Benvenuti a questa nuova intervista del nostro blog, oggi avremo il piacere di parlare con Leila Mirka. Siamo sicuri che questa sarà un’occasione unica per conoscere meglio questa talentuosa scrittrice e scoprire qualcosa di più sulla sua nuova opera “La fanciulla poetessa e l’uomo ciccione”.
Qual è stata l’ispirazione dietro la scrittura di “La fanciulla poetessa e l’uomo ciccione”? C’è un evento o un’esperienza particolare che ha dato vita a questa raccolta di racconti?
La storia ‘La fanciulla poetessa e l’uomo ciccione’ è una protesta contro il mondo odierno. Non è una protesta contro i governi o le politiche, ma una rivoluzione dell’uomo contro l’uomo. La maggior parte di noi vive in uno stato di anestesia e incoscienza. Questo stato ci aiuta a non sentire il dolore ed è così che possiamo continuare con la vita quotidiana e la nostra routine. Poiché l’essere umano è una specie animale, il nostro obiettivo principale nella vita è la sopravvivenza, cioè soddisfare i nostri bisogni primari come mangiare, dormire, riprodursi, ecc. Ma l’uomo non è anche un essere pensante? Non è proprio questa capacità di pensare che ci distingue dagli altri animali? Quindi, dov’è il valore del ‘pensare’ nella nostra vita quotidiana? Oggi, essere un pensatore e immergersi nel mondo della riflessione è considerato un fenomeno di nicchia, riservato solo ai pochi. Qui sorge la domanda: Perché il dono del pensiero – oltre alla sopravvivenza – non dovrebbe essere un privilegio per ogni individuo? La ragione è evidente: quando siamo dotati di pensiero, guardiamo il mondo in modo diverso e vediamo i misfatti e le contraddizioni. Quale sarà la reazione e la decisione di fronte alla consapevolezza? Ovvero, la consapevolezza porta alla sofferenza, soprattutto quando non siamo in grado di cambiare, oppure decidiamo di cambiare e tutti sappiamo che il cambiamento è difficile e faticoso. Se scegliamo la seconda opzione, cioè il cambiamento, siamo sicuri che la nostra stessa società ci respingerà e diventeremo figure rivoluzionarie, oggetto di polemiche. A questo punto, forse è meglio rimanere nell’incoscienza e lasciare che la nostra vita continui così com’è, e il ciclo della vita si concluda come tutto il resto.
I suoi racconti si concentrano sul tema del paradosso e delle aperte contraddizioni. Potrebbe approfondire come ha affrontato questi temi e quali messaggi intende trasmettere ai lettori attraverso di essi?
Per comprendere le contraddizioni del mondo d’oggi, non è necessario essere un genio. Basta dire “No” all’effetto anestesia e guardare intorno con una mente lucida. Le nostre vite sono piene di contraddizioni e aberrazioni a cui siamo abituati a vivere. In realtà, l’essere umano stesso è pieno di contraddizioni. Ad esempio, sappiamo che l’uomo è un essere sociale, ma fin dall’inizio ha sempre ucciso i suoi simili. Se l’uomo è un essere sociale, non dovrebbe almeno astenersi dall’uccidere i suoi simili? Come ho detto prima, il mio pensiero è una ribellione dell’uomo contro l’uomo.
Come ha gestito l’equilibrio tra cinismo e umorismo nella scrittura dei racconti? Quali sono le sfide nel combinare questi due elementi in modo da suscitare sia il riso che l’indignazione?
La mia prospettiva e il punto di vista sul mondo odierno è piuttosto negativa e amara. Penso che il modo di pensare e vivere dell’uomo d’oggi lo renda ridicolo e buffo! Vi faccio un esempio: teniamo cani, gatti o qualsiasi altro animale domestico nelle nostre case. Amiamo il nostro animale domestico e facciamo tutto il necessario per lui. Qual è la nostra motivazione principale per farlo? Se con questo gesto umano vogliamo dimostrare rispetto verso gli animali, allora sorge la seconda domanda: Forse i maiali, i pesci, le mucche, le galline e le pecore non meritano il nostro rispetto? Ogni giorno vengono uccisi duecento milioni di animali per riempire il nostro stomaco. Non è questo un crimine e un massacro sistematico? Vedete, nella nostra vita quotidiana abbiamo mescolato cinismo e umorismo in modo artistico e lo viviamo nel miglior modo possibile.
Qual è stata la parte più gratificante o emozionante del processo di scrittura e pubblicazione di questa raccolta di racconti?
Per gratificarsi, basterebbe una persona che comprenda lo scrittore. Questo significa che il pensiero esiste ancora e basta solo far emergere il pensiero dallo sfondo delle menti e rendere il pensiero un atto quotidiano.
Quali sono i suoi futuri progetti di scrittura?
Il mio prossimo libro è un romanzo scritto con lo stesso linguaggio sarcastico e paradossale, e spero che venga pubblicato nel 2024. Per ora ho scelto il titolo “Il mostro del 2024”. Spero che con questo romanzo vivace, comico e molto teatrale possa comunicare meglio il mio messaggio al mio pubblico.
Ringraziamo Leila Mirka per averci concesso questa intervista. Speriamo che il suo libro “La fanciulla poetessa e l’uomo ciccione” possa raggiungere un ampio pubblico e che possa ispirare e coinvolgere i lettori. Buona lettura e a presto con la prossima intervista!
