GRUPPO ALBATROS IL FILO PRESENTA: Fanno le onde in cielo – Michela Catania

Benvenuti su Albatros Blog! Oggi abbiamo il piacere di ospitare Michela Catania, autrice del toccante romanzo “Fanno le onde in cielo”, una storia che esplora il profondo legame tra madri e figli, il coraggio di affrontare il passato e la ricerca della verità. La trama segue Fabio, un giovane che intraprende un viaggio alla scoperta della sorella perduta e dei segreti familiari che si celano dietro il suo passato. Con Michela, parleremo delle ispirazioni che l’hanno portata a scrivere questa storia, delle sfide affrontate dai suoi personaggi e del messaggio universale che il libro trasmette.

Qual è stata l’ispirazione dietro “Fanno le onde in cielo” e cosa ti ha spinta a raccontare questa storia in particolare?

Non c’è stata un’ispirazione vera e propria, più che altro volevo raccontare alcune realtà che esistono nel nostro paese e delle quali si parla purtroppo molto poco, realtà che spesso si vogliono tenere nascoste perché racchiudono sofferenze e cose non belle. Volevo toccare il delicato tema dei trapianti di organi e, cosa rappresenta aspettare dapprima un intervento del genere, e successivamente affrontare la nuova vita che viene donata da uno sconosciuto. Ci tenevo a spiegare i valori che tengono stretti genitori e figli, sia biologici che adottivi; i sentimenti che spingono a scegliere l’adozione e le motivazioni che ci sono dietro. Ho cercato di raccontare l’Italia nelle sue realtà più torbide, come la malavita e le violenze sulle donne e sui minori, fino a quelle che si celano tra le mura dei luoghi religiosi.

Come hai sviluppato i personaggi di Nadia e Fabio, e quale significato hanno per te nel contesto della narrazione?

Nadia e Fabio sono madre e figlio e nel mio romanzo, al di là delle personalità che li rappresentano (per le quali inconsciamente ho probabilmente preso spunto da me stessa), vogliono rappresentare il rapporto di fiducia e di aiuto reciproco che è innato e spontaneo, o perlomeno così dovrebbe essere sempre, tra genitori e figli. Nel contesto della storia che ho scritto ho avvertito in loro il significato vero di aiuto e proiezione reciproca, questo è ciò che rappresentano per me i personaggi di Nadia e Fabio.

La ricerca della verità è un tema centrale nel tuo libro. Quali sono le sfide emotive e pratiche che hai voluto rappresentare attraverso il viaggio di Fabio?

Assolutamente sì: la verità e la volontà di voler arrivare ad essa è il nucleo principale di tutto il romanzo, il volerla cercare e trovare a qualsiasi costo, seppur doloroso a volte, per dare delle risposte a troppe domande rimaste con il punto interrogativo per troppo tempo. Le sfide emotive che vivono i personaggi del libro sono principalmente sfide che riguardano il loro mettersi in gioco, rischiando di scombussolare i loro equilibri. Le sfide emotive che Fabio e gli altri protagonisti di “Fanno le onde in cielo” affrontano, con le loro azioni e decisioni, diventano effettivamente poi anche sfide pratiche nel momento in cui affrontano le difficoltà e i pericoli veri e propri che si sviluppano nel corso della vicenda.

Puoi parlarci delle influenze personali o professionali che hanno guidato la tua scrittura e la creazione di questo romanzo?

Credo che i luoghi scelti, in particolar modo la città di Verona, siano scelte fatte in base alle mie esperienze personali e al mio legame affettivo con loro, Lo stesso discorso vale anche per il cantante Nek, che torna a fare capolino nella storia di questo romanzo com’è stato anche per il mio precedente libro “Pensando a quasi voce alta”. Poi ho inserito anche il discorso dell’esoterismo perché personalmente ne sono sempre stata attratta e, di conseguenza, la scelta della città di Torino, rinomata anche per questo aspetto. Ma effettivamente c’è una persona alla cui vicenda mi sono voluta ispirare, anche se la mia storia non prende spunto, né fa fede al caso che la riguarda; mi riferisco a Emanuela Orlandi. Credo di aver volutamente creato un personaggio in particolare a cui ho dato un’identità simile a quella che è stata probabilmente la sorte della cittadina vaticana scomparsa più quarant’anni fa.

Qual è il messaggio principale che speri di trasmettere ai lettori attraverso “Fanno le onde in cielo”?

Il massaggio che ho cercato di far trasparire dalle pagine del mio romanzo e da trasmettere al lettore è che nei nostri percorsi di vita, anche difficili, a volte procrastinare le scelte e le decisioni può modificare il nostro destino irreversibilmente. Perciò affrontare anche i pericoli, o le nostre stesse paure e il nostro passato, è la chiave migliore per conduci a stare bene con noi stessi e a non avere né rimpianti e né rimorsi. Mi permetto di aggiungere che ringrazio anticipatamente i possibili lettori che vorranno approcciarsi alla lettura di “Fanno le onde in cielo”, ed il mio ringraziamento va inoltre ai responsabili e alla redazione di questo blog e della mia casa editrice, per avermi dato questa opportunità.

Grazie mille, Michela, per aver condiviso con noi il tuo viaggio creativo e le riflessioni che si celano dietro “Fanno le onde in cielo”. La tua storia offre una profonda esplorazione dei legami familiari e della ricerca della verità, temi che risuonano in molti di noi. Non vediamo l’ora di vedere come i lettori reagiranno alla tua opera e di scoprire quali nuovi progetti hai in cantiere. Ti auguriamo il meglio e speriamo di rivederti presto su Albatros Blog!

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