Benvenuti al blog del Gruppo Albatros, dove siamo entusiasti di presentarvi un’intervista con l’autore del libro “Esagramma”. Questo romanzo avvincente ci catapulta in un mondo di mistero e poteri della mente, dove il Reclutatore, figura enigmatica, raduna un gruppo di giovani dalle caratteristiche singolari in varie città del mondo. Incontri sconvolgenti e rivelazioni sorprendenti sono all’ordine del giorno, portando i lettori a riflettere sulle loro stesse convinzioni e sull’origine dell’uomo e dell’universo. Attraverso una prospettiva alquanto atipica, Andress Allan Paul ci conduce in un viaggio emozionante e coinvolgente. Oggi abbiamo il privilegio di porre alcune domande direttamente all’autore per svelare ulteriori dettagli dietro il suo straordinario lavoro. Senza ulteriori indugi, diamo il benvenuto ad Andress Allan Paul!
Cosa ha ispirato la trama di “Esagramma” e i suoi personaggi così unici?
Sono venuto casualmente a conoscenza della leggenda del triangolo della magia bianca e quello della magia nera. Questi triangoli si ottengono idealmente collegando le capitali della magia bianca e quelle della magia nera. Le capitali “bianche” sono Lione, Praga e Torino, mentre quelle “nere” sono Londra, San Francisco e nuovamente Lione. Ho quindi immaginato questi due triangoli intersecarsi tra loro formando idealmente un esagramma. Non sono un esperto di esoterismo ma quest’immagine mi affascinava suggerendomi che sarebbe stato interessante costruire una storia che narrasse di una battaglia tra il bene e il male contrapponendo personaggi provenienti da ognuna di quelle città e che avessero un profilo psicologico molto differente. A questo punto serviva trovare qualcuno che selezionasse le persone più idonee e che le convincesse ad arruolarsi per combattere una battaglia completamente fuori dagli schemi abitudinari in quanto si svolgerà in dimensioni, tempi e vite diverse. Nascono così i due “Reclutatori”, entità provenienti da altri piani esistenziali incaricati all’arruolamento delle cosiddette “reclute”.
Qual è il messaggio principale che spera i lettori possano trarre dalla lettura del suo libro?
Nella vita quotidiana siamo abituati ad ancorarci alle certezze, è un po’ come avere un salvagente. Mi riferisco ai punti di riferimento che le persone possono avere, ad esempio la religione, personaggi politici, fatti storici… Ma la domanda è come cambierebbe la nostra vita se tutto quello in cui crediamo fosse messo in discussione? Quanto siamo pronti ad accettare versioni differenti relative alle nostre certezze radicate? Un altro spunto di riflessione che può emergere da questo racconto è come possiamo essere sicuri di poter definire con assoluta certezza che il bene sia effettivamente bene e il male sia male? Direi quindi che il messaggio principale è quello di spingere le persone alla riflessione e farsi un’opinione propria su ogni argomento cercando di farsi influenzare il meno possibile dalle proprie credenze personali e da eventuali martellamenti mediatici.
Come ha affrontato la sfida di mescolare elementi di fantasia con temi così profondi e controversi come l’origine dell’uomo?
Direi che ciò è avvenuto naturalmente. Per spiegarmi occorre dire che il racconto è suddiviso principalmente in tre capitoli. Reclutamento e Battaglia sono i primi due di cui ho già accennato brevemente, mentre il terzo ha come titolo Rivelazioni. In sostanza al termine della battaglia, senza “spoilerare” quale sarà l’esito, le tre reclute “bianche” si troveranno nuovamente in compagnia del loro Reclutatore e, come conseguenza dell’incredibile esperienza, esigeranno avere spiegazioni relative a tutto quello che è successo. Ho immaginato quindi come potrebbe essere stata la conversazione tra loro, quali sarebbero state le domande che avrebbero potuto fare a quell’entità misteriosa la quale non si dispenserà da elargire le sue conoscenze e punti vista, a partire da nozioni di fisica quantistica, all’origine dell’uomo, al ruolo delle religioni sino ad arrivare al senso della vita.
In che modo la sua esperienza personale ha influenzato la creazione di “Esagramma”?
Ho iniziato a scrivere solo recentemente e per puro divertimento, per l’esattezza durante i periodi di lock down; quindi, alla base di tutto c’è solo il mio desiderio di dare forma alla mia fantasia. Ovviamente per questo lavoro mi sono dovuto documentare su leggende, teorie, luoghi, se da un lato mi ha comportato un certo dispendio di tempo dall’altro tutto questo mi ha affascinato accrescendo la mia conoscenza. Devo altresì dire che negli ultimi anni ho letto diversi libri di vario genere ed alcuni di loro sono stati particolarmente fondamentali per ispirare il capitolo Rivelazioni, per questo motivo ne ho citati alcuni alla fine del libro consigliandoli come letture per coloro volessero approfondire i temi trattati in questo capitolo del mio lavoro.
Qual è stata la parte più gratificante di scrivere questo romanzo?
Direi che ho provato diverse soddisfazioni, la prima è quella di essere riuscito a scrivere un romanzo complesso e con così tanti personaggi diversi tra lo loro per profilo psicologico, provenienza e cultura, poi di aver ideato una lotta tra il bene e il male forse in modo piuttosto originale e inconsueto. La parte più difficile ma che altresì mi ha dato soddisfazione è il capitolo Rivelazioni. Trattando così tanti diversi argomenti dovevo mantenere un livello discorsivo facendo interagire i personaggi che reagivano in modo molto diverso alle controverse “verità rivelate” dal Reclutatore.
Con “Esagramma”, Andress Allan Paul ci ha offerto un viaggio straordinario attraverso le profondità dell’immaginazione umana e oltre. Con la sua capacità di mescolare magistralmente la fantasia con temi filosofici e scientifici, ci ha invitato a mettere in discussione le nostre convinzioni e ad abbracciare il potere della mente. Grazie mille per questa illuminante intervista, Andress, e non vediamo l’ora di scoprire cosa il futuro riserva per te e per i tuoi lettori.
