Benvenuti al blog del Gruppo Albatros! Oggi siamo felici di avere con noi Chiara Uberti, autrice del libro “Pensieri”. Questa raccolta poetica va oltre il semplice elenco di versi; è piuttosto un viaggio intimo nell’universo interiore dell’autrice. Con una combinazione sorprendente di diario personale e riflessione autoanalitica, “Pensieri” ci offre uno sguardo profondo nel vissuto di Chiara Uberti e nella sua capacità di analizzarlo. È un vero piacere avere con noi l’autrice per approfondire questo straordinario lavoro.
Chiara, vorremmo iniziare chiedendoti qualcosa riguardo alla tua fonte d’ispirazione per “Pensieri”. Cosa ti ha spinto a scrivere questa raccolta e quali sono le influenze che hanno plasmato il suo contenuto?
Buongiorno, è sempre complicato definire quale sia l’impulso iniziale di un’esperienza così affascinante come la scrittura. Io credo abbia giocato un ruolo fondamentale la devozione e la passione trasmessa dal mio professore del liceo verso la letteratura, iniziai un po’ per gioco ed imitazione dei grandi autori studiati dai manuali, per poi capire che era un efficace strumento di liberazione emotiva. Ho dato così forma alle straordinarie esperienze d’amore e d’amicizia servendomi dei versi, come fosse una sorta di diario.
Una delle cose più affascinanti di “Pensieri” è la sua capacità di fondere il personale con l’universale. Come hai bilanciato l’esplorazione del tuo vissuto con il desiderio di comunicare qualcosa di universale ai lettori?
Ho sempre sostenuto l’idea che ogni componimento abbia un suo pubblico ideale, capace di immedesimarsi e dedicare quei suoi preziosi attimi d’estraniamento dal mondo al libero pensiero d’altri. Credo che chiedere in prestito con la lettura i sentimenti altrui alleni la mente a provare emozioni sempre diverse, l’empatia è un ingrediente fondamentale per la serenità dell’anima che, senza allenamento, giace morta nell’apatia quotidiana. Raccontare l’esperienza personale può beneficiare a sé stessi quanto al prossimo.
Nella tua opera, emerge chiaramente un forte legame tra la poesia e l’autoanalisi. Come si sono intrecciati questi due elementi nel processo creativo di “Pensieri”? E quanto della tua ricerca interiore hai voluto condividere con il pubblico attraverso le tue poesie?
Ritengo che l’arte in generale sia uno strumento prezioso per capire e concretizzare emozioni che appaiono spesso confuse e sovrastanti. Versificare a proposito delle mille emozioni giovanili che provo ogni giorno mi aiuta a dar luce ad una parte della mia persona che spesso penso di non conoscere io stessa. La poesia è diventata quindi per me un mezzo prezioso e spesso incompreso di realizzazione nel senso più intimo che io conosca.
“Pensieri” sembra spaziare attraverso diverse modalità espressive. Ci puoi parlare di come hai scelto di organizzare la raccolta e quali sfide hai incontrato nel trovare un equilibrio tra le diverse forme di espressione?
L’idea alla base della raccolta consiste nel riflettere la molteplicità e spesso il disordine dei pensieri che sorgono nella mente ancora acerba e adolescenziale. I sentimenti altalenanti, l’amore e le delusioni sono rappresentati così come sono apparsi nella mia vita, nel modo più realistico. Ho spesso incontrato difficoltà maggiori nel trasmettere emozioni positive a cui volevo attribuire il giusto carico “esplosivo”, rendendomi conto di quanto fosse più facile parlare di dolore piuttosto che di felicità.
Infine, vorremmo sapere cosa ti auguri che i lettori traggano dall’esperienza di leggere “Pensieri”. Qual è il messaggio o l’emozione principale che speravi di trasmettere attraverso le tue poesie?
Mi auguro che la lettura dei miei componimenti possa regalare momenti d’empatia nei quali l’io interiore di ognuno possa essere il protagonista. In un mondo in cui ormai i legami e i sentimenti sono dati troppo spesso scontati, così come le parole e le dichiarazioni, spero si possa ritrovare ancora la gioia della sensibilità.
Grazie mille, Chiara Uberti, per aver condiviso con noi il tuo tempo e le tue riflessioni su “Pensieri”. È stato un privilegio ascoltare il tuo punto di vista sull’arte della poesia e sulla tua personale esperienza creativa. Non vediamo l’ora di vedere cosa il futuro riserva per te e per le tue opere. Buona fortuna e grazie ancora!
