GRUPPO ALBATROS IL FILO PRESENTA: La casa di mattoni rossi – Giulia Ancona

Benvenuti al blog del Gruppo Albatros! Oggi siamo entusiasti di presentarvi un’intervista con l’autrice del libro “La casa di mattoni rossi”, Giulia Ancona. Questo romanzo affascinante e coinvolgente, nato dai ricordi d’infanzia dell’autrice, ci trasporta in un mondo dove realtà e magia si fondono in un intreccio avvincente. Spazi verdi, luoghi di gioco e una misteriosa casa di mattoni rossi si rivelano scenari fondamentali di una storia che promette emozioni e scoperte sorprendenti.

La casa di mattoni rossi sembra essere un luogo carico di mistero e fascino per la protagonista Anna. Qual è stata l’ispirazione dietro la creazione di questo ambiente così suggestivo?

La trama di questo romanzo si può dire, nasce e cresce con me. La mia casa, da ragazzina, era situata in una strada non molto popolata. Di fronte a essa, di fianco alla abitazione dei due dirimpettai che poi diventano i protagonisti della vicenda, si estendeva un grande terreno incolto, al centro del quale si ergeva una baracca diroccata col tetto dalle tegole rosse, un tempo probabile rifugio di animali e attrezzi. Tutto quel verde, nel bel mezzo del paese, per una bambina molto curiosa, era un vero paradiso. Ad accrescere questa voglia di scoprire c’era quel rudere e i suoi strani bagliori notturni. Entrare in quella baracca era abbastanza semplice perché il terreno non era recintato, ma un muretto molto rovinato ne limitava la proprietà. Io immaginavo che in quella casa avvenissero cose strane, dalle apparizioni della Madonna alla presenza di extraterrestri. Nella mia testa, quindi, la storia è cresciuta con me e,  negli anni, ha dato origine alla trama del racconto.

Il romanzo esplora il confine tra realtà e magia, credenze e verità. Come hai affrontato questa tematica durante il processo di scrittura?

Le stranezze mi hanno sempre attratta. Mi spiego. Sono fermamente convinta che il mistero è qualcosa di affascinante che dona alla vita quel “pizzico di pepe, per così dire, che la rende più attraente e degna di essere esplorata. Ho avuto, poi, la fortuna di aver conosciuto gente con notevole conoscenza del settore.  Mi ha raccontato di ricerche effettuate e poi pubblicate su esperienze paranormali descritte da gente che le aveva vissute in maniera diretta. Tutto ciò, unito alla mia insolita natura, mi ha arricchita di elementi, sensazioni e emozioni che non mi hanno mai abbandonata e che mi accompagnano tutt’ora.  Come, ad esempio, la ferma convinzioni che nella vita non accada nulla per caso. Tutta la nostra esistenza è costellata da episodi guida che il più delle volte volutamente, ignoriamo per paura o scetticismo. Episodi che ci giungono all’improvviso, magari attraverso persone che abbiamo sempre ignorato, ma che vogliono indicarci o segnalarci qualcosa. Ma il discorso si allungherebbe e non voglio divagare troppo su questo argomento

Anna è un personaggio determinato a scoprire i segreti celati dietro la casa di mattoni rossi. Qual è il messaggio principale che vuoi trasmettere attraverso il suo viaggio di scoperta e crescita personale?

La curiosità di Anna l’accompagna in tutti i suoi anni di crescita. Anche da adulta non smetterà mai di essere attenta ai particolari del mondo che la circonda e scoprirne cause e origini. Anna rischia sempre in prima persona. Pur sapendo che quella sua curiosità potrebbe costarle cara, non abbandona mai il suo obiettivo. Combatte contro le credenze bigotte e ipocrite dei più, con la ferma convinzione che “occuparsi dei fatti altrui” non vuol dire spettegolarne, ma, a volte, può significare salvare la vita a qualcuno. Girarsi dall’ altra parte facendo finta di non vedere, non le appartiene. Oggi, invece, purtroppo e sempre più frequentemente, assistiamo a situazioni terribili di assoluto e generale disinteressamento. Con la convinzione che i figli, grandi e piccoli che siano, vadano protetti a tutti i costi, si sta creando una generazione di giovani privi di capacità di decidere e combattere da soli per le proprie convinzioni. Se un figlio prende un cattivo voto a scuola, sproniamolo a fare meglio, a metterci più impegno e non andiamo a ribellarci con il professore per l’avvenuta ingiustizia. Spingiamo i ragazzi a rinunciare a tutte quelle comodità e agevolazioni che la famiglia concede loro, in cambio di una faticosa, ma gratificante conquista personale. Con questo non voglio dire che bisogna ribellarsi a tutti i costi, ma che rischiare per raggiungere l’obiettivo e il proprio sogno nel cassetto è doveroso e salutare. Impariamo ad andare avanti non perché qualcuno ci spinge, ma perché qualcosa ci attrae. Anna rischia sulla propria pelle perché sente che in quella casa qualcosa di terribile è accaduto e qualcuno potrebbe aver bisogno del suo aiuto. Tutti sanno, ma nessuno ha il coraggio di affrontare la situazione in modo chiaro e diretto. Insegniamo ai figli, fin da piccoli, a non avere timore di nulla e a nuotare a larghe bracciate nel mare della vita e non ad accontentarsi di galleggiare in esso.

La Puglia è il suggestivo sfondo delle vicende di Anna. Come hai utilizzato questo scenario per arricchire la narrazione e creare un’atmosfera unica?

Chi è venuto in Puglia, sa quanta bellezza è racchiusa in tutto il territorio. E non solo bellezze naturalistiche di una terra   che dal mare alle colline, dalla campagna alle scogliere del Salento e del Gargano accoglie l’ospite catturandolo nella magia del suo mondo, ma anche ricchezze gastronomiche, culturali e architettoniche. A tale proposito come non parlare di Alberobello, mio paese di nascita. È qui che il romanzo si ambienta. Avviluppato in ricordi di bimba della magnifica festa patronale, Anna non può ignorare le tradizioni ad essa collegate come la cuccagna, i funamboli, i cantastorie e i madonnari. Alberobello, patrimonio dell’UNESCO che con le sue case dai tetti a forma di cono, cattura occhi e cuore di quanti lo visitano. Colpa dei dipinti sui coni, spesso segni dal significato   esoterico? Comunque sia il mondo magico e misterioso ha sempre fatto parte di me e della mia vita. Il mistero mi affascina!

Ci sono elementi del libro tratti da antichi racconti o esperienze personali? Qual è stata la tua fonte di ispirazione principale durante la stesura del romanzo?

Tutto nel racconto e frutto di un cucire fra loro episodi realmente vissuti e altri frutto di racconti e vicende ascoltati intorno al braciere, da me, bimba, dagli gli occhi sbarrati e inondati dall’incanto. La poca disponibilità dei tempi ad utilizzare giocattoli o restare per ore davanti alla TV, portava grandi e piccoli ad organizzarsi per meglio trascorrere il tempo. Ed è per questo che in strada, d’estate, in casa d’inverno o nelle giornate piovose, ci si sedeva in cerchio e si narrava. Mentre i grandi svolgevano lavori di cucito o pulizia di verdure e legumi, i più anziani narravano e i piccoli ascoltavano. Ed è così che, come in un film, davanti agli occhi di quest’ ultimi scorrevano scene di guerra, di feste nell’aia, di tradizioni, a volte dal contenuto esoterico. Tutto si imprimeva nelle loro menti arricchendole di fantasie e parole magiche. Come i due principali protagonisti, Livia e Nanni che, con la loro presenza benché nella realtà sfuggente, giorno dopo giorno hanno saputo scavare nel mio animo fino a occuparne il posto principale e trasformarsi da invisibili a personaggi dal ruolo primario. Questo il mio desiderio di sempre: dare un ruolo chiave a chi non è mai stato considerato da nessuno. Loro con la loro umiltà e la normalità di una vita mai considerata dal mondo, loro la mia principale fonte di ispirazione.

GIULIA ANCONA 2

Di una cosa la pregherei. Metta in risalto lo scopo benefico cui è destinata la vendita del libro. Tutto il ricavato, infatti verrà devoluto al reparto di Neonatologia dell’ospedale di Venere di Carbonara (Bari). Questo perché la nascita di un nipote prematuro, mi ha dato la possibilità di osservare da vicino le infinite difficoltà economiche che si devono affrontare nel reparto per l’assistenza e la crescita di questi piccoli.  Spesso, infatti, è loro negata la possibilità di stare con i loro genitori e nonni perché carenti posti e attrezzature. La donazione sta già avvenendo tramite l’Associazione Onlus Bimbintin, creata dopo la nascita di mio nipote anche grazie a mia nuora, Isabella. Questa foto mi ritrae in sua compagnia, in quanto vicepresidente dell’associazione, durante una presentazione del libro nella Biblioteca Comunale di Putignano, mio paese di residenza.

Concludiamo qui la nostra intervista con Giulia Ancona, autrice di “La casa di mattoni rossi”. Grazie per averci regalato uno sguardo nel mondo affascinante e misterioso che hai creato attraverso le pagine del tuo libro. Non vediamo l’ora di scoprire quali nuove avventure ci riserverai in futuro. Grazie ancora per la tua gentile disponibilità e per aver condiviso con noi la tua passione per la scrittura e la narrazione.

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