GRUPPO ALBATROS IL FILO PRESENTA: L’ombra della luna – Giulia Brutto

Benvenuti sul blog del Gruppo Albatros, dove esploriamo le menti creative dietro le opere letterarie che emozionano e ispirano. Oggi abbiamo il piacere di ospitare Giulia Brutto, autrice della trilogia psicologica che ha conquistato il pubblico con il suo primo romanzo, La sua ombra. Con il secondo capitolo, L’ombra della luna, Giulia ci trascina ancora una volta nel complesso mondo di Delia Griccioli, una protagonista che lotta contro il buio dentro e fuori di sé. Parliamo con lei del nuovo libro, delle sue ispirazioni e delle sfide affrontate nel raccontare una storia così intensa.

Giulia, con il tuo primo romanzo hai introdotto Delia Griccioli, un personaggio complesso e affascinante. Cosa ti ha spinto a continuare la sua storia in questo secondo capitolo, e quali nuove sfide hai voluto affrontare attraverso di lei?

Quando ho iniziato a scrivere il primo romanzo, mi sono resa conto che la storia che volevo raccontare era molto più complessa e articolata di quanto avessi immaginato. Così, ho deciso di svilupparla attraverso una trilogia, esplorando in modo approfondito la tematica centrale dei libri: la violenza sulle donne. Nel primo capitolo, Delia affronta l’oscuro mondo dello stalking; nel secondo, si scontra con la violenza fisica e psicologica. In modo del tutto inconsapevole, questi libri sono diventati una parte di me, un modo per rivivere e affrontare i traumi che ho subito. Scrivere è sempre stata una mia grande passione, ma oggi è anche una forma di terapia. Attraverso Delia, un personaggio che riflette molte donne, ho trovato il coraggio di elaborare la violenza che ho vissuto, trasformandola in qualcosa che potesse aiutare anche altre persone. È un viaggio personale e collettivo allo stesso tempo, ed è questo che rende questa trilogia così importante per me. Mi sentivo in dovere di approfondire la storia di Delia, la mia storia, la storia di tutte.

L’ombra della luna tocca tematiche profonde come il trauma e la resilienza. Come hai approcciato questi argomenti, e quali messaggi speri che i lettori colgano dal viaggio di Delia?

Nella stesura della trilogia, ho scelto deliberatamente di usare la prima persona per permettere al lettore di immedesimarsi profondamente nella protagonista, Delia Griccioli. Ho cercato di affrontare ogni aspetto della violenza psicologica e fisica, mantenendo un equilibrio tra l’impatto emotivo e la scorrevolezza della narrazione, affinché la lettura rimanesse coinvolgente ma al tempo stesso toccante. Attraverso la voce di Delia, il lettore viene trascinato nei tratti distintivi della violenza psicologica e, quasi senza rendersene conto, prende coscienza delle profonde conseguenze che questa ha sulla vittima. Il mio obiettivo non è semplicemente far capire che la violenza esiste, ma far percepire quanto possa essere devastante per chi la subisce. Ogni forma di abuso, sia fisico che emotivo, trasforma irrimediabilmente la persona, lasciando cicatrici che non sbiadiscono mai. Alcune, purtroppo, continueranno a sanguinare per sempre. Attraverso questi libri, voglio trasmettere ai miei lettori un messaggio di forza e resilienza: anche davanti al dolore più profondo, è possibile trovare dentro di sé la determinazione per combattere. Voglio spronare chi legge a non lasciarsi sopraffare, ma a riscoprire la propria capacità di reagire.

Il tuo romanzo è ambientato tra le mura di una casa che diventa una prigione per Delia. Quanto è stato difficile trasmettere attraverso le parole l’oppressione psicologica e fisica che vive la protagonista?

È stato una vera sfida rendere il libro dinamico, considerando che si svolge interamente in un unico ambiente e con soli tre personaggi, uno dei quali muto. Tuttavia, questa restrizione è diventata un’opportunità stimolante: mi ha permesso di concentrare l’attenzione sul mondo interiore della protagonista e di approfondire la devastazione emotiva causata dalla violenza. Paradossalmente, il contesto limitato ha amplificato la portata della narrazione, rendendo la violenza psicologica ancora più tangibile e spaziosa. Riducendo gli spazi e i personaggi, ho potuto esplorare con maggiore intensità le conseguenze della violenza sulla protagonista, mettendo a nudo ogni frammento della sua anima. Non è stato difficile descrivere le sue emozioni, perché in molti aspetti le ho vissute anch’io. Questo ha reso il processo di scrittura al tempo stesso doloroso e liberatorio. L’ombra della luna si concentra principalmente sulla violenza psicologica, che considero la forma più devastante. È una presenza subdola, che si insinua sotto la pelle e attacca quando meno te lo aspetti, strappando l’anima a poco a poco. Attraverso il mio lavoro, ho voluto dare voce a questa realtà silenziosa, portando il lettore a confrontarsi con la sua brutalità ma anche con la possibilità di resistere e ricostruirsi.

Questo secondo capitolo rappresenta un passo verso la conclusione della trilogia. Puoi darci qualche anticipazione su come pensi di chiudere l’arco narrativo di Delia?

Ho riflettuto a lungo su come concludere l’arco narrativo di Delia: sopravvive o muore? Non rivelerò come ho deciso di chiudere questa trilogia, ma posso anticipare che il terzo libro riprenderà alcune caratteristiche del primo, con un approccio più cruento e con l’intento di lanciare un forte messaggio sociale. Il percorso emotivo di Delia sarà intenso e in continua evoluzione: esplorerà temi come l’autolesionismo, la depressione post-trauma e l’isolamento, mostrando il lato più oscuro ma anche umano della sua esperienza. Torneranno tutti i personaggi del primo libro, rendendo la narrazione più dinamica e meno statica rispetto al secondo volume. Il tema centrale di questo ultimo capitolo sarà il femminicidio (non è detto che la protagonista farà una brutta fine), affrontato con un linguaggio crudo e realistico per sottolineare l’urgenza di una riflessione sociale. Il libro è attualmente in fase di scrittura, e il titolo seguirà la linea dei primi due, mantenendo il filo conduttore de L’ombra.

Da autrice, quali emozioni provi nel vedere i tuoi lettori affezionarsi a Delia e alle sue vicende? Hai ricevuto qualche feedback che ti ha particolarmente colpito o ispirato?

È un’emozione indescrivibile sapere che i miei lettori hanno preso consapevolezza di ciò che accade a una persona vittima di violenza. Molte donne si sono rispecchiate nella storia di Delia e nei suoi tormenti. Alcuni mi hanno persino chiesto se avessi vissuto in prima persona ciò che racconto, colpiti dal realismo con cui descrivo le sue emozioni. Questo è per me motivo di profonda soddisfazione: vedere il mio lato più doloroso, quello rimasto a lungo nell’ombra, trasformarsi in qualcosa di buono e significativo. Voglio che la mia esperienza diventi un messaggio di forza e speranza, non solo per me stessa ma anche per chi legge. Sento di star facendo qualcosa di importante, non solo per il mio percorso personale, ma anche per la comunità. Al momento non ho ricevuto feedback negativi, e sono immensamente grata a tutti i miei lettori. Senza di voi, il mio messaggio non potrebbe raggiungere così tante persone. Grazie per il vostro sostegno.

Grazie, Giulia, per aver condiviso con noi il tuo percorso creativo e l’anima di L’ombra della luna. Non vediamo l’ora di scoprire come si evolverà la storia di Delia Griccioli nel capitolo conclusivo della trilogia. Per tutti i nostri lettori, vi invitiamo a immergervi in questo secondo volume per esplorare una storia di forza, fragilità e rinascita. Continuate a seguirci per altre interviste con autori straordinari!

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