra mente e nella nostra tradizione spirituale, è un Padre punitore. Quando pecchiamo, dovremmo piuttosto vergognarci davanti a Lui perché lo abbiamo deluso (oltre a deludere noi stessi, ovviamente…). Ecco, Gilda, la figlia di Dio, sfata tanti luoghi comuni e sa essere moderna senza andare necessariamente contro le tradizioni spirituali.

C’è un autore o un libro che l’ha influenzata in modo particolare?

Decisamente il Vangelo! Difficile trovare un libro così ricco di significato e di spunti fondamentali per la nostra vita individuale e in comunione con il nostro prossimo. Per la parte “popolare”, probabilmente è venuta fuori qualche reminiscenza data dalla lettura di diversi libri del grande Gabriel García Márquez ma, d’altronde, non è forse vero che noi siamo quello che leggiamo?

Claudio Lacava è stato un ottimo interlocutore e desideriamo ringraziarlo per il suo intervento. Vi invitiamo ancora una volta a leggere “La figlia di Dio” e vi aspettiamo, come di consueto, per la prossima intervista. Buona lettura.

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