Benvenuti al blog del Gruppo Albatros! Oggi siamo lieti di accogliere Giuliana Inturrisi, autrice del libro “Il coraggio di restare”, un’affascinante storia che ci porta nel mondo tumultuoso dell’adolescenza. Latina, la protagonista, affronta i tipici tormenti e le sfide dell’età, con una sensibilità che cattura il cuore dei lettori. Ma c’è molto di più dietro questo romanzo, e siamo qui per scoprirlo direttamente dalla penna dell’autrice.
Qual è stata l’ispirazione dietro la storia di Latina e Linez?
L’adolescenza è generalmente un periodo complesso. Non tutti la vivono così, ma spesso si caratterizza per essere una tappa movimentata, confusa e intensa della nostra vita, in cui ogni sentimento è vissuto all’ennesima potenza. Un amore sembra l’amore della nostra vita; una delusione sembra ci segnerà a vita; e un trauma sembra che ce lo porteremo come peso sul petto per sempre. Linez, come molti personaggi del libro è reale e vuole rappresentare l’intensità di una relazione adolescenziale per chi la sperimenta. Ricordare quel cuore tremante per il primo amore e quelle lacrime che non riuscivano a smettere di scendere per il cuore infranto. Mi piace definire questo libro come un romanzo di formazione emotiva perché non è importante chi sia il ragazzo – Linez o altri che si susseguono – l’elemento fondamentale è Latina e il suo stile relazionale, come esce da ogni nuovo incontro con qualcuno di diverso e le decisioni che prende anche sbagliando e cadendo. Latina è in una tappa in cui non ha idea di cosa sia l’amor proprio, il tempo in pace con sé stessa, la coscienza di sé nel mondo. Si sente solo sbagliata in ogni luogo e cerca riparo tra le braccia di chi riesca, anche solo per un attimo, a mettere pace a quel vortice interiore.
Come hai vissuto il processo di scrittura del libro? Dopo aver tenuto “Il coraggio di restare” nel tuo computer per otto anni, cosa ti ha spinto a finalmente condividerlo con il mondo?
Questo libro narra i 5 anni di liceo di una ragazza che per mettere ordine ai suoi sentimenti e alle sue emozioni decide di metterle per iscritto. Il bisogno di avere sotto controllo qualcosa che mi sta sfuggendo di mano e di capire chi vuole diventare una volta uscita da quel tornado. Così, invece di scrivere solo per dare sfogo alle mie ansie, inizio a mettere per iscritto qualcosa di più coerente e nell’estate tra il quarto e il quinto liceo, dopo la morte di mia nonna materna, comincio a vedere le cose con una luce differente. Quella, fu la prima vera perdita che segnò la mia adolescenza e che mi fece capire come in realtà non c’è tanto tempo per dimostrare ai nostri cari amore e dedizione e io lo so fare solo scrivendo. Questo libro ha passato diverse fasi. Dopo averlo scritto e rivisto nell’estate del 2014, è rimasto un file word nel mio computer per ben otto anni. Mentre lavoravo nel campo rifugiati di Kakuma, in Kenya, nell’estate del 2022, dopo l’ennesima volta in cui mio padre menzionava questo libro e la possibilità di pubblicarlo, ho deciso di rileggerlo e correggere delle parti prima di mandarlo a diverse case editrici. Dopotutto erano passati già 8 anni e non avevo intenzione che qualcuno lo leggesse allo stato brado in cui era. Il processo di revisione è durato quasi 4 mesi di lavoro notturno, durante i fine settimana e in ogni momento libero con un lavoro che era abbastanza faticoso. Il giorno di San Valentino, il 14 febbraio del 2023, Albatros mi chiama dicendo che erano interessati al mio libro e non potevo crederci.
Parli di Latina come di un personaggio combattuto tra essere e apparire, tra amore e amicizia. Quanto di te c’è in questo ritratto?
La storia di Latina è principalmente autobiografica, con parti inventate o modificate rispetto alla realtà. E’ una ragazza con un carattere abbastanza forte e raramente si fa trascinare dalle pressioni del gruppo, ma non è sempre così soprattutto in un’età in cui si è chiesti di dimostrare al mondo chi siamo senza esserne pienamente coscienti. Ci sono molti adolescenti che, proprio perché confusi e spesso per pressione gruppale, si trovano in situazioni che non c’entra nulla con il loro essere e senza aver davvero scelto. Si lasciano trascinare dagli eventi e, quella mancanza di decisione, potrebbe portarli a perdersi. Se scelgono di apparire, e non di essere, che adulti saranno un domani? Cosa insegneranno ai loro figli? Ed è così che i traumi si trasmettono di generazione in generazione. Se scegliamo di essere, invece, nonostante alti e bassi e le volte in cui cadremo e con fatica saremo costretti a rialzarci, almeno saremo stati onesti con noi stessi e leali a certi valori che avremmo deciso di seguire.
La copertina di “Il coraggio di restare”, realizzata da Marco Maimonte con la collaborazione di Alessia Emidio, cattura immediatamente l’attenzione per la sua semplicità e intensità. Ci puoi raccontare il processo creativo dietro questa immagine e come ritieni che rappresenti efficacemente il tema e lo spirito del tuo romanzo?
Il titolo e la copertina sono stati una costante in questo libro, nonostante gli anni. L’idea di questa copertina è sempre stata chiara nella mia mente, ma trasferirla su carta, non è stato semplice. Marco e Alessia mi hanno accompagnato e hanno vissuto insieme a me molti eventi della mia adolescenza e volevo che fossero partecipi di questo progetto. Conoscendomi, nonostante gli anni passati separati, è stato davvero divertente e interessante dare forma a quello che era rimasto nella mia testa per molto tempo. Ci sono stanti vari disegni e tentativi prima della copertina definitiva e un lavoro estivo molto intenso, che ha portato poi a una copertina meravigliosa nella quale abbiamo finalmente deciso di adottare uno stile minimalista per lanciare un messaggio chiaro. La copertina rispecchia a pieno il titolo: Il coraggio di restare, anche se per molti può essere contradditorio. Questo può essere interpretato come: il coraggio di restare fisicamente in un luogo o il coraggio di restare fedele ai propri valori e quindi dover cambiare la propria vita, dover prendere decisioni difficili e forse anche andarsene.
Qual è il messaggio principale che speravi di trasmettere ai lettori attraverso questa storia?
Come dico nei ringraziamenti, che da molti sono stati definiti come un libro dentro il libro, il mio obiettivo era quello di far entrare il lettore nel cuore caotico di un’adolescente che prova tutto e niente allo stesso tempo, senza giudicarla perché sta cercando pace dentro di sé e si sta facendo posto nel mondo. Ho anche voluto lasciare un finale aperto per dare al lettore libertà d’immaginazione su ciò che può succedere dopo e spero che questa possa essere soddisfatta con un secondo romanzo. Non voglio influenzare la fantasia dei lettori, spero solo che ognuno di loro abbia scelto un finale diverso, distinguendo tra un cuore romantico e uno realista. Se così fosse, vuol dire che avrei raggiunto parte del mio scopo, voglio che rimaniate col dubbio e allo stesso tempo la speranza, dando a questo libro il finale che più desideriate. Infine, ho voluto far sapere agli adolescenti che non sono soli, incompresi o sbagliati, così molti si sono ritrovati in queste pagine e attraverso le scelte di Latina hanno potuto capire un po’ di più sé stessi. Agli adulti, ho voluto invece trasmettere il ricordo di un’adolescenza più o meno lontana che possa farli riavvicinare ai loro figli o nipoti per abbattere barriere generazionali. L’età è solo un numero, le emozioni non hanno tempo.
Grazie mille, Giuliana, per aver condiviso con noi la tua storia e il tuo prezioso lavoro. “Il coraggio di restare” ci offre uno sguardo intimo sulle complessità dell’adolescenza e sull’importanza di trovare la propria voce. Non vediamo l’ora di seguire i tuoi futuri progetti letterari e di continuare ad essere ispirati dalle tue parole. Buona fortuna!
