GRUPPO ALBATROS IL FILO PRESENTA: Porcellini e lupi all’esplorazione dello spazio – Fabio Nervegna

Benvenuti al blog del Gruppo Albatros! Oggi abbiamo il piacere di presentarvi un’autentica innovazione nel panorama letterario: “Porcellini e lupi all’esplorazione dello spazio” di Fabio Nervegna. Chi l’ha detto che le storie con lupi e porcellini debbano sempre seguire il solito copione, con i primi che inseguono i secondi per mangiarseli? In questo originale racconto, la classica lotta tra predatori e prede supera i confini del bosco per spingersi sulla luna, su Marte e nello spazio profondo, in un’esplorazione divertente e allo stesso tempo riflessiva su due specie certamente agli antipodi ma poi non così inconciliabili… come le differenze che dividono all’interno la nostra specie.

Qual è stata l’ispirazione dietro l’idea di trasportare la classica lotta tra lupi e porcellini nello spazio?

l’ispirazione mi è stata fornita da mia figlia, che un giorno mi chiese di raccontarle una storia sui porcellini nello spazio, dopo averle raccontato in tutte le varianti che mi sono venute in mente la classica favola dei tre porcellini e il lupo; mia figlia però mi accennò ai porcellini in generale, così pensai di raccontare la storia del popolo dei porcellini, almeno inizialmente contrapposto al popolo dei lupi.

Come hai affrontato il processo creativo nel mescolare elementi di fiaba tradizionale con la fantascienza?

Vediamo se ho capito la domanda: ho dapprima raccontato la storia a mia figlia, a puntate la sera prima di metterla a dormire; ho immaginato una storia corale, senza individualità ben definite salvo poche cariche istituzionali, ovvero un generico Presidente dei Porcellini, un Gran Capo dei Lupi e poche altre figure di spicco ma anonime. Mentre gliela raccontavo mi sono reso conto di iniziare a dimenticarmi delle puntate precedenti e quindi ho cominciato a trascriverle per sommi capi e solo in un secondo momento ho aggiunto tutti i dettagli. L’idea di ambientare gran parte della storia nello spazio nasce forse dall’esigenza di “risolvere” l’annosa questione tra predatori e prede che avevo raccontato in tutte le salse a mia figlia (dalle capanne al palazzo, al castello, alla nave, all’aereo dei tre porcellini e altro ancora), portandola su un altro piano, dove i ruoli della favola tradizionale di fatto sono un po’ per volta saltati e mi hanno permesso di sviluppare una storia ben diversa. Ho risposto?

Quali temi o messaggi hai voluto trasmettere attraverso questa insolita avventura spaziale?

Come molte storie, anche questa contiene alcune metafore. I porcellini sono un po’ quello che vorrei noi esseri umani diventassimo presto: compatti, decisi, organizzati, pronti a difendersi ma non aggressivi e disponibili al dialogo e alla pace tramite alleanze non appena se ne presenti l’occasione. I lupi invece inizialmente sono più simili a ciò che noi siamo oggi ma rappresentano anche la mia speranza di evoluzione positiva. Nel prosieguo della storia compaiono anche altre specie, che simboleggiano la complessità del rapporto con chi è molto diverso da noi, alieno, eppure può rappresentare una opportunità di proficuo scambio di esperienze e conoscenze e soprattutto di collaborazione.

Come hai bilanciato il tono divertente del racconto con le riflessioni più profonde sulle differenze e sulle relazioni umane?

Non facile, ho cercato di realizzare innanzi tutto un racconto intrigante, ricco di vicende anche inaspettate, a volte esaltanti e a volte con tensione, suspence; insomma, una vera avventura nello spazio ma senza violenza gratuita né scene poco adatte ai bambini: dunque combattimenti sì ma senza spargimenti di sangue né distruzioni di astronavi o pianeti. Però ogni tanto ho inserito qualche considerazione sulla nostra specie, culturalmente arretrata perché litigiosa e ancora poco propensa ad investire molto nell’esplorazione dello spazio, cercando di incastonarla nel racconto ma senza interromperlo né appesantire la narrazione; talvolta ho fatto parlare qualche personaggio dei popoli protagonisti, che ha sottolineato i difetti di noi umani. Ma più spesso la descrizione dei luoghi, delle vicende e dei comportamenti delle specie protagoniste credo e spero abbia portato quasi naturalmente con sé certe riflessioni.

Qual è stato il tuo momento preferito durante la scrittura di “Porcellini e lupi all’esplorazione dello spazio”?

Nel libro ce ne sono diversi: quando una specie mostra di essere in grado di evolvere culturalmente, non importa se soprattutto per ragioni pratiche, più che etiche; quando sviluppano una tecnologia per viaggiare nello spazio a velocità per noi impensabili; quando conducono con successo una trattativa complessa per stipulare una tregua e poi un’alleanza, ed altri ancora ma tutti caratterizzati da elementi positivi, di miglioramento, avanzamento, crescita, progresso. Ma il mio momento preferito in generale ricorreva tutte le volte che la storia fluiva e dal racconto orale riuscivo a trascriverla in modo che mi sembrava efficace: ho sperimentato per la prima volta il piacere di scrivere un racconto, di dargli forma a poco a poco.

Un ringraziamento speciale a Fabio Nervegna per aver condiviso con noi questa affascinante e sorprendente storia. “Porcellini e lupi all’esplorazione dello spazio” è sicuramente destinato a diventare un classico moderno, una lettura che intriga, diverte e invita alla riflessione. Non vediamo l’ora di scoprire quali altri mondi fantastici ci riserverà la sua penna creativa in futuro. Grazie ancora per essere stato con noi oggi!

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